L’imprendibile Enrico Bini è di nuovo un incubo per il Pd: dopo il “processo”, incontro con Andrea Costa e il presidente Manghi

7/2/2016 – Il nome di Enrico Bini, tornato di nuovo scomodo come sei anni fa quando l’Aier ne chiedeva a gran voce le dimissioni, è risuonato più vole ieri nella direzione provinciale allargata dedicata dal Pd reggiano ha dedicato al mese di fuoco del sindaco Vecchi e del partito: mese  iniziato con l’affaire della casa di Masone acquistata da Maria Sergio e venduta dal costruttore Francesco Macrì, arrestato come presunto ndranghetista Francesco Macrì, continuato con la richiesta dei deputati M5S di  convocare davanti all’antimafia il ministro Delrio e il sindaco di Reggio Luca Vecchi ed esploso con la lettera dal carcere indirizzata al sindaco dal detenuto Pasquale Brescia, costruttore cutrese ed ex titolare del ristorante Antichi Sapori.

Enrico Bini pronuncia il suo discorso al premio Ambrosoli. A sinistra Annalori Ambrosoli

Enrico Bini pronuncia il suo discorso al premio Ambrosoli. A sinistra Annalori Ambrosoli

Al Pd che ha dormito per quindici mesi prima di decidersi a chiedere e ottenere le dimissioni del sindaco di Brescello (a ridosso probabile decisione di scioglimento del consiglio comunale per inquinamento mafioso), oggi non va giù che Bini, sindaco antimafia di Castelnovo Monti e delegato alla Legalità in Provincia,  abbia chiesto di scavare nel passato per far luce veramente su ciò che è accaduto a Reggio nell’intreccio tra affari, politica, mafie e pubblica amministrazione, e soprattutto che abbia dichiarato di non veder nulla di male nella convocazione di Delrio e Vecchi di fronte alla Commissione antimafia.

Evidentemente le divinità di questo ciclo cosmico della politica reggiana non possono essere toccate neppure di striscio: possono anzi rivendicare il diritto, negato come si sa ai comuni mortali, di non chiarire ai cittadini il come e il perchè di certi fatti.

Sta di fatto che Enrico Bini avrà domani lunedì, un incontro con il segretario provinciale del Pd Andrea Costa, e col presidente della Provincia Giammaria Manghi: lo ha annunciato lo stesso Bini in uno scambio su Facebook con Lanfranco Fradici , ex sindaco di Scandiano, a commento dell’articolo di Reggio Report sulla direzione del Pd. dopo il “processo”, arriverà il chiarimento?

Di seguito lo scambio di battute su Facebook tra Fradici e Bini.

 

 

LANFRANCO FRADICI

La direzione del PD non ha processato nessuno, l’unico che ha citato il sindaco Bini sono stato IO, che ho affermato che non ho condiviso  queste sue dichiarazione di fiancheggiamento alle posizione strumentali dei dirigenti e parlamentari del M5S. Le loro richieste di audizione all’antimafia dei sindaci di Reggio degli ultimi ventanni, e l’avvio di una procedura di indagine conoscitiva del ministero degli interni nel comune Reggio, senza che mai nessun amministratore sia stato inquisito e tanto meno condannato, voleva dire mettere sotto tutela le Istituzione locali e una intera comunità, senza motivi concreti o plausibili, ma con l’unico scopo di tentare di mettere in scacco il partito di maggioranza. Quindi non capire, da parte di un sindaco, la portata devastante per le istituzioni di queste strumentali richieste dei grillini, la ritengo una posizione  grave e pericolosa, che non aiuta la battaglia contro le mafie e il bene del territorio. Quindi nessun processo a Bini, ma una personale  posizione negativa sulle sue ultime dichiarazione, che avevo già espresso sui social a lui direttamente negli ultimi giorni…

ENRICO BINI

Lanfranco, io non mi sento sotto processo i processi li fanno i tribunali. Non è vero che solo tu mi hai citato,anche altri, ma non pensavo di non essere citato( visto quello che è successo) . Sono sindaco e so cosa significa esserlo, non ero presente anche se invitato perché come è avvenuto si è parlato delle mie dichiarazioni e quindi se ero presente forse si sarebbe aggiunta confusione a confusione. Io avrò modo lunedì di parlarne al segretario Costa ( visto che abbiamo un appuntamento) e col presidente Manghi. Spero di poterne parlare anche con Vecchi( se lui vorrà ) . La commissione di accesso non l’ho mai chiesta, ho solo risposto a due domande dirette ( commissione antimafia e casa) per la prima ho detto che non vedo niente di male andarci, visto che secondo me non hanno niente da nascondere e niente in comune con quei personaggi ( tra l’altro io Graziano, la Sonia e la De Miro ci siamo già stati nel 2010) e non è successo niente .il movimento 5 stelle ha detto è chiesto altre cose. Se posso chiederti un ultima cosa , non ti ho visto così attivo a chiedere spiegazioni ad altri sindaci della nostra provincia per dichiarazioni o fatti compiuti???

FRADICI

Enrico sul processo ho risposto all’articolo, e il tuo chiarimento mi fa piacere. Su chi ti ha citato, ti devo dire che non mi sembra di averne sentiti altri, tant’è che ieri mi ha cercato la Gazzetta dicendomi che mi chiamava perché aveva saputo che io ero stato l’unico a fare il tuo nome. Sul resto solo tre  cose : mi fa piacere che tu abbia quegli incontri, e credo che anche Luca accetterà sicuramente di vederti e mi auguro che siano utili x chiarire il tuo pensiero, Lo so che tu hai parlato sole di due cose, io ho posto anche la terza per meglio motivare la strumentalita’ della strategia pentastellata.

Enrico non vorrei che dimenticassi, a proposito dell’audizione all’antimafia, che a differenza del passato, qui si è fatta questa richiesta sulla base, e di fatto legittimandola, di una lettera arrivata dal carcere da una persona accusato di essere un mafioso integrato e attivo, messaggio in stile chiaramente intimidatorio, nei confronti del Sindaco, ma soprattutto alle Istituzioni e alla comunità nel suo insieme, con  una chiamata alla “rivolta”  ai concittadini calabresi, per TENTARE – a seguito dell’inchiesta e processi Aemilia, del lavoro che i comuni stanno facendo, insieme alle altre istituzioni, e io mi auguro anche con l’associazionismo e la stragrande maggioranza dei reggiani onesti, sia autoctoni che di origine diverse, per iniziare ad arginare e  possibilmente fare pulizia delle infiltrazioni mafiose – DI RIAFFERMARE la loro esistenza e il loro potere. Sull’ultima domanda non so a chi ti riferisci, perché in genere ciò che penso lo dico sempre, e a tutti. Comunque se pensi che io abbia dei pregiudizi nei tuoi confronti ti posso dire tranquillamente di no, ma non rinuncio a continuare a dire la mia opinione franca e ovviamente in un linguaggio corretto e essere offensivo.

BINI

Bravo apprezzo quando uno dice quello che pensa. Per la lettera ho espresso PIENA solidarietà al sindaco di Reggio Emilia lettera offensiva e minacciosa , questo signore con quella lettera ha voluto intimidire tutti. La comunità calabrese per la maggiore e onestà e laboriosa ( sempre detto) ma non ha avuto il coraggio di uscire e denunciare ( comprensibile anche questo) quindi non sono razzista,anzi io punto il dito a quei reggiani e emiliani che hanno fatto affari con questi mafiosi .i comuni stanno lavorando dentro una strategia di contrasto alle infiltrazioni mafiose , ma facciamo i conti anche col passato!!!!!

FRADICI

Bini ho letto adesso il Resto del Carlino che afferma che io avrei chiesto di inserire una censura nei tuoi confronti nel documento finale della direzione pd. È assolutamente falso!!!

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