Senza lavoro e alla disperazione: coppia di Guastalla si uccide in macchina
Mesi prima aveva chiesto aiuto al sindaco

8/2/2016 – Un uomo e una donna quarantenni sono stati trovati morti in un’auto a Viadana, nel mantovano. Abitavano a Guastalla (Reggio Emilia). Si sono tolti la vita  convogliando il gas di scarico con un tubo di gomma all’interno dell’abitacolo della loro Matiz. Accanto a loro un biglietto: “Quando ci trovate, avvertite i nostri parenti”. Nell’ultimo sms inviato a uno dei fratelli di lei hano scritto: “Scusateci. Vi chiediamo perdono”.

I due, secondo i carabinieri, sarebbero stati affetti da “uno stato depressivo non diagnosticato”, in realtà sono vittime a lungo annunciate della crisi economica e di troppe porte sbattute in faccia.

L’auto con i due cadaveri è stata trovata nel cortile di un  cascinale a San Matteo delle Chiaviche, una frazione di Viadana. Il motore era accesso e l’abitacolo chiuso a chiave dall’interno. Guastalla, dove  la coppia abitava, dista pochi chilometri dal posto della tragedia. Barbara Morellini, casalinga di 45 anni, guastallese e Paolo Galli  operaio di 39 anni originario di Casalgrande,  non erano sposati ma vivevano assieme. L’uomo da tempo non aveva un impiego. La coppia si era anche rivolta al sindaco di Guastalla, Camilla Verona, per avere una mano a trovare lavoro. – “Erano venuti da me un anno fa circa. Poi non li ho più visti. Lamentavano un solo problema: la mancanza di lavoro”. E’ il ricordo del sindaco di Guastalla, Camilla Verona, della coppia che questa mattina si è suicidata nel Mantovano. Una coppia senza altri problemi che non la mancanza di lavoro, all’apparenza affiatata. “Li indirizzai al centro per l’impiego, consigliai anche di sentire i nostri servizi, che hanno una rete”. Poi, per tutti questi mesi, la coppia non ha più chiesto aiuto. E visto che lui era un uomo con competenze professionali (“informatiche direi”) il sindaco aveva ritenuto possibile che i problemi si fossero risolti. “Mi avevano raccontato che anche lei in passato aveva avuto un lavoro, poi l’aveva perso. Ma di recente cercavano un impiego prevalentemente per lui”. La donna aveva una figlia da un precedente matrimonio. Il sindaco non sa dire se ci sia stato un episodio scatenante della tragica decisione. “Debiti? non so. Certo in un anno potrebbero essersene accumulati. Ma siamo alle voci di paese”.

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