Cassa da morto e manichino impiccato
I soci Cormo a Legacoop: “Ci avete traditi”

26/2/2016 – Una cassa da morto adornata ironicamenti di fiori rossi, il manifesto funebre della Cormo, un manichino impiccato, sottofondo musicale di marce funebri: è il regalo trovato davanti al  Centro Malaguzzi dai partecipanti al convegno sul futuro dell’edilizia organizzato da Legacoop Emilia Ovest con l’intervento del presidente nazionale Mauro Lusetti, ma senza l’attesa presenza del ministro Delrio

La bara e il manichino impiaccato davanti al centro Malaguzzi: la protesta dei soci lavoratori ex Cormo contro Legacoop

La bara e il manichino impiaccato davanti al centro Malaguzzi: la protesta dei soci lavoratori ex Cormo contro Legacoop

C’erano anche più di cento lavoratrici e lavoratori della cooperativa Open.Co di San Martino in Rio (ex Cormo) in liquidazione coatta. Una manifestazione clamorosa con cartelli eloquenti (“Bugiardi”, “Presi per il culo”, “Traditi”, la seconda in un paio di settimane dei soci lavoratori della gloriosa cooperativa di San Martino in Rio, destinata a una brutta fine. A scanso di equivoci, è bene precisare che il manichino al cappio voleva rappresentare i lavoratori strangolati dal piano della Lega cooperative.

Un cartrello dei lavoratori ex Cormo

Un cartello dei lavoratori ex Cormo

I lavoratori accusano Legacoop di averli “impaccati”, ossia di voler smantellare lo stabilimento (capace di produrre centomila porte/anno di elevata qualità) per trasferire gli impianti negli stabilimenti di Castelvetro di Modena (che è Open.Co) e della cooperativa di Ferrara. cormo 109

Ed è vero che, nonostanto l’accordo firmato in Regione a ottobre con l’impegno a mantenere tutte le tre realtà produttive, il piano presentato (ma precipitosamente ritirato) da Legacoop regionale non prevede l’esistenza di San Martino in Rio, che pure è la stabilimento di gran lunga più moderno. a ciclo completo e che occupa il maggior numero di persone: circa 200, dopo che parecchi vista la brutta aria hanno accettato il licenziamento volontario.

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Dire che i lavoratori sono inferociti è dire poco, anche perchè in modo del tutto incomprensibile da ottobre a oggi Legacoop Emilia Ovest, guidata da Andrea Volta e Luca Bosi, non ha partecipato alle riunioni del tavaloro regionale, dove avrebbe potuto e dovuto difendere le ragioni dei soci ex Cormo, delegando tutto a Legacoop regionale: e ancora una volta i risultatisi sono visti, ancora una volta Bologna ha dimostrato di essere matrigna.

Manghi e Vecchi parlano con i lavoratori

Manghi e Vecchi parlano con i lavoratori

Intorno a mezzogiorno dal convegno sono usciti il presidente della provincia Giammaria Manghi e il sindaco di Reggio Luca Vecchi per ascoltare le ragioni dei manifestanti. I lavoratori hanno spiegato perchè chiedere San Martino in Rio non solo è un’ingiustizia, ma anche un assurdo industriale vista che la qualità e il ciclo produttivo della ex-Cormo sono superiori a quello degli altri stabilimenti.

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“Vogliono portare via gli impianti e cancellare 105 anni di storia, dopo che noi col nostro lavoro abbiamo versato milioni a Legacoop: e ve lo dice uno di sinistra che è cooperatore dal 1979 – così un operaio rivolto a Manghi e Vecchi – Ma se la la sinistra e la cooperazione sono queste, sto pensando seriamente a rivolgermi altrove”. Ha risposto Manghi: “Qui non c’è destra nè sinistra, i lavoratori vanno difesi tutti che sino di destra, di centro e di sinistra. EVecchi: “Ora dobbiamo cercare di gestire una situazione difficile, contenendo alminimo possibile l’impatto sociale”. L’impegno, strappato sul momento, è per un incontro in Provincia la prossima setimana.Perchè è chiaro che il tavolo regionale è esautorato, almeno dai lavoratori che sono determinati a vendere cara la pelle, sinistra o no, Legacoop o no.

Manghi lascia il centro Malaguzzi

Manghi lascia il centro Malaguzzi

Siparietto imbarazzato, in un incontro già drammatico di suo, quando un lavoratoreanimato dalle migliori intenzioni ha detto a Vecchi: “Il sindaco conosce bene la qualità dei nostri infissi. si ricordara quando io e un collega abbiamo portati a casa sua…”. Il sindaco, già pallido, è sbiancato: “Ecco, sì – ha farfugliato – perchè non vorrei che con quello che è successo…”. Parole che il vento ha portato subito via: le fatture invece sono da qualche parte.

(p.l.g)Cormo 103

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Una risposta a 1

  1. marco Rispondi

    26/02/2016 alle 18:09

    E’il simbolo tragico della cooperazione reggiana.Sono stati sepolti patrimonio, storia, 100 anni di lotte e sacrifici e sogni. Tutto è tornato alle origini e lo spazio oggi è solo per liquidatori, becchini cioè lautamente retribuiti.

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