Inchiesta della Procura sul testamento di Agazzani
Quadri sequestrati, indagato l’erede Marco Lusetti
La scrittura non sarebbe del critico d’arte morto suicida

17/2/2016 – La Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha aperto un’inchiesta sul testamento del critico d’arte Alberto Agazzani, che si è tolto la vita il 16 novembre scorso. Il Carlino Reggio scrive che il consulente Marco Lusetti, ex-esponente della Lega Nord e amico di Agazzani, sarebbe indagato per falso in testamento olografo, reato che prevede una pena da sei mesi a tre anni di carcere.

Alberto Agazzani

Alberto Agazzani

Ieri la polizia giudiziaria ha perquisito la casa di Lusetti sequestrando alcuni quadri e cataloghi d’arte che erano appartenuti ad Agazzani.

L’ex vicesindaco di Guastalla ed ex vicesegretario della Lega Nord, Marco Lusetti, è indagato per falso in testamento olografo relativamente all’eredita del critico d’arte Alberto Agazzani, che si è tolto la vita nella sua abitazione il 16 dicembre scorso.

Marco Lusetti

Marco Lusetti

Il 23 dicembre scorso Lusetti si era presentato nello studio notarile di Giorgia Manzini con il testamento olografo -trovato in un libro – con cui il noto intellettuale reggiano, che si è tolto la vita quattro mesi dopo un grave incidente stradale, lo aveva nominato erede universale. L’amicizia e la collaborazione tra Agazzani e Lusetti erano note: quando l’ex-leghista era vicesindaco a Guastalla, il critico reggiano organizzò diverse iniziative, fra cui una mostra di disegni di Francis Bacon. D’altra parte Agazzani gli aveva affidato una copia delle chiavi del suo appartamento.

Alberto Agazzani

Alberto Agazzani

Ma, sulla scorta di un ricorso, il sostituto procuratore della Repubblica Maria Rita Pantani ha ordinato una perizia grafologica: il risultato è che il testamento non sarebbe stato scritto di proprio pugno da Agazzani. Ma non si può escludere che lo abbia scritto dopo l’incidente che gli provocò seri danni cerebrali. In quel caso la scrittura sarebbe difficilmente confrontabile con quella precedente.

L’ipotesi formulata dalla Procura è che Marco Lusetti abbia falsificato il documento per appropriarsi di alcuni dipinti di un certo valore.

Ora si procederà con un incidente probatorio con l’intervento di un perito super partes nominato dal giudice.

 

Il feretro di Alberto Agazzani al cimitero  Coviolo, col suo inseparabile cappello, un cuore di roselline bianche e il suo ritratto col gatto Camillo

Il feretro di Alberto Agazzani al cimitero Coviolo, col suo inseparabile cappello, un cuore di roselline bianche e il suo ritratto col gatto Camillo

 

 

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Una risposta a 1

  1. Marco Rispondi

    15/03/2016 alle 06:52

    Nemmeno dopo la morte lo lasciano in pace

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