Mafie e affari, “ombre sulle coop”
M5S lancia indagine sugli appalti

22/2/2016 – “Io c’ero, ho visto e ho denunciato: ho denunciato quando una cooperativa di macellazione utilizzò gente poco raccomandabile, ho denunciato quando certe ditte di autotrasporto praticavano tariffe stracciate negli appalti Tav che le aziende per bene non potevano neanche sognarsele. In troppi invece hanno  taciuto, mentre io denunciavo e venivo lasciato solo: se le mafie si sono infiltrate una responsabilità non piccola è del mondo economico reggiano, che ha fatto i suoi comodi, e del movimento cooperativo. Certo,  la svolta è arrivata con le interdittive del prefetto De Miro, ma qualcuno voleva farla trasferire da Reggio Emilia”.

Enrico Bini

Enrico Bini

Il sindaco di Castelnovo Monti ed ex presidente della camera di Commercio, Enrico Bini, ha lanciato un’altra bomba nel dibattito già rovente su mafie, affari e politica a Reggio Emilia. Lo ha fatto durante il faccia a faccia di ieri pomeriggio al circolo Gardenia, organizzato dal Pd, col segretario provinciale dei democrat Andrea Costa di fronte a una sala gremita, con molte persone che non sono riuscite a entrare. Presenti anche il segretario del Pd di Brescello e diversi consiglieri comunali. I l nome di Coffrini del resto è risuonato più di una volta:”Doveva dimettersi prima dell’arrivo della commissione di accesso”.

Un momento del dibattito al circolo Gardenia

Un momento del dibattito al circolo Gardenia

Bini ha chiamato in causa i dirigenti che hanno guidato per molti anni le grandi cooperative emiliane, rispondendo a palle incatenate a Luca Bosi (presidente di Sicrea, vice presidente vicario di Legacoop, presidente di Boorea e di Alleanza cooperativa, oltre che ex dirigente della Cmr) secondo cui Bini non può chiamarsi fuori: “E’ stato per tanti anni presidente della Cna, e c’era anche lui”, aveva detto Bosi in un’intervista. L’interessato non era in sala, ma gli saranno fischiate le orecchie:  “Bosi ha fatto un’intervista infelice cercando di mettere tutti nel sacco – ha detto Bini- Io questo non lo accetto: io c’ero, ho denunciato e mi hanno lasciato solo. E non può dire di non aver visto i ribassi di prezzo, non può dire di non aver visto a Reggiolo e nei comuni limitrofi, in piano zona Cmr dove lui era dirigente, che lavoravano imprese interdette come quelle di Todaro e il Consorzio Primavera. Forse a Bosi non hanno dato la chiave per entrare nella stanza dove sono conservate certe documentazioni”.

Aldilà della polemica, lo scenario si è di colpo allargato  dai rapporti tra  imprese calabresi e amministrazioni locali al sistema reggiano nel suo complesso, a cominciare dal movimento cooperativo. Anche sui questo fronte è il momento di un bel “chi sa parli”.

Ancora. L’ex presidente camerale è tornato a sparare su Iren (dopo la sua uscita dalla commissione legalità) che “continua a praticare appalti al massimo ribasso”, anche per la gara della discarica di Poiatica: “E’ stata una signora del Movimento 5 Stelle a scoprire che razza di ditta aveva vinto. Ma negli uffici di Iren c’è o no gente strapagata che dovrebbe guardare dentro queste cose?”. Una domanda buona per la prossima assemblea dei soci del 22 aprile.

 

E soprattutto Bini è tornato a battere sul tasto dolente del Catasto e degli esposti dell’ex direttore Scalzulli affondati dalla Procura reggiana: lì sarebbe la chiave per capire le relazioni tra sistema reggiano e imprese inquinate. Ha puntato il dito sugli  “indici di valore immobiliare ridotti del 50%, con danno erariale” e sulle delocalizzazioni di aree edificabili: pratica ampiamente utilizzata da imprese e gruppi privati e cooperativi.

Nel dibattito sono intervenuti fra gli altri Walter Ganapini (ha criticato il sistema di formazione dei gruppi dirigenti cooperativi “che di cooperativo non avevano neanche lescarpe”), la consigliera Catia silva di Brescello (“L’antimafia non è questi di partiti, ma di  persone che combattono sullo stesso fronte”), Mauro Ponzi e naturalmente Andrea Costa, l’altro protagonista della serata un po’oscurato dagli applausi a scena aperta ricevuti da Bini. Il segretario Pd ha riconosciuto che in passato non c’è stata consapevolezza della situazione, ma ora tutto è cambiato “e non si torna indietro”: “Prepararemo con i comuni una white list per gli appalti”.

Intanto  i 5 Stelle non si fermano: attraverso il capogruppo in Sala del Tricolore Norberto Vaccari oggi  annunciano una clamorosa indagine su delocalizzazioni e passaggi di proprietà: “Infiltrazioni mafiose,sia fatta luce sulla “terra di mezzo” che ha portato il mondo cooperativo a cedere terreni e subappalti a imprese poi risultate colluse, iniziando con una operazione “Raggi X” che come indicato da Enrico Bini non può che passare dal Catasto”.

 

La cartina con i cantieri di Francesco Macrì, della M&F General Service e della Edil Tetti di Antonio Gualtieri messa on line dal M5S

La cartina con i cantieri di Francesco Macrì, della M&F General Service e della Edil Tetti di Antonio Gualtieri messa on line dal M5S

“In attesa che la Commissione legalità del Comune di Reggio Emilia svolga il compito assegnatole con tanto di votazione del 16 febbraio 2015 – ha dichiarato Vaccari – il Movimento 5 Stelle ha iniziato a svolgere e catalogare gli accessi agli atti anche sulle delocalizzazioni e inizierà ad esplorare i passaggi di proprietà di terreni dalle cooperative a ditte private ( locali e non ) e  chiede di far luce sul sistema di subappalti dalle coop ad altre ditte non locali ( molte volte nate con il solo scopo di realizzare l’opera magari con un prestanome)” .

I grillini hanno cominciato a realizzare  una prima mappa interattiva sulle appartenenti a Antonio Gualtieri e Francesco Macrì, imputati in Aemilia, consultabile al link

https://www.google.com/maps/d/u/0/viewermid=z647tnpsyd8Q.kScLDXDwfU50&shorturl=1 )

Macrì è il costruttore che nel 2012 ha venduto al grezzo la casa di Masone alla dirigente del Comune Maria Sergio, moglie del sindaco Luca vecchi. La mappa sarà aggiornata giorno dopo giorno, ma già ora – precisa Vaccari – “appare infatti chiaro come sia necessario approfondire un ulteriore passaggio che non emerge dai dati su appalti, piani particolareggiati ed interventi diretti. Vale a dire i passaggi (vendite di terreni etc) tra cooperative e aziende colluse o aziende prestanome (che realizzano magari un solo intervento e poi spariscono), dove fondamentale è far luce su ogni passaggio tramite il Catasto”.

Si torna, insomma alle parole pronunciate da Bini al circolo Gardenia: Il mondo produttivo in generale e in particolare quello cooperativo deve interrogarsi sul sistema degli appalti e’ stato gestito con tante ombre. Da Ccpl a Orion a Coopsette troppe sono le connessioni sospette . Nessuno può pensare di mettere la polvere sotto il tappeto “.

“Parole – conclude il capogruppo Vaccari – che condividiamo chiedendo “verità” e che i responsabili di questo sistema che ha favorito le infiltrazioni mafiose siano individuati in ogni settore .

 

 

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Una risposta a 1

  1. Potere giudiziario Rispondi

    22/02/2016 alle 17:29

    Quando si farà la riforma della Giustizia in Italia potremo parlare di tutto.
    Ora NO.

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