Economia reggiana in affanno
Sofferenze bancarie a 2,3 miliardi

25/2/2015 – L’economia reggiana non cresce abbastanza, e per le banche e i loro debitori sono guai. I miglioramenti sono inferiori al previsto e questo elemento pesa sulla operatività del sistema bancario e sulle dinamiche creditizie nella nostra provincia.

Seppure di poco si riducono i finanziamenti a imprese e famiglie da parte delle banche, mentre i crediti  in sofferenza sono costante aumento. Ombre che vengono parzialmente rischiarate dai segnali positivi che arrivano dall’aumento dei depositi dei reggiani e dalla confermata propensione agli investimenti del nostro territorio.

Sono questi gli aspetti principali dell’indagine sulla dinamica del credito in provincia di Reggio Emilia al 30 novembre 2015, elaborata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio sulla base dei dati Bankitalia.

soldi

I depositi bancari risultano in crescita (+1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), e si attestano su un valore complessivo di 12 miliardi di euro, confermando la quarta posizione di Reggio Emilia nella nostra regione come volume di risparmi dopo Bologna, Modena e Parma.

L’aumento nella nostra provincia risulta però ancora inferiore rispetto all’analoga variazione positiva in Italia (+3,2%), anche se resta sostanzialmente in linea con quella registrata in Emilia Romagna (+1,8%).

Entrando nel dettaglio, sono essenzialmente le famiglie consumatrici, con +0,9% sul tendenziale annuo, a risparmiare; in difficoltà invece  le famiglie produttrici con massimo 5 addetti, che rispetto a novembre 2014 vedono diminuire l’ammontare dei propri  depositi del 4%.

Prosegue contemporaneamente il calo degli impieghi vivi, ovvero i finanziamenti al netto delle sofferenze concessi alle imprese e alle famiglie reggiane (-0,2%); il valore totale degli investimenti si attesta a 18,7 miliardi di euro; per le sole imprese si osserva da novembre 2014 un calo di 504 milioni di euro, con una flessione del 4,3%, superiore di oltre mezzo punto rispetto a quella osservata in Italia (-3,5%) ma  inferiore al dato regionale (-4,8%).

Le sofferenze, ossia i crediti bancari la cui riscossione non è certa per lo stato di insolvenza del beneficiario, misurano  nel terzo trimestre 2015 2,3 miliardi di euro, vale a dire 4 mila 315 euro per ciascuno dei 533 mila residenti in provincia, compresi i bambini in fasce.  Più della metà (1,2 miliardi) si registrano nel settore industriale e in quello delle costruzioni. L’incidenza dei “crediti incagliati” sugli impieghi continua così a salire, attestandosi al 10,75%, leggermente più alta del dato nazionale (+10,13%).

La buona notizia, si fa per dire, è che la percentuale del nostro territorio provinciale rimane di mezzo punto inferiore al valore registrato in Emilia Romagna (11,21%).

Un dato, quest’ultimo, che trova conferma anche nel grado di propensione della provincia di Reggio Emilia agli investimenti: pur risultando lievemente in calo (177 punti contro 177,4 di novembre 2014), a novembre 2015 risulta ben superiore a quello registrato in Emilia Romagna (137,9) ed in Italia (132,6).

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *