Le foibe non sono un affare “di destra” In piazza Prampolini per la Giornata del Ricordo: ma il Comune non ci sarà
A Reggio la sinistra è ancora quella dell’assalto al treno degli esuli?

12/2/2016 – Domani la Reggio Emilia “che ricorda” è in piazza per la manifestazione “Italia per sempre” organizzata dal coordinamento per la Giornata del Ricordo. L’appuntamento  è sabato 13 febbraio alle ore 11 in piazza Prampolini: un presidio con testimonianze sugli eccidi delle foibe (le stime più attendibili parlano di un numero di vittime compreso tra le 11 mila e le 15 mila) e sull’esodo di 250 mila  italiani cacciati dai titini dall’Istria, dalla Dalmazia e dalla Venezia Giulia.

Si tratta della manifestazione principale a Reggio per la Giornata del Ricordo, caduta il 10 febbraio: gli enti locali hanno ostentatamente ignorato quest’anno la commemorazione, stabilita con una legge del 2004. L’unica iniziativa istituzionale si è svolta a cura del Comune di San Martino in Rio. Una mostra e un dibattito sull’Italia abbandonata sono stati organizzati dal Nucleo Mag di Reggio Emilia, un’associazione giovanile molto attiva, mentre una mostra dell’Aned, segnalata da Istoreco, è in corso a Cadelbosco.

La manifestazione di domani è il momento principale della memoria delle foibe, che gli organizzatori hanno allargato anche al ricordo delle vittime del dopoguerra. Un’iniziativa che si deve anche in questo caso a una rete di personalità della destra, come se le foibe e la tragedia giuliano dalmata non appartengano alla memoria di tutto il Paese. destra, centro e sinistra.

Il Comune di Reggio, in ben altre faccende affaccendato, ha volutamente ignorato la ricorrenza, nonostante la richiesta di un consiglio comunale straordinario avanzata da Forza Italia con un’interrogazione al sindaco Luca Vecchi. Difficile dire se sia una precisa scdelta politica, o superficialità, o ignoranza della nostra storia. Forse tutto questo insieme. Certamente la sinistra reggiana, che coltiva le sacre memorie della guerra civile e della Resistenza,  ne esce molto male: ma forse delle foibe non gliene può fregà de meno, in una città che del resto ha ancora una strada intitolata a Josif Broz Tito . La sensazione è di essere rimasti ai tempi tristemente famosi in cui il treno degli esuli partito da Ancona e diretto alla Spezia  fu assaltato, sputacchiato e quegli italiani d’Istria affamati e che avevano perso tutto venivano coperti d’insulti per tutto il tragitto, su ordine del Pci che sosteneva l’occupazione titina. A Bologna si arrivò a rovesciare sui binari i bidoni del latte della Croce Rossa destinato ai bambini. Siamo ancora a quei tempi, siamo ancora in quel 1954 quando il sindaco Campioli rifiuto una copia del Primo Tricolore alla colonna della Dc che partiva alla volta di Trieste tornata italiana?

Sta alla sinistra, al Pd e ai suoi parenti politici dimostrare che il tempo non è trascorso invano,  che hanno scosso la polvere dai quadranti dei loro orologi. Perchè le foibe e l’esodo non sono un affare soltanto della destra (che ha il merito di mantenere alta per tutti la bandiera della memoria di un popolo) ma appartengono all’intero Paese, senza distinzioni politiche.

(p.l.g.)

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 Il Coordinamento della Giornata del Ricordo è formato da  Laurenzia Azzolini, Luca Bergamini. Alberto Bizocchi, Renato Braccini, Massimiliano Camurani, Paolo Comastri, Fabrizio D’Aria, Marco Eboli, Marco Montipò, Andrea Nanetti, Manuel Negri, Luca Pattacini, Carlo Riggio, Ugo Scaramuzza, Luca Tadolini.

L’INTERROGAZIONE (SENZA RISPOSTA) DI FORZA ITALIA AL SINDACO DI REGGIO

Al Sindaco Luca Vecchi

Al Presidente del Consiglio comunale

OGGETTO: 10 febbraio 2016 “Giornata del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.

PREMESSO CHE

 

•         Con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 il Parlamento italiano ha istituito il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale;

 

•         nella stessa giornata sono previste, per legge, iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado ed è altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende;

 

•         l’occupazione jugoslava, che a Trieste durò quarantacinque giorni, fu causa non solo del fenomeno delle foibe, ma anche delle deportazioni nei campi di concentramento jugoslavi di popolazioni inermi; in Istria, a Fiume e in Dalmazia, invece, questa repressione jugoslava  costrinse oltre 300 mila persone ad abbandonare le loro case per fuggire dai massacri e poter mantenere la propria identità italiana;

 

IMPEGNA IL SINDACO VECCHI ED IL CONSIGLIO COMUNALE DI REGGIO EMILIA:

 

•         a celebrare adeguatamente la ricorrenza del 10 febbraio attraverso iniziative mirate;

 

•         a convocare nella settimana del 10 febbraio una seduta straordinaria del Consiglio comunale per commemorare i martiri delle foibe e agli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia. ( Giuseppe Pagliani Capogruppo Forza Italia)

 

 

 

 

 

 

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