La lettera del detenuto Brescia al sindaco Vecchi
Il testo integrale

2/2/2016 – Pubblichiamo di seguito la lettera del costruttore  Pasquale Brescia, cutrese di Reggio, in carcere in attesa di giudizio nel processo Aemilia, indirizzata al sindaco di Reggio Luca Vecchi. La lettera è stata recapitata dal difensore di Brescia al Resto del Carlino: sono quattro fogli scritti a mano più uno di accompagnamento per il direttore del giornale.  Altre fonti poi hanno fatto pervenire lo scritto a altri media. Nel primo foglio c’è scritto “Prima puntata”: significa che bisogna attendersi altre lettere, almeno nelle intenzioni di Brescia?

LA LETTERA DI PASQUALE BRESCIA

“Egregio sindaco Luca Vecchi,
Mi chiamo Pasquale Brescia.
Prima di tutto manifesto a lei, a sua moglie e alla sua famiglia la mia
solidarietà umana per quanto le è accaduto in questi giorni.
Oggi 26 gennaio 2016 leggo che per quanto
fin’ora accaduto, lei non si dimetterà perché ha la schiena dritta.
Invece il sottoscritto pensa che lei dovrebbe dimettersi.
Non per quello che le accusano i suoi avversari politici, perché lei poteva
non sapere.
Lei dovrebbe dimettersi in segno di solidarietà verso tutti i discriminati
cutresi da parte del suo partito, dei partiti a lei avversi e da parte dei
media locali. Una buona parte dei media locali.
La criminalizzazione dei cutresi non inizia oggi con sua moglie.
Inizia almeno otto anni fa.
Essendo lei un uomo pubblico e anche in difesa dei suoi figli, se ne ha o se
ne avrà, che sono o saranno mezzi cutresi, lei dovrebbe urlare alla
criminalizzazione molto tempo fa.
Farlo oggi non è onesto e si deve dimettere.
Poteva farlo anche qualche settimana fa quando la Gazzetta di Reggio del 24
dicembre 2015 scriveva: Inizia l’emigrazione di Cutro, paesino del Crotonese… Un’emigrazione massiccia, fatta
inizialmente proprio di addetti all’edilizia, soprattutto manovali, operai al
soldo di Dragone ma non solo.
Oppure: “Migliaia di appartamenti sfitti e molte delle imprese che li hanno costruiti non sono fallite. Strano no?” Poteva intervenire sindaco. La Buonanima di suo suocero, il papà di sua moglie venne in quegli anni a Reggio Emilia. Era al soldo di Dragone?
Le ditte degli zii di sua moglie nessuna è fallita eppure secondo la Gazzetta questo è strano.
Oppure quando il 28 marzo 2012 la presidente  della Provincia di Reggio Emilia, a seguito di un atto incendiario, dalle pagine della Gazzetta di Reggio titolava: “Cutresi rompete il muro di omertà”.
E poi: chiedo ai cutresi di rompere il muro di omertà e di collaborare. Anche sua moglie, sindaco, è cutrese, i suoi genitori, gli zii ecc. che muro avrebbero dovuto rompere la famiglia di sua moglie? Avrebbe dovuto sapere chi ha fatto quell’atto incendiario?
E potrei continuare all’infinito! Mai un nome ed un legame sempre generalizzazioni!
Oppure anche quando si fa un nome si fa in modo che tutto un settore appartiene o fa riferimento a quel nome.
E per questi motivi che si deve dimettere sindaco.
Sindaco lei è sposato con una cutrese e si solito i cutresi sono orgogliosi di esserlo, ma oggi, anzi da almeno otto anni essere cutrese a Reggio Emilia è come era essere ebreo in Germania ai tempi di Hitler.
Ma pur tuttavia, lei e sua moglie, rispetto a tutti i cutresi siete molto
fortunati. Già quello che le è successo con la storia della casa, se era
cutrese l’avrebbero, intanto arrestato per intestazione fittizia di beni.
Siete fortunati sindaco, perché sua moglie lavora nel pubblico anche se suo
zio, che porta lo stesso cognome, è stato in carcere per reati gravi. Altri
cutresi, per una cosa del genere non possono lavorare nemmeno nel privato. Gli
zii di sua moglie, quelli che le hanno ristrutturato le case che ha acquistato
da Macrì Francesco, sono interdetti ed esclusi dalla white list per i lavori
del terremoto.
Sono questi i motivi che la costringono alle dimissioni anche se io invece
penso che dovrebbe dimettersi per non aver difeso una minoranza di suoi
cittadini che ne aveva bisogno! Quello che lei chiama “il mio sindaco”, il
signor Del Rio Graziano andò dal prefetto De Miro, per tutelare i cutresi dalla
criminalizzazione mediatica.
Lei è fortunato sindaco, non sa quanto!
Al funerale del suocero, la Buonanima del papà di sua moglie, il sottoscritto era presente, c’era Gianluigi Sarcone, Paolini Alfonso, Muto Antonio e tante persone oggi imputati nel processo Aemilia.
Eppure ci sono cutresi che hanno perso tutto per essere andati ad un funerale,
e lei sa o dovrebbe sapere che anche l’ultimo dei cutresi va ad un funerale di
uno che conosceva o che conosceva anche solo ad un familiare del defunto.
Gli zii di sua moglie, quelli che le hanno ristrutturato casa, sono esclusi
dalla white list, quindi lei può capire se è corretto escludere dalla white
list uno che si reca ad un funerale, ad un matrimonio, o magari si fa fare un
lavoro da uno che è pregiudicato, ma che è in libertà, è sufficiente questo
perché lei considera quegli zii degli appestati? Sua moglie ha interrotto i
rapporti con questi zii, i loro figli, ecc?
Questo richiederebbe quelle norme che lei si vanta di promuovere e
condividere. Io signor sindaco non penso che si debba dimettere per la vicenda
della casa, ripeto, ma per non essere intellettualmente onesto!
Personalmente penso che lei sia una persona onesta, come lo è sua moglie
personalmente parlando e sono certo perché li conosco i suoi zii, non
dovrebbero essere esclusi dalla white list con motivazioni di questo genere.
Sono sicuro che sia lei che sua moglie frequentate normalmente come prima che
venissero interdetti i vostri zii e non perché volete favorire persone colluse
ma perché conoscete i vostri zii, la loro onestà e sapete che sono qua a Reggio
Emilia da 50 anni e si sono fatti con il sudore della fronte ed è proprio per
questi motivi che non penso che si debba dimettere per questo motivo della
casa.
Signor sindaco, io ero un imprenditore felice, con zero problemi con la
giustizia da quando sono nato… Ho voluto denunciare il mio risentimento, quello che oggi lei denuncia per tutelare sua
moglie per la discriminazione anche razzista del mio paese e della comunità
cutrese a Reggio Emilia, tutto qua! Solo per questo io sono in carcere da un anno!
Non sono accusato di aver rubato, estorto o altro.
Quindi ribadisco Sindaco, si senta fortunato, ma spero che si dimetta.
Il sottoscritto incontrò Pagliani solo in quanto cutrese, in quanto discriminato, lei invece, pur avendo preso i volti dei cutresi, ricorderà la  volta che è venuto al circolo Insieme zona Canalina, ci veniva con Salvatore Scarpino, prometteva e prometteva e poi mai una telefonata o un fax ad un giornale per difendere la comunità cutrese.
Lei sa chi c’era a qui circoli, sa quali mani ha stretto?
Sa se c’era il sottoscritto, o Paolini, o Muto, o altri imputati del processo
Aemilia?
In quei circoli, i suoi zii, quelli che oggi sono esclusi dalla white list,
facevano campagna elettorale in suo favore!
Come fecero per Del Rio!
Quindi qual è il problema? Chi c’è al sicuro?
Se come dice la Gazzetta erano quasi tutti al soldo di Dragone. Si ricordi
Sindaco che la prima sua colpa per la città di Reggio Emilia è quella di aver
una moglie cutrese. Sue moglie non potrà sfuggire e questo glielo dice uno che
è in carcere solo per essere di Cutro stando alla attuale usanza di Reggio
Emilia, non lei, non sua moglie, ma addirittura chi la frequenta per qualsiasi
motivo dovrebbe o potrebbe subire delle conseguenze legali! Questo succede ai
cutresi, caro Sindaco”.

Dopo aver ironizzato sul consigliere comunale Scarpino che non si sarebbe accorto per tempo della “criminalizzazione” dei cutresi, la lettera conclude: “Ho sentito il dovere di scriverle questa lettera pubblica perché la sua
disonestà intellettuale non dovrebbe permetterle di fare il sindaco di Reggio Emilia.
Cordiali saluti”.

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8 risposte a La lettera del detenuto Brescia al sindaco Vecchi
Il testo integrale

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    02/02/2016 alle 14:43

    Che lettera ! Mi pare che anche il più ottuso piddino possa comprendere bene il chiaro messaggio.
    O no?
    Viva l’Italia.
    Alessandro Raniero Davoli

  2. pippicalzelunghe Rispondi

    02/02/2016 alle 16:05

    anche a me sembra chiaro il messaggio della lettera. non capisco chi ci vede minacce, non ci sono minacce. Che senso avrebbe che un avvocato di uno alla sbarra consegna una lettera di minacce a un giornale?

  3. Siviglia Rispondi

    02/02/2016 alle 16:43

    Estremamente coerente. Il PD ha preso voti e poi ha finto di essere migliore delle mafie. Personalmente ho sempre avuto più orrore della mafia dei colletti bianchi reggiani, che del mafioso che nasce e cresce in virtù degli interessi del clan della sua famiglia. E non perché non mi terrorizzi abbastanza l’incendiario, il killer, o lo strozzino, ma perché mentre questi sono stati fatalmente costretti ad evolversi secondo i parametri di una mentalità primitiva e violenta, i signori dei colletti bianchi sanno ben distinguere il bene dal male e hanno sempre avuto la possibilità di fare di meglio, e sopratutto non avrebbero mai dovuto aspirare a ruoli istituzionali. La mafia dei colletti bianchi agisce per puro opportunismo. È doppiamente colpevole e doppiamente cinica. Il Sig. Brescia sarà probabilmente coinvolto, ma il PD reggiano non lo è di meno.

  4. Siviglia Rispondi

    02/02/2016 alle 19:27

    C’è un aspetto,non da poco, su cui riflettere. Se i cutresi onesti oggi vivono subendo una gogna ingiusta, di chi è la colpa? Non dei reggiani, ma dei loro stessi compaesani mafiosi. Sappiamo che gli onesti sono stati intimiditi o sfruttati dai loro stessi compaesani, quindi oggi sono vittime due volte, sia delle mafie e sia dai politici che non li hanno saputo e Voluto difenderli, perché età più importante consolidare affari e carriera personale.

    • Stefano Zorzi Rispondi

      04/02/2016 alle 14:32

      Perche non fate gli onesti per una volta? davvero andare dietro ai giornali pilota? La Mafia è chi comanda chi consente a certe cose, chi può farle senza essere colpevolizzato, non la manovalanza che può essere semplice delinquenza che lo fa chi per sopravvivere chi è attirato dal soldo facile. Le grosse aziende regiane che hanno evaso per milioni molto piu grandi delle ditte Cutresi e di questi non si sanno nemmeno i nomi, e sono indagate per evasioni e non per mafia, pure sono coinvolti in 30 , quindi meditate e pensate che non vogliono per niente dire la verità.

  5. Stefano Zorzi Rispondi

    04/02/2016 alle 14:26

    Questa lettera per chi la sa leggere ha un senso molto chiaro, e non di minaccia. Non vorrei di certo essere nei panni di chi la scrive che si sente che è un atto di sfgo per gli abusi che vive, non mi è chiaro invece il SILENZIO IN MERITO A LUCA VECCHI DI ENRICO BINI PALADINO DELLA GIUSTIZIA E DELLA LAURA CAPUTO, SU TUTTI HANNO SPUTATO FANGO: PAGLIANI, COFFRINI E CALABRESI IN GENERE ADESSO CE UN FORTE DUBBIO SU VECCHI E QUESTI FANNO FINTA DI NON VEDERE E NON SENTIRE, QUESTA è MAFIA, PERCHè NON COMMENTANO??

    • Pierluigi Rispondi

      04/02/2016 alle 14:48

      Per la verità Enrico Bini si è pronunciato con molta chiarezza in questi giorni.

  6. litzteylor Rispondi

    04/02/2016 alle 18:19

    conosco personalmente il signor brescia..colui che scrive per capirci.. non lo difendo non lo giustifico ma comprendo perfettamente ciò che scrive c è dietro a questo gesto uno sfogo che va oltre ogni giustificazione vista la sua posizione attuale ,non ci sono minacce non ci sono avvertinenti c è il grido di una persona che chiede all opinione pubblica,visto il recapito della lettera stessa,di non generalizzare le posizioni di tutti i cutresi ma soprattutto lo chiede al sindaco colui che una cutrese l ha sposata colui che per primo ha goduto di voti dai cutresi colui che ha stretto mani non consapevole di chi stava dall altra parte ..ecco io sono confusa da cio che è giusto o sbagliato credo vivamente peró che se il sindaco abbia la necessità di una scorta o la necessità di far passare questa lettera come una minaccia noi cittadini dobbiamo farci qualche domanda ..cosa c è dietro a tutto questo? perchè una persona che è in carcere da oltre un anno manda una lettera recapitandola ad un giornale???? consapevole di peggiorare la sua pisizione ha difeso non lui non chi sta con lui ma una comunità che oggi viene vista tutta alla stessa maniera..come si è arrivati a tutto questo senza che nessuno se ne rendesse conto? in quanti hanno mangiato affinchè tutto questo accadesse..potrei dire fine della prima puntata anche io perchè credetemi anche io avrei molto altro da aggiungere..

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