Come riconoscere le pratiche criminali in economia
Corso di legalità per 25 manager cooperativi

19/2/2016 – Si è concluso il corso di formazione “I confini mobili dell’illegalità. Fattori di vulnerabilità, aree grigie, processi di diffusione del crimine organizzato“, promosso da Legacoop Emilia Romagna e da Legacoop Emilia Ovest, e organizzato da Quadir. L’iniziativa, che si è svolta nella sede di Legacoop a Reggio Emilia, ha visto la collaborazione del Laboratorio di Analisi e Ricerca sulla Criminalità Organizzata dell’Università di Torino (Larco) L’obiettivo del corso era ricostruire i meccanismi di funzionamento delle pratiche criminali che possono coinvolgere il mondo della cooperazione e che tendono a falsare le regole della concorrenza, da un lato premiando chi aderisce a forme scorrette e violente, dall’altro scoraggiando l’iniziativa economica ascrivibile a una leale competizione.

Il professor Rocco Sciarrone dell’Università di Torino e suoi collaboratori (Vittorio Mete dell’Universitàdi Catanzaro, Vittorio Martone dell’Università di Napoli Federico II), e Graziana Corica, dell’Università degli Studi di Firenze) si sono alternati in due giornate di lezioni, con momenti dedicati alla discussione e all’emersione delle buone pratiche realizzate dalle cooperative presenti al corso

Tra i temi affrontati, sia i processi di diffusione del crimine organizzato in Italia e in specifiche aree della regione cosi come la formazione temporale, sia le caratteristiche delle diverse aree grigie presenti nel modo dell’economia e della politica che interagiscono con essa e i fattori di vulnerabilità del crimine e delle singole imprese.

Le singole lezioni sono state dedicate a “Legale e illegale tra politica ed economia”,Corruzione e crimine organizzato: dinamiche,meccanismi, attori e contesti”,L’area grigia: contiguità, complicità, collusione”, La lotta alla mafie tra movimenti e istituzioni”, “Le mafie nelle aree non tradizionali: fattori dicontesto, strategie criminali e azione antimafia”, “La presenza mafiosa in Emilia-Romagna”, Un caso emblematico: la ‘ndrangheta a Reggio”.

I partecipanti al corso sono stati 25, provenienti da cooperative di produzione lavoro, abitazione, servizi, sociali e agroindustriali, con funzioni di presidenza, vigilanza, legale, risorse umane, finanza, contratti, appalti, qualità, acquisti, vendite, recupero crediti, amministrazione, responsabilità sociale e audit.

Tra i partecipanti Roberto Meglioli che si occupa di cultura della legalità per Legacoop Emilia Ovest.

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