Scandalo a Poiatica
Iren vuole riaprire la discarica con 1 milione di metri cubi di rifiuti

24/2/2016 – La montagna reggiana è in rivolta contro la riapertura della discarica di Poiatica in comune di Carpineti. Dito puntato contro la Regione che non ha smentito la richiesta, formulata con  candore da  dall’ingegner Giachetti di Iren nel corso di un’audizione della Commissione Ambiente, di smaltire a Poiatica oltre mezzo milione di metri cubi di rifiuti speciali, nel contesto di un piano di bonifica della stessa discarica.

L’ironia verrebbe facile, se non fosse che di discariche mascherate da bonifiche sono piene le fosse italiane.

Ora è pure  saltato fuori un progetto preliminare di Iren Ambiente intitolato “Ipotesi di chiusura finale dell’impianto in funzione dello stato attuale dei luoghi” che porta la firma dello Studio associato di ingegneria T.En. di Reggio Emilia, nel quale si ipotizza di autorizzare non “solo” mezzo milione, bensì 1 milione di metri cubi di rifiuti speciali “al quale si aggiungono ulteriori 300 mila metri cubi di argilla a completamento finale dell’impianto”. Come temevano gli ambientalisti, i rifiuti speciali verrebbero utilizzati in gran parte per riempire l’impluvio  “a nord del corpo rifiuti, caratterizzato da vulnerabilità e criticità”: uno stagno creato nel tempo proprio da Iren.

Queste notizie, che chi aveva il dovere di informare i cittadini ha tenuto nel cassetto, stanno suscitando un vero putiferio. Il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, in una dichiarazione di fuoco diffusa oggi ai media, accusa la Regione di tenere i sindaci all’oscuro di tutto e chiede informazioni “puntuali e urgenti”.

La discarica di Poiatica quando era attiva

La discarica di Poiatica quando era attiva

Ma quali rifiuti speciali verrebbero smaltiti ancora a Poiatica solo, per carità, al fine di “chiudere” la discarica? Il documento di Iren Ambiente – rivela in proposito il sito Redacon – indica una lunga lista di codici CER rifiuti, nella quale rientrano pressoché tutte le tipologie di rifiuti speciali tra cui  compost fuori specifica, ceneri pesanti e scorie.

Il pensiero corre inevitabilmente allo smaltimento delle ceneri della centrale Enel di Spezia (almeno sino a quando resteranno aperti i gruppi a carbone) e ai residui di incenerimento dei termovalorizzatori, come quello di Uguzzolo di Parma. Ma c’è chi dubita come il progetto di riapertura mascherata di Poiatica possa essere in relazione alle terre di risulta dei prossimi lavori di bonifica dell’area Reggiane e di piazzale Europa a Reggio Emilia, inquinati da oltre un secolo di industria pesante e militare,  su cui prevedibilmente avrà un ruolo di primo piano la stessa Iren.

A Poiatica inoltre le analisi condotte dai consulenti privati hanno rilevato segni inequivocabili di radioattività, su cui pare che stia ancora indagando la Procura di Reggio Emilia: l’impiego di 300 mila tonnellate di argilla potrebbe servire a tombare per i secoli a venire un terreno contaminato, ma di questo al momento nessuno deve sapere niente. Nondimeno è chiaro che lo smaltimento di un ulteriore milione di rifiuti speciali (pari alla metà della capacità utilizzata della discaric0a) non sarebbe affatto una chiusura, ma una presa in giro delle popolazioni e smentita di tutte le decisioni politiche e di programmazione assunte sino ad oggi.

Oggi, mentre i comitati di tutela annunciano una nuova fase di mobilitazione, Enrico Bini – che è anche presidente dell’Unione dei comuni dell’Appennino – ha sparato, a ragion veduta, su Iren e della Regione: “Non è corretto nè comprensibile che noi sindaci veniamo a conoscenza di una proposta come quella avanzata da Iren, direttamente dai giornali“.

La domenica mattina del sindaco di Carpineti: Tiziano Borghi tra i rifiuti di Poiatica

La domenica mattina del sindaco di Carpineti: Tiziano Borghi tra i rifiuti di Poiatica

 Chiedo a Iren e alla Regione di organizzare una comunicazione puntuale e urgente su tutti gli aspetti che riguardano la situazione della discarica di Poiatica – afferma il sindaco della Pietra –  I cittadini, giustamente molto sensibili su una possibile ripresa del conferimento di rifiuti a Poiatica, in questo modo hanno l’impressione che i sindaci stiano prendendo decisioni senza informarli, mentre invece nemmeno noi abbiamo informazioni su questa proposta avanzata in Regione, di quali tipologie di rifiuti si stia parlando nel dettaglio, di quali quantità. Così non solo si aizza la giusta apprensione dei cittadini, ma si mettono gli amministratori locali nell’impossibilità di fornire qualsiasi risposta”.

Ma siamo solo agli inizi: è necessario sapere cosa si sta trattando, chi sta trattando e chi ha deciso di tenere all’0scuro i cittadini. Tanto più che Iren non è una bieca multinazionale governata da Donald Trump, ma una multiutility dove comandano i comuni di sinistra del Nord e i sindaci Luca Vecchi, Piero Fassino e Marco Doria. Qualcuno rischia, politicamente parlando, di lasciarci le penne.

 

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2 risposte a Scandalo a Poiatica
Iren vuole riaprire la discarica con 1 milione di metri cubi di rifiuti

  1. Comitato Fermare la Discarica Rispondi

    24/02/2016 alle 21:24

    Apprendiamo dalla stampa dell’esistenza di un progetto di Iren per la chiusura di Poiatica con conferimento di rifiuti speciali.
    Nemmeno nei peggiori incubi: un progetto di chiusura con 1 milione di metri cubi di speciali ? Alla faccia della chiusura ! Questo progetto ci condannerebbe ad una seconda discarica per gli anni a seguire, sotto la veste di un oscuro progetto che sembra ruotare attorno alle parole per non dire ciò che è palese a tutti: lo smaltimento di rifiuti.
    Nessuna chiusura, nessuna riqualificazione, nessuna messa in sicurezza, come rimpallavano questo o quel dichiarante nei mesi precedenti a mezzo stampa, a quanto pare Iren punterebbe molto più in alto di quanto immaginavamo. Se la notizia fosse confermata, la sua realizzazione sarebbe un disastro. Proprio sugli speciali avevamo manifestato nelle scorse settimane le nostre paure,perché nel codificazione degli speciali gli inerti sono solo una parte marginale dell’elenco a cui afferisce tale categoria che comprende scorie da inceneritore, fanghi industriali e tantissimi altri rifiuti. Tecnici e politici stoppino questa follia, noi faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per contrastarlo assieme a coloro che sono stanchi di vedere queste terre inquinate, esponendo le nostre famiglie e l’ambiente a questo vergognoso futuro. E sono tanti, non solo montanari. Non lo permetteremo.Aspettiamo al più presto la convocazione della commissione discarica in Comune che, ci e’ stato anticipato, sarà aperta al pubblico, auspicando che venga riconosciuta finalmente come un organo di dibattito verbalizzante sulla discarica, dal momento che a quanto pare, di Poiatica se ne parla ovunque fuorché nei luoghi della trasparenza diretta al cittadino. Abbiamo anche presentato a tal proposito lo scorso Gennaio una proposta di regolamento alla commissione che confidiamo venga approvata dai componenti come strumento più aperto,partecipato ed equo di comprensione su tutto ciò che riguarda Poiatica. Siamo, infine, in attesa anche della risposta da parte della Regione alla recente notizia emersa sul progetto, confidando in una netta dissociazione dalla linea tenuta dal gestore. Sarebbe l’inizio di un segnale di cambiamento e inversione di marcia.
    Comitato Fermare la Discarica

  2. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    26/02/2016 alle 03:42

    Discariche

    L’ Italia è il Paese con il più alto tasso di immondizia che finisce in discarica: il 40 per cento. Ne produciamo 487 chili a testa mentre la media europea è di 422.

    Il giro d’ affari? 22 miliardi di euro nel 2014 con 30mila reati accertati. Uno ogni 18 minuti.

    (Dal libro “Ultimi” di Antonio Galdo, Feltrinelli editore)

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