Processo Aemilia Sivelli smonta le accuse contro Pagliani: “Non sapeva chi fosse Nicolino Sarcone, e troncò subito ogni rapporto”

24/2/2016 – Continua mercoledì 24, con l’intervento dell’avvocato Romano Corsi, l’arringa dei difensori di Giuseppe Pagliani davanti al Gup di Bologna Francesca Zavaglia nel rito abbreviato del processo Aemilia.

Lunedì ha preso la parola l’avvocato Alessandro Sivelli di Modena che ha smontato l’accusa di concorso in associazione mafiosa e ha ribadito, con nuovi particolari, quanto sostenuto dal consigliere di Forza Italia sin dal primo momento: non solo è completamente estraneo alla consorteria di ndrangheta e ha sempre combattuto per la legalità (come dimostrano i suoi atti politici), ma alla famosa cena degli Antichi Sapori del marzo i 2012 -l’incontro pubblico all’origine di tutti i suoi guai con la Dda – non sapeva chi fossero i partecipanti: “Pagliani non sapeva chi era Nicolino Sarcone – ha sottolineato Sivelli – e quando lo ha saputo ha interrotto completamente qualsiasi rapporti. Lo provano i messaggi e le telefonate che sono agli atti, in cui lo cercano ma lui non si fa trovare”. E ha aggiunto: “Non ha fatto niente per loro, non ha fatto alcun articolo di giornale, non ha compiuto alcun intervento a carattere politico. sta pagando a caro prezzo l’errore di ave partecipato a una cena”. Sivelli ha insistito sul fatto che bisogna tener conto del livello di consapevolezza, nel 2012, sulle infiltrazioni mafiose, e ha citato gli interrogatori dell’ex sindaco e oggi ministro Graziano Delrio e dell’ex presidente della Provincia Sonia Masini: “Lo hanno affermato candidamente loro di non aver avuto consapevolezza all’epoca”. E a proposito di Delrio ha citato la sua partecipazione alla processione di Cutro, in piena campagna elettorale, e l’incontro nel quale accompagno dal prefetto De Miro i tre consiglieri comunali cutresi Scarpino, Olivo e Gualtieri.

Pagliani dopo 22 giorni di carcere preventivo era stato scarcerato dal Tribunale del riesame con una sentenza che ha smontato il teorema della Dda, affermando l’insussistenza di motivi oggettivi e soggettivi a suo carico, e dichiarando che i suoi attacchi politici all’ex presidente della Provincia Masini erano avvenuti nel legittimo esercizio del ruolo di oppositore.

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