Catasto, la Procura riapre le indagini dopo le dichiarazioni di Bini
Avevano archiviato tutti gli esposti dell’ex direttore

12/2/2016 – Il Procuratore della Repubblica Grandinetti ha ordinato la riapertura del fascicolo, già archiviato dal sostituto Giacomo Forte, con gli esposti sulle anomalie nella gestione del Catasto di Reggio Emilia denunciate dall’ex direttore Potito Scalzulli, andato in pensione nel 2013. Ben sette esposti che riguardano anche minacce e tentativi diffamatori nei confronti del dirigente, intenzionato a eliminare un sistema di storture creato nel tempo per favorire determinate imprese edili e determinati professionisti. Scalzulli aveva denunciato anche pressioni indebite da ambienti (politici?) reggiani e anche romani.

A quanto si apprende a palazzo di Giustizia, a differenza delle notizie trapelate nei giorni scorsi, non uno solo degli esposti presentati tra il 2010 e il 205 avrebbe avuto un seguito di indagini dopo il vaglio da parte del magistrato inquirente. Tuttavia fatti nuovi, comprese le rivelazioni di Enrico Bini – che in diverse occasioni ha insistito perchè “si vada a guardare dentro il Catasto”, dove si potrebbe trovare la chiave che permette di capire ciò che è accaduto negli anni della bolla edilizia, in termini di traffico di aree e di cementificazione –  hanno spinto il Procuratore a riaprire il fascicolo già archiviato perchè Potito non avrebbe a suo tempo fornito elementi sufficienti per un’indagine.  Le questioni saranno approfondite con nuove audizioni: oltre a Scalzulli verrebbe ascoltato in Procura anche il sindaco di Castelnovo Monti ed ex presidente antimafia della Camera di commercio, Enrico Bini.

 

 

 

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2 risposte a Catasto, la Procura riapre le indagini dopo le dichiarazioni di Bini
Avevano archiviato tutti gli esposti dell’ex direttore

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    13/02/2016 alle 13:01

    Chi aveva ordinato l’archiviazione?

  2. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    13/02/2016 alle 18:09

    Se sei un cittadino onesto,e non sei del PD, i tuoi esposti, anche se documentati,(su truffe all’AUSL da milioni di euro, medici sindaco che fanno timbrare il cartellino alla moglie, scuole che crollano dopo due anni dalla consegna con studenti feriti, discariche radioattive, ecc.), li archiviano, a volte senza leggerli.
    E il PM di turno, ovviamente, non si degna nemmeno di mettere due righe di motivazione …
    Mi prendo tutta la responsabilità, come sempre, di quanto affermo.
    Alessandro Raniero Davoli

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