Il gruppo Pd con Luca Vecchi Capelli: “Clima pesante, classico schema mafioso per gettare discredito”
“Noi contro ogni discriminazione”

2/2/2016 – “La lettera dal carcere ricevuta dal Sindaco, contenente illazioni e intimidazioni, è un fatto inedito per la nostra città, tanto più grave in quanto prende di mira ancora una volta non solo la persona ma anche l’istituzione che rappresenta”. Così il capogruppo del Pd Andrea Capelli che a nome del gruppo consiliare di Sala del Tricolore esprime solidarietà al sindaco per la lettera ricevuta da Pasquale Brescia, che Reggio Report pubblica integralmente,  e ribadisce la condanna “di ogni discriminazione geografica e di appartenenza”. E’ la linea decisa sin dalle prime ore di questa mattina, alfine di togliere ogni legittimità al contenuto della missiva partita dal carcere della Dozza di Bologna e recapitata al Resto del Carlino.  

“Ancora una volta e ancora più convintamente ci stringiamo intorno al Sindaco per manifestargli al nostra vicinanza e solidarietà personale e politica e per dirgli di andare avanti nella lotta alla criminalità e alla mafia. Gli atti compiuti da questa Amministrazione hanno evidentemente infastidito chi ha scritto e riversa così una sequela di falsità, illazioni e intimidazioni secondo il più classico schema mafioso: gettare discredito, isolare per poi avere mano libera. E’ qualcosa di già visto, ma noi non ci pieghiamo a queste logiche.

Abbiamo sempre condannato e lo ha sempre fatto anche Luca Vecchi, sia da capogruppo prima che da sindaco poi, ogni discriminazione geografica e di appartenenza. La vera battaglia, l’unica battaglia è quella degli onesti contro i delinquenti”

Esprimiamo infatti, come lo abbiamo già fatto in altre occasioni, la nostra solidarietà anche a Salvatore Scarpino e a tutti quei reggiani di origine cutrese che subiscono discriminazioni.

“Per noi esiste solo una discriminazione possibile: chi delinque deve essere emarginato da chi invece contribuisce alla lotta contro le infiltrazioni mafiose nella nostra comunità, indipendentemente dalle origini di ciascun cittadino.

Il fatto che dal carcere si rivolgano accuse e si chiedano le dimissioni del Sindaco, conferma che il clima è pesante, ma che la lotta alla mafia non ci deve mai vedere arretrare nel nostro ruolo istituzionale di amministratori locali. Così come ci ha richiamati a fare il signor Sindaco, noi siamo con lui a difendere l’istituzione comunale e a schierarla in campo nella lotta contro ogni criminalità”.

 

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