Mafie e affari, veleni a sinistra
Luca Bosi (Legacoop) contro Bini: “Era presidente Cna, non può dire io non c’ero
E oggi faccia a faccia Bini-Costa al circolo Gardenia

di Pierluigi Ghiggini

20/2/2016 – E’ scontro aperto a sinistra, all’interno del mondo che fa riferimento al Pd, sulle infiltrazioni mafiose e la miopia del sistema reggiano che non ha visto, o non ha voluto vedere, un processo che ha portato all’occupazione di interi settori economici e in cui personaggi ritenuti legati alla ndrangheta hanno apertamente condizionato appalti, business e politica.

Ad attizzare il fuoco che da tempo covava sotto la cenere – a cominciare dal caso Coffrini – è un attacco di Luca Bosi al sindaco antimafia di Castelnovo Monti, Enrico Bini. Il presidente dell’Alleanza cooperativa reggiana, di Boorea, di Sicrea Group e vice vicario di Volta in Legacoop Emilia Ovest ha sparato su Bini per la sua affermazione sul “sistema cooperativo che aveva aperto le porte a queste persone perchè costavano meno“.

Luca Bosi

Luca Bosi

“Non condivido per nulla quello che dice Bini- afferma Bosi in un’intervista a Reggio Sera –  Sono certo che buona parte di questa provincia abbia sempre lavorato per non essere infiltrata e dò per buono che nessuno abbia fatto certe azioni con consapevolezza, tantomeno le cooperative. Continuo a leggere l’elenco degli imputati e non trovo un cooperatore, scorro l’elenco delle imprese colpite da interdittiva e non vedo cooperative. Quelli sono i fatti”.

E aggiunge, con una punta di veleno: ““Bini è stato presidente della Cna per tanti anni e anche lui ha avuto a che fare con diverse imprese del territorio. Pure lui avrà dovuto affrontare delle difficoltà. Nessuno può dire: “Io non c’ero”. Nel senso che tutti, lo dico da singolo cittadino, abbiamo vissuto in questa provincia e le sottovalutazioni le abbiamo fatte tutti quanti”.

Parole lette con sconcerto in diversi ambienti, a cominciare dalla Cna: c’è chi le interpreta come un messaggio insinuante, una sorta di chiamata di correo. E anche nei confronti di Bini (“Nessuno può dire: Io non c’ero“) il senso è ambiguo. Bosi promette forse rivelazioni su Bini? Forse no, ma è evidente che le sue parole interpretano un sentimento diffuso all’interno del sistema coop iper sensibilizzato dai dissesti delle grandi imprese e dal venire tirato in ballo da molte parti, anche dalle ditte cutresi che hanno lavorato per il “sistema”.   Certamente Bosi parla anche per conto di altri. E certamente hanno scosso il milieu del Pd le dimissioni di Bini (e di altri due sindaci) dalla commissione legalità di Iren: gesto che suona di per sè come un indiretto atto d’accusa nei confronti degli uomini del Pd reggiano nella multiutility,  a partire dal vicepresidente Ettore Rocchi (e presidente di Iren Rinnvabili) per arrivare a Moris Ferretti che è stato a fianco di Bosi in Boorea.

Enrico Bini

Enrico Bini

La sostanza è che , anzichè aderire all’invito del “Chi sa parli” per procedere a un esame critico di ciò che è accaduto negli ultimi anni – ad esempio sui rapporti con fior di imprese internedette dal prefetto De Miro –  Bosi ribalta le accuse e avverte che “c’erano tutti”. E se c’erano tutti, la naturale conseguenza è che nessuno è colpevole. Perchè, in tale logica, non può essere condannato un intero sistema che ha garantito prosperità e stabilità per decenni.

Ora gli occhi sono puntati sul dibattito di domenica pomeriggio 21 febbraio, alle 17,30, al Circolo Arci Gardenia di Reggio Emilia, su iniziativa del circolo Darwin del Pd: un faccia a faccia tra Enrico Bini e il segretario provinciale del Pd Andrea Costa, coordinato dal vice responsabile del circolo Santino Muto. Inevitabile una risposta di Bini a Luca Bosi: su Facebook per ora il sindaco di Castelnovo Monti si è limitato a un lapidario “Bosi chi?”. Ma anche Costa dovrà dire cosa pensa delle parole del presidente di Sicrea. E non sarebbe male un chiarimento da parte dei presidenti di Legacoop Emilia Ovest e di Confcooperative, ches ono insieme nell’Alleanza guidata da Bosi.

Più che un “Chi sa parli”, sembra che stia per aprirsi una stagione dei veleni: e non sarebbero i primi. Resta il fatto che quando Bini denunciava da solo le infiltrazioni mafiose, i manager come Bosi erano tutti assorbiti dai fronti aziendali e tacevano: ad esempio nella Cmr, quando chi scriveva dei bilanci disastrosi veniva bollato come “infame” si invitavano i soci a portare i soldi in cooperativa quando già era pronto il piano di liquidazione.

Intanto sarà Luca Bosi, e non Enrico Bini, a parlare a un seminario sulla legalità nell’ambito del programma di formazione H-Demy organizzato dal Pd dai giovani democratici.

 

 

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Una risposta a 1

  1. dario Rispondi

    21/02/2016 alle 13:05

    E sempre così, “con il tutti ci si lava la coscienza”, ma non è così e tutti lo sanno, questa è l’Italia della non prevenzione della non capire che con la mafia non si scherza, prima o dopo si paga.
    In quanto alla politica dimostra ciò che è, collusa fino al midollo, e non sapendo cosa fare chi si attacca? L’unico che ha cercato di dare una sveglia e sempre così, il vecchio vizio dalle brigate alla mafia a tutti gli attentati di stato.
    Penso che si abbia perso il senso della società civile, con i propri valori, ci siamo svenduti ai soldi soldi soldi.

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