Chi sa parli Una “storica” lettera di scuse del presidente Anpi a Otello Montanari

23/2/2016 – Per la prima volta dal 1991, quando con un articolo sul Carlino Reggio lanciò il “Chi sa parli” sui delitti politici del dopoguerra che portavano in filigrana il marchio inconfondibile del Pci e e dei partigiani ancora armati sotto le bandiere dell’Anpi, Otello Montanari ha ricevuto una lettera di scuse dal presidente dell’Anpi di Reggio Emilia Giacomo Notari.

Soddisfazione relativa, si dirà, dopo 25 anni di insulti e di ostracismo politico, ma pur sempre un risarcimento di fronte alla Storia con la esse maiuscola.

Otello Montanari

Otello Montanari

Otello Montanari tra pochi mesi compirà i novant’anni: Giacomo Notari gli ha scritto una lettera in cui presenta  le proprie scuse “per avere procurato involontariamente a Otello Montanari sofferenze, amarezze e preclusioni”. Un’ammissione di torto, probabilmente mossa dalla necessità di evitare qualche sanzione in tribunale, riferita a un’intervista del 2011 in cui lo stesso Notari malignamente dichiarò: “Molte volte mi sono chiesto perché Otello, sapendo le cose che sapeva, non fosse venuto allo scoperto prima del 1991. Quando c’era Nicolini in galera, per esempio. Se avesse parlato apertamente, forse Diavolo non faceva tutta la galera che ha fatto ingiustamente. Così anche per Baraldi”.

Il riferimento è al delitto Don Pessina, il parroco di San Martino Piccolo assassinato sul sagrato della chiesa la sera del 18 giugno 1946, e per il quale l’ex sindaco di Correggio Germano Nicolini, il comandante Diavolo, trascorse da innocente dieci anni in carcere. Fu proprio a seguito del Chi sa parli che l’esponente comunista Aldo Magnani ammise di essere il mandante del delitto, eseguito materialmente da William Gaiti con la complicità di altri due ex partigiani he effettuarono il sopralluogo e spiarono i movimenti della vittima designata.

La mattina dopo il delitto Don Pessina, fu il gappista Ottavo Morgotti a portare la notizia al segretario provinciale del Pci Arrigo Nizzoli: “Questa notte abbiamo avuto un incidente…” . E anche negli anni Ottanta, quando Nicolini reclamava giustizia al partito , il Pci per bocca di Arturo Colombi rifiutò di sostenere il comandante Diavolo nella revisione del progetto “perchè avrebbe danneggiato il partito”.

Egidio Baraldi invece toccarono sette anni di galera per l’omicidio del capitano Ferdinando Mirotti: a ucciderlo in realtà era stato Renato Bolondi,  il comandante partigiano Maggi, per 15 anni sindaco di Luzzara.

Alla fine fu il Chi sa parli di Otello Montanari a ottenere giustizia. Per il vecchio ex deputato comunista, fondatore e animatore dell’associazione Primo Tricolore, la lettera del Notari che cinque anni fa lo ha accusato ingiustamente e strumentalmente di aver fatto parte della congiura del silenzio, è certamente un riconoscimento morale non trascurabile: si aggiunge alle scuse presentate anni fa da Giampaolo Pansa, che nel 1991 lo aveva definito “un fesso d’oro”. Mancano ancora le scuse dell’Anpi in quanto associazione: ma quello è il muro più difficile da abbattere.

 

 

 

 

 

 

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3 risposte a Chi sa parli Una “storica” lettera di scuse del presidente Anpi a Otello Montanari

  1. Pietro Negroni Rispondi

    23/02/2016 alle 16:32

    Giacomo Notari, a titolo personale perché mosso da personale utilità (vicende processuali che tu citi) si scusa, ma Giacomo Notari, Presidnete ANPI, col ciufolo che fa un millimetro di retromarcia… Che bell’esempio di onestà intellettuale.

    PS: dal ’91 son passati 25 anni, non 35!

    • Pierluigi Rispondi

      23/02/2016 alle 16:34

      Grazie. sono un po’ duro in matematica…

  2. Ivaldo Casali Rispondi

    23/02/2016 alle 20:40

    A quando le scuse per le impunite atrocità partigiane del dopoguerra!!!

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