Nella sfida “Mezzogiorno di fuoco” al PalaBigi la Grissin Bon ha steso Cremona 86-77. Un super Aradori ha messo in ghiaccio la vittoria nel finale.

28/02/2016 – (Carlo Codazzi) – Occhi della tigre fin dalla palla a due per la Grissin Bon decisa a mantenere inviolato il proprio fortino, in campionato, e di aggiudicarsi lo scontro tra capolista per restare a respirare l’aria fresca della vetta del campionato.

I saluti finali tra le due squadre dopo il successo biancorosso.

I saluti finali tra le due squadre dopo il successo biancorosso.

Due bombe infilate dai biancorossi con Aradori e Polonara hanno permesso di piazzare un primo piccolo break alla Grissin Bon che si è spinta al + 6 (17-11). Alternanza di zona e match up per Menetti che ha creato difficoltà all’attacco di Pancotto in cui è emerso sotto il tabellone il solo Dragovic. Negli spiccioli finale della frazione accelerazione ulteriore della Reggiana che ha chiuso sopra di 10 p. (23-13) con 1/2 dalla lunetta di Della Valle. Aradori già in evidenza con 7 punti a referto, 1 rimbalzo difensivo e 1 assist. Dei 23 punti segnati nel 1° quarto la Grissin Bon ne ha messi dentro 9 dalla lunetta e qui è iniziato lo stillicidio dei liberi “concessi” da Cremona (già 12 totali nella 1^ frazione) lamentato da Pancotto nel post match.

Nel 2° quarto è emersa la grande tensione che ha accompagnato a questo scontro-scudetto la Grissin Bon. Dopo un parziale iniziale a suo favore di 5-0, la Reggiana si è lasciata trascinare nella “bagarre” cercata da Cremona. Scaramuccia tra Kaukenas e Washington punita dagli arbitri con un doppio antisportivo. Menetti non c’è stato e i direttori di gara non hanno perso l’occasione per affibbiare un “tecnico” alla panchina biancorossa. Nonostante l’arrabbiatura Reggio ha allungato a + 15 (29-14) con un canestro da sotto di Golubovic. Qualcosa, però, non quadrava a Menetti che sul 29-16 ha chiamato il time out che non è servito a calmare i suoi che sono ripartiti subendo un parziale negativo di 7-0 (29-21). Altro time out per Menetti che è passato alla difesa individuale.

Menetti dà istruzioni  Kaukenas guida l'attacco.

Menetti dà istruzioni Kaukenas guida l’attacco.

Cremona ha alzato l’intensità difensiva e il pressing togliendo fluidità alla manovra biancorossa costretta a cercare conclusioni forzate. Il momento si è fatto critico e il nervosismo ha fatto sempre più capolino in casa Grissin Bon. Un’infrazione di 7” fischiata a Della Valle che, pressato, ha faticato a superare in palleggio la metà campo, ha fatto infuriare Menetti che ha protestato subendo il 2° tecnico. In lunetta è andato Vitali ad accorciare per il 29-24. Nel momento critico, però, i grissini si sono ricompattati e sono riusciti a spingersi di nuovo a un rassicurante + 10 (34-24) sigillato da una bomba di Della Valle. Continue alternanze difensive da parte dei due coach che hanno giocato a scacchi tra di loro, mentre i giocatori sul parquet si sfidavano con i nervi a fior di pelle. Cremona è risalita prepontemente ed è stata tenuta a distanza da un 4-0 finale della Reggiana che ha trovato 1 libero di Della Valle e una tripla di Polonara. Pausa lunga con Reggio avanti 41-35.

Veremeenko realizza dalla lunetta nell'ultimo quarto.

Veremeenko realizza dalla lunetta nell’ultimo quarto.

Guardando alle statistiche, il divario delle due formazioni è stato originato dalle 14 palle perse dalla Vanoli (8 quelle di Reggio) e dai 10 p. (su 14) segnati dai grissini dalla lunetta contro i 5 realizzati (su 6) da McGee e soci. Anche il livello delle prestazioni individuali parlava a favore degli uomini di Menetti con 44-23 di valutazione complessiva per Reggio.

Un attacco della Vanoli nel 3° quarto.

Un attacco della Vanoli nel 3° quarto.

La terza frazione è stata caratterizzata dall’equilibrio tra le due formazioni che si sono affrontate con continui cambi difensivi cercando di trovare ritmo in attacco. Cremona ha continuato a concedere liberi dopo aver esaurito in fretta il bonus (dopo 3’30”). Reggio ha allungato così in doppia cifra, ossia a + 11 (62-51), a 1’ dalla sirena di chiusura quarto per poi vedersi riavvicinata da una coriacea Vanoli che ha piazzato un mini break 5-0 negli spiccioli finali chiudendo la frazione sotto 62-56. Preziosissime le 4 triple timbrate da MecGee e Turner che hanno tenuto nel match la Vanoli.

Giochi ancora aperti e conti da regolare nel quarto conclusivo in cui è esploso Aradori che ha segnato 12 punti con una bomba, infilata in un momento clou, che ha spinto i suoi al 68-58. Ancora assetti difensivi in continua variazione per i due coach decisi a darsi battaglia fino all’ultimo secondo. A contrastare la fuga della Reggiana un ottimo e mai domo McGee sempre acceso in regia e in attacco. Nella 4^ frazione 8 punti per il colored di Pancotto. Quarto molto combattuto con bonus esauriti in fretta, ma con la Vanoli ad esaurirlo per prima. Reggio ha gestito con freddezza il vantaggio che a metà quarto era di 12 lunghezze (72-60). Girandola di tiri liberi che ha premiato i biancorossi che hanno infilato dalla lunetta 12 punti su 13 tiri, per la Vanoli 7/7 (al termine 27/33 ai liberi per Reggio, 13/14 per Cremona. Un dato statistico che ha fatto la differenza). Nel bollente finale Menetti si è affidato al carisma e all’esperienza di Kaukenas, ancora a corto di carburante dopo il lungo stop, che ha segnato 4 p. pesantissimi come i 6 marcati da Della Valle. A giochi quasi fatti sussulto di McGee che ha trascinato Cremona al -6 (78-72) con una bomba dall’angolo e 1’12” da giocare.

McGee cerca varchi nella difesa biancorossa nei minuti finali del match.

McGee cerca varchi nella difesa biancorossa nei minuti finali del match.

Nel momento del disperato tentativo di rimonta ospite McGee ha abbandonato la contesa per aver toccato il tetto dei 5 falli personali. Sul ponte cremonese ha fatto capolino la bandiera bianca. A depositare definitivamente vittoria e i 2 punti nella cassaforte biancorossa ha provveduto, ovviamente, Rimas Kaukenas con una tripla chirurgica che ha sigillato il + 11 (83-74) a 33” dalla fine.

La bomba di Turner sulla sirena finale del match.

La bomba di Turner sulla sirena finale del match.

A precedere la sirena finale una bomba di Turner che ha ridotto lo scarto conclusivo a 9 p. tra le due capolista. Tabellone a indicare il punteggio 86-77 (punteggio che consente alla Grissin di passare in vantaggio nello scontro diretto con la Vanoli) per la Reggiana che ha vinto il duello del “mezzogiorno di fuoco” e può ancora guardare tutte le avversarie (tranne Milano prima a pari punti) dall’alto della testa della classifica. A giustificare e nobilitare lo splendido successo biancorosso il netto divario nella valutazione complessiva delle due contendenti che recitava 92-58 per la Grissin Bon. (dopo il tabellino le dichiarazioni post match)

GRISSIN BON REGGIO EMILIA- VANOLI CREMONA   86-77

Singoli quarti 23-13 , 18-22,  21-21,   24-21

Progressivi     23-13,  41-35,  62-56,   86-77

GRISSIN BON:  Aradori 22,  Polonara 13,  Golubovic  4,  De Nicolao 3, Della Valle 18, Veremeenko 9, Kaukenas 13,  Gentile 4, Silins, . N.E. Strautins. Allenatore: Massimiliano Menetti.

VANOLI CREMONA: Dragovic 9, Cusin 8, Washington 5, Turner 17, Vitali 11, Mian 2,  Gaspardo, Bilingha 4, Mcgee 21, Cazzolato. N.E Boccasavia.  Allenatore: Cesare Pancotto.

TIRI DA 2-  REGGIO E.:13/35 (37%),  CREMONA 17/33 (52%)

TIRI DA 3 – REGGIO E: 11/20 (55%) ; CREMONA: 10/25 (40%)

TIRI LIBERI: REGGIO E. 27/33 (82%) ; CREMONA 13/14 (93%)

RIMBALZI – REGGIO E.: 32,  10 OFF; CREMONA: 30, 9 OFF.

ASSIST – REGGIO E. 12;  CREMONA  8

PALLE PERSE – REGGIO E. 15 ; CREMONA  21

PALLE RECUPERATE: REGGIO E.  7; CREMONA  5

Arbitri: Mattioli Gianluca, Vicino Alessandro, Borgioni Denny.

Spettatori: 3460  – incasso  72186,00.

DICHIARAZIONI POST MATCH

Cesare Pancotto è un ex e sportivamente ha iniziato elogiando i vincitori: “ Faccio i complimenti a Reggio per la vittoria, per noi è già un grande  risultato giocare gare da scudetto – ha subito sottolineato – perché fino all’anno scorso giocavamo per la salvezza. Abbiamo perso per 3 cause fondamentali: la prima è che abbiamo concesso troppi tiri liberi (ben 33 tirati dalla Grissin Bon con 27 p.ti realizzati) e voglio sottolineare che ho usato il termine “concessi” e non “subiti”. Reggio ha realizzato 1/3 dei suoi punti totali dalla lunetta, mentre noi ne abbiamo tirati soltanto 14. La seconda causa  – ha proseguito nell’analisi – è relativa all’eccessivo numero di palle perse da parte nostra ( ben 21) . Tutte le volte che ci siamo avvicinati a -3 dalla Grissin Bon abbiamo regolarmente perso palla e subito un canestro da 2 o da 3. E’ grave concedere questi vantaggi ad una squadra abituata a giocare partite come questa quale è Reggio Emilia”.

Cesare Pancotto, ex coach della Reggiana, nel post match.

Cesare Pancotto, ex coach della Reggiana, nel post match.

Pancotto si è fermato al n° 2 delle cause, ma ha poi proseguito accennando agli infortuni che forse per lui hanno rappresentato  la causa n. 3 del ko: “Forse qualcuno non se ne è accorto perché noi non ci lamentiamo mai, ma abbiamo subito degli infortuni in queste ultime 3 settimane e ci siamo allenati poco aggiungendo, in allenamento, ai superstiti dei ragazzi delle giovanili. Così abbiamo perso degli equilibri che dobbiamo recuperare e dobbiamo riuscire a lavorare tutti insieme al completo perché questo è l’elemento fondamentale per poter ripartire”.  Pancotto ha insistito sulla desuetudine dei suoi a giocare match–scudetto: “Giocare per il titolo è un qualcosa che si costruisce nel tempo – ha chiosato –. Oggi si giocava la sfida tra due capolista e ci vuole tempo per abituarsi a gare così. La Grissin Bon è capolista per merito e per abitudine ad essere ad alto livello, noi eravamo capolista esclusivamente per merito. Per arrivare a giocarsi lo scudetto c’è tutto un percorso da compiere. Ci siamo approcciati alla partita odierna consci delle difficoltà che ci aspettavano e che poi si sono verificate.  Noi siamo consapevoli del percorso che abbiamo compiuto e siamo altrettanto consapevoli che davanti a noi c’è un far west da conquistare – è stato l’aforisma di Pancotto riguardo la lotta scudetto -. La difesa?  La consistenza difensiva non dipende dalla palle perse, ma da cosa concedi agli avversari  e noi a Reggio abbiamo concesso 27 punti dalla lunetta, ovvero 1/3 del loro fatturato. Concludo rimarcando ancora che 27 punti ai liberi noi li abbiamo “concessi “.

Max Menetti con la vittoria si è scrollato di dosso la settimana di tensione: “Abbiamo conquistato 2 punti importanti contro una squadra “tignosa” – ha affermato con tono liberatorio – . La vittoria vale doppio perché abbiamo battuto una squadra forte e perché abbiamo recuperato la differenza canestri nei suoi confronti. Quest’ultimo è un particolare che pesa in un campionato equilibrato. Sono soddisfatto perché per come abbiamo potuto lavorare in settimana non mi aspettavo che la squadra potesse esprimersi così ad alto livello tecnicamente ed emotivamente.

Approcciare bene la partita ed interpretarla altrettanto bene è stato molto importante per noi. Abbiamo bisogno di lavorare tanto e di dare continuità alle nostre prestazioni perché nel prossimo turno ci aspetta una gara difficile (a Venezia con la Reyer ndr) che se non affronteremo con il giusto approccio, come abbiamo fatto oggi, diventerà ancora più difficile. Nella sfida odierna i ragazzi hanno messo il “cuore” in campo. Gentile? Non vorrei esprimermi a livello di singoli perché tutti hanno dato tutto. Posso dire che Rimas  rappresenta sempre un punto di partenza a livello emotivo per la squadra. Golubovic?  Non brillante, ma non negativo”.  A chi gli ha fatto notare il -10 di plus/minus del n.20 biancorosso Menetti ha risposto secco: “Golubovic non è stato negativo e non insisterei su di lui, ma guarderei al collettivo. Se proprio insistete c’è stata una grande gara di Veremeenko da sottolineare”.

Coach Massimiliano Menetti

Coach Massimiliano Menetti

Menetti si è poi addentrato nelle pieghe della gara: “Sul campo siamo andati meglio che a Cremona dove perdemmo tante palle. La Vanoli gioca un certo tipo di basket che abbiamo cercato di neutralizzare con un certo tipo di tattica difensiva che abbiamo attuato bene a parte 2–3 dettagli la cui mancata applicazione, a volte, ci ha punito. Siamo riusciti a trascinare Cremona dentro i nostri obiettivi difensivi che hanno spinto i nostri avversari a giocare in modo diverso da quello abituale per loro. Anche l’alto numero di palle perse di Cremona è dovuto in buona parte alla nostra tattica difensiva.  Mcgee?  E’ stato importante per Cremona al di là delle nostre scelte difensive. Ciò che conta, comunque, è il ”focus” della difesa. Quando noi abbiamo permesso a Turner e Mcgee di agire dentro le loro caratteristiche ci hanno punito perché non eravamo concentrati e cinici. Quando la squadra prepara una cosa in allenamento e poi non la applica in partita si trova di fronte a situazioni in cui è impreparata e sono guai. Questo è quello che è successo,  per esempio, contro Avellino in Coppa.  Oggi – ha aggiunto –  abbiamo lavorato sul pick&roll che rappresenta una delle caratteristiche principali di Cremona e abbiamo tolto agli avversari opportunità sulle prime palle.

Gli infortunati recuperati? Prima mi avete chiesto di Gentile e vi dico che ha avuto un buon ritmo e ha saputo prendersi delle scelte difficili. Con 2 palle ci ha risolto situazioni complicate, è sempre stato presente e vivo in difesa. Lavrinovic?  Sta bene grazie – ha risposto ridendo-. Scherzi a parte, lo aspettiamo con il caldo e la bella stagione”.

Il coach si è tolto qualche sassolino dalla scarpa relativi all’eliminazione dalla Final Eight: “Frosini aveva detto dopo il ko con Avellino  “adesso vediamo chi è da Grissin Bon e chi no”?  E’ stata una frase detta a caldo, ma non era il momento per dare un giudizio negativo su una squadra provata a livello fisico e psichico. Se togliamo a Cremona Vitali, Turner, Mcgee , Cusin e Washington credo che farebbe parecchio fatica. Noi abbiamo avuto fuori Gentile, Aradori, Kaukenas, Veremeenko e Lavrinovic – ha replicato con un pizzico di polemica -. La nostra è una squadra basata su degli equilibri e deve ritrovarli, a livello emotivo e tecnico, come è successo oggi quando avevamo perso un po’ la bussola facendo risalire Cremona, ma poi abbiamo ritrovato concentrazione e siamo ritornati a +14. Trovare la continuità e recuperare energie sono la medicina che ci serve e che ci sarà utile nella prossima gara di Venezia che sarà durissima”.

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