Le opposizioni a muso duro con Vecchi “Faccia autocritica prima di ergersi a paladino della lotta alla mafia”

3/2/2016 – “Prima di ergersi a vittima o unico candido paladino della lotta alla mafia, Vecchi dovrebbe fare una seria autocritica sua, del suo partito e delle conseguenze delle ultime amministrazioni sulla città”. E’ a muso duro la replica delle opposizioni  alle dichiarazioni diffuse dal sindaco di Reggio dopo la pubblicazione della lettera di Pasquale Brescia dal carcere della Dozza.

Mentre anche oggi il Pd, attraverso il segretario cittadino Mauro Vicini insiste sulla linea apocalittica secondo cui la lettera di Brescia “è un attacco a tutte le istituzioni del territorio” i capigruppo Vaccari (M5S), Cinzia  Rubertelli e Cesare Bellentani definiscono “grave e inaccettabile” il messaggio di Luca Vecchi, sintetizzabile in “o me o contro la mafia”.

“Si ricordi il sindaco -scrivono i consiglieri – che tra lui ed un cancro chiamato mafie ci sono anche parole chiamate democrazia, diritto di opposizione, trasparenza, chiarezza”.

Non siamo stati certamente noi a programmare la cementificazione selvaggia di Reggio negli ultimi 20 anni, cementificazione che ha favorito le mafie. Non siamo stati certamente noi a sottovalutare l’impatto che questa superficialità ha avuto nella società reggiana”.

E concludono: “Prima di ergersi a vittima o unico candido paladino della lotta alla mafia, Vecchi dovrebbe fare una seria autocritica sua, del suo partito e delle conseguenze delle ultime amministrazioni sulla città”.

MAURO VICINI: QUELLA LETTERA UN ATTACCO ALLE ISTITUZIONI

“La lettera di Pasquale Brescia rappresenta un attacco non solo al sindaco Luca Vecchi, ma a tutte le istituzioni del territorio, vero obiettivo di quella missiva. Ora deve essere ben chiaro a chi pensa di poter fare come crede a colpi di illazioni e diffamazioni che non ci lasceremo intimidire. Una persona reclusa nel carcere della Dozza di Bologna sul cui capo pendono pesanti capi di imputazione riferiti a reati di stampo mafioso non può gettare fango sulla massima autorità della nostra città. E’ evidente come quelle righe siano una chiara reazione alle misure antimafia istituite dall’amministrazione a presidio di un territorio.

La nostra città ha sempre difeso le sue comunità e non lascerà nessuno nelle mani delle cosche. Come oggi l’esperto antimafia Ciconte ha dichiarato alla Gazzetta di Reggio “gli uomini delle cosche si presentano come i difensori dei cutresi e della Calabria. Loro non hanno mai rappresentato la mia regione né tanto mento le singole città dalle quali provengono”. La comunità cutrese non ha bisogno di portavoce, tanto più se questi parlano da dietro le sbarre. Reggiani di ogni origine, anche cutrese, in queste ore stanno dicendo chiaramente da che parte stanno. Sono dalla parte della legalità, sono con noi.

La coesione sociale è da sempre alla base dell’azione amministrativa e politica nella nostra città che proprio su questi presupposti ha costruito la propria identità sociale e culturale”. Mauro Vicini, segretario cittadino del Pd.

 

 

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Una risposta a 1

  1. E' nata prima... Rispondi

    03/02/2016 alle 19:22

    E’ nata prima la coscienza o l’autocritica ?
    ….

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