Il Giorno del Ricordo e la sinistra
“Ormai siamo alla manipolazione del genocidio come arma politica contro gli avversari”

di Luca Tadolini*

12/2/2016 – Il Segretario dell’Anpi, Antonio Zambonelli, è intervenuto sulla Giornata del Ricordo, dedicata ai Martiri italiani delle Foibe ed  all’Esodo dalle terre Dalmate, Giulie e d Istriane, per dire che questa tragedia è sostanzialmente da addebitare non a Tito ed al Comunismo, ma al Fascismo. Zambonelli ha aggiunto che il Giorno del Ricordo sarebbe poi un tentativo della “destra” di fare “pari e patta” con il Giorno della Memoria dedicato all’Olocausto di matrice nazista.

No, Zambonelli, non c’è purtroppo nessuna parità nella condanna dei Genocidi del Novecento perché ancora oggi non c’è una giornata dedicata al Genocidio Comunista avvenuto in Europa ed in Russia: nell’Arcipelago Gulag, dieci milioni di vittime, e  durante il Genocidio Comunista in Ucraina, compiuto tra il 1929 ed il 1933, riconosciuto come Genocidio dall’Onu nel 2003, dove venne dichiarato che le vittime ucraine erano state 7 milioni,  e dal Parlamento Europeo nel 2008. Anche Putin ha, proprio in questi giorni, condannato i crimini comunisti sovietici.

Questo Genocidio, Zambonelli è avvenuto tra le due guerre mondiali, mentre in Italia era al potere Mussolini ed i comunisti antifascisti italiani erano filosovietici e filostalinisti proprio mentre nel regime comunista era in corso il Genocidio rosso. Altrochè!, quando la violenza fascista era olio di ricino e manganello, in Unione Sovietica era genocidio, e i comunisti italiani ne erano consapevoli e complici.

Su questo l’Anpi e Zambonelli tace, non denuncia la complicità dell’antifascismo comunista con gli sterminazionisti sovietici, come invece sistematicamente accusa il Fascismo di complicità con l’Olocausto nazista: anche se Zambonelli sa bene che non c’è un solo volantino partigiano reggiano contro l’olocausto degli ebrei.

Siamo ben lontani da una condanna chiara del totalitarismo e dei genocidi, Siamo ancora nella più spietata strumentalizzazione del Genocidio come arma politica da usare contro gli avversari.

Anche perché dagli Stermini e Genocidi non sono estranee le Potenze vincitrici del Secondo Conflitto Mondiale (gli Alleati) che compongono il Consiglio di Sicurezza all’Onu e che non ci pensano nemmeno a mettersi sul banco degli imputati.

Non è vero che la causa delle Foibe è stata la politica fascista: tutti gli stati europei erano autoritari con le minoranze (pensate negli stessi anni agli inglesi in Irlanda o alla italianizzazione del Tirolo tedesco).

Si omette sempre di dire che la Jugoslavia aveva aderito al Patto con Italia e Germania e che nel Marzo 1941 gli inglesi scatenano un colpo di stato a Belgrado, che costringe gli italo-tedeschi ad intervenire.

Non si dice che tutte le componenti etniche Jugoslave subirono i medesimi massacri di massa da parte dei comunisti di Tito, che aveva l’appoggio degli alleati. Anche chi aveva combattuto contro i tedeschi si trovò a far fronte comune con gli italiani contro i comunisti di Tito. Fino all’olocausto al confine con l’Austria con la complicità degli inglesi, dove serbi, sloveni, croati, bosniaci, italiani e anche cosacchi arrivati da est furono lasciati massacrare da Tito dopo essere stati traditi.

Voglio però finire con un messaggio positivo al comunista (partigiano per motivi anagrafici non lo è) Zambonelli: l’8 Luglio 1990, a Kocevski, in Slovenia, Milan Kucan, allora presidente della Lega dei Comunisti della Slovenia, rese omaggio ad un grande monumento che ricordava l’eccidio di 10.000 combattenti anticomunisti da parte dei partigiani di Tito: un gesto di riconciliazione.

Pochi anni dopo la ex Jugoslavia fu sconvolta dalla guerra civile, dove riemersero i demoni della Guerra Mondiale. Solo la Slovenia si salvò e rimase in pace.  Questo insegna qualcosa a tutti.

*storico, Centro Studi Italia

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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    13/02/2016 alle 12:59

    Egr. Luca Tadolini,
    la ringrazio della sua relazione; chi continua a strumentalizzare certi eventi non comprende il danno che fa.
    Quando si fanno interventi pubblici occorre tener presente che in platea c’è gente che sa come sono andate esattamente le cose e che comprende immediatamente quando si vuole stravolgere la verità a scopi politici; questo, oltre a non essere onesto, è inaccettabile.
    Parlo da montanaro, e in montagna in tante famiglie abbiamo avuto partigiani, la maggior parte nelle camice rosse; questi partigiani, sono, od erano i nostri padri o i nostri nonni.
    La maggior parte di loro sono sempre stati restii a raccontare la verità dei fatti, perchè la verità è ben diversa da come viene raccontata, ma nella vita a volte capita che tra padre e figlio si parla di quanto successo in quei tempi bui e posso dirle che allora furono commessi gravi errori, ma oggi commette errori, ben più gravi chi vuole manipolare la verità.
    Credo che far apparire gloriosi certi fatti che di glorioso hanno ben poco e tacerne altri, come l’uccisione del Beato Rolando Rivi di 14 anni, seminarista a Masrola, si continua a far del male alla verità; basterbbe dire che la guerra è guerra e che la guerra ha portato fatti terribili.
    Fatti che vanno tutti raccontati o tutti censurati; non è glorificandone solo qualcuno che si seppellisce l’ascia di guerra, anzi si scava sempre più nella ferita e si continua ad aumentare l’attrito e l’odio tra le persone.
    Cordiali saluti
    Lino Franzini

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