Ispezione antimafia a Reggio: il ministro Alfano dice no
Scontro alla Camera con i grillini

Il ministro Graziano Delrio col sindaco Luca Vecchi

Il ministro Graziano Delrio col sindaco Luca Vecchi

3/2/2016 – Il governo non ritiene di inviare una commissione d’accesso ispettiva al Comune di Reggio Emilia, ma non esclude di farlo se dovessero emergere nuovi elementi, con particolare riguardo ai rapporti con il costruttore Francesco Macrì e alla lettera scritta del detenuto Pasquale Brescia al sindaco di Reggio Emilia “nei confronti del quale la Prefettura ha attivato un dispositivo tutorio” in relazione a una possibile natura intimidatoria della lettera stessa. Questa in sintesi la risposta del ministro degli Interni Alfano a un’interrogazione di Maria Edera Spadoni e di Giulia Sarti (M5S) nel corso del question time alla Camera dei deputati.

 

Maria Edera Spadoni

Maria Edera Spadoni

 

Alfano ha spiegato che i rapporti tra il comune e Francesco Macrì, con circa 339 mila euro di lavori e appalti assegnati alla F.lli Macrì,  risalgono al periodo 2003-2013, quindi prima dell’arresto del costruttore nell’ambito dell’inchiesta Aemilia avvenuto nel gennaio 2015. Inoltre – ha aggiunto Alfano -la vicenda della casa comprata dalla moglie del sindaco Vecchi, sempre da Macrì, è una questione privata che non ha attinenza con la gestione del Comune”. Tuttavia, ha aggiunto il ministro, ” se dovessero emergere fatti nuovi la questione sarà valutata con la massima attenzione”.

Il ministro Angelino Alfano

Il ministro Angelino Alfano

Chiaramente insoddisfatti i 5 Stelle, che hanno accusato Angelino Alfano di non essere un buon ministro dell’interno, enumerando nuovamente tutte le ragioni -dall’affare della casa di Masone, ai rapporti con Francesco Macrì sino ai brogli elettorali nel seggio presieduto da Drammis e alla lettera di Brescia – che imporrebbero una commissione d’accesso antimafia a Reggio Emilia.  Nella replica le deputate 5 Stelle hanno nuovamente chiamato in causa il ministro Delrio per il viaggio a Cutro nella campagna elettorale del 2009 e per l’appoggio assicuratogli dall’Aier, l’associazione degli imprenditori cutresi. “Non dubiti, signor ministro – ha concluso Sarti rivolgendosi ad Alfano – Ci penseremo noi a svegliarla”.

 

LA REPLICA DI GIULIA SARTI AL MINISTRO ALFANO

“Ministro le riassumo il suo bla bla bla, in sostanza lei non vuole la commissione  d’indagine a Reggio Emilia. Ne prendo atto. Sa signor Alfano cosa fa un vero ministro dell’interno? Quando scopre che dei consiglieri comunali  erano in contatto con ‘ndranghetisti manda una commissione d’indagine”. così ha iniziato la sua replica la deputata Giulia Sarti alla risposta del ministro Alfano nel question time di oggi alla Camera.

“Quando sa che a Reggio Emilia ci sono stati brogli elettorali in un seggio presieduto  da un calabrese (Pietro Drammis nel 2009 primo dei non eletti Idv, ndr) oggi rinviato a giudizio che alterava le schede alle elezioni comunali nel 2014 scrivendo il nome di due attuali consiglieri comunali del Pd  un vero ministro dell’interno manda una commissione d’indagine” .
 “Quando c’è un poliziotto (Domenico Mesiano arrestato in Aemilia ndr) oggi a processo per mafia che faceva telefonate durante le  primarie del pd per non far votare uno dei candidati sindaci l’ex assessore Corradini e quel candidato ha perso le primarie mentre il suo sfidante è diventato sindaco, un vero ministro dell’interno manda una commissione d’indagine” ha continuato la parlamentare M5S.
“Quando scopre che il sindaco di un comune abita in una casa comprata da un  prestanome degli ‘ndranghetisti e che pure i lavori in casa sono da chiarire , un vero ministro dell’ Interno manda una commissione d’indagine visto che la DDA ha aperto un fascicolo su questo caso”.  E ha aggiunto:”Quando in un Comune sono stati dati per anni, per anni, appalti alle ditte degli  ‘ndranghetisti che oggi sono a processo, un vero ministro dell’interno manda una commissione d’indagine. Quando c’è un maxi processo in corso e il clan Grande Aracri, originario di Cutro ha  costituito una vera e propria organizzazione mafiosa autonoma dalla “casa madre” cutrese, con epicentro a Reggio Emilia, un vero ministro dell’interno manda una  commissione d’indagine”.
“Quando c’è un Comune che è stato governato per 10 anni da un sindaco, oggi  ministro, che andava in processione elettorale proprio a Cutro e in quei 10 anni non si è mai accorto che la ‘ndrangheta ha proliferato nel suo Comune – ha tujonato la Sarti- Quando c’è  un’associazione di imprenditori edili, con dentro ‘ndranghetisti, che ha appoggiato in  massa quel sindaco alle scorse elezioni comunali, un vero ministro dell’interno manda una commissione d’indagine”.
E infine: “E lo fa per togliere il dubbio che l’attuale amministrazione comunale sia stata  influenzata e condizionata dalla ‘ndrangheta.Ma lei non è un ministro dell’interno. Cosa sta facendo per i reggiani e per quei cittadini cutresi onesti, per tutti quelli che  venivano vessati, minacciati ed erano costretti a pagare il pizzo? Niente.  La sua linea è non vedo, non sento, non c’ero e se c’ero dormivo. Buonanotte signor Alfano, presto la sveglieremo di nuovo”.
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3 risposte a Ispezione antimafia a Reggio: il ministro Alfano dice no
Scontro alla Camera con i grillini

  1. La tavolata Rispondi

    03/02/2016 alle 16:34

    Poletti tavola con molti personaggini più che a rischio.
    Bindi permettendo (fanno notare i grillini)..

  2. Vania Rispondi

    04/02/2016 alle 01:35

    Uno stato mafioso non può, evidentemente, indagare se stesso. Alfano preferisce negare la verità piuttosto che far crollare il PD e far trionfare i 5 Stelle. Si preferisce come al solito non pestare i piedi al Pd, alle sue multiutility, alle sue partecipate, ai mega appalti de colossi cooperativi,come se non fossero mai state contaminati dalle mafie, non avessero mai spartito in subappalto i lavori più scomodi, illeciti o mal retribuiti.

    • Appunto Rispondi

      04/02/2016 alle 09:55

      Altro che ventole e ventilatori..
      🙂

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