Caso di virus Zika a Rimini, è il primo in Emilia-Romagna
L’assessore Venturi: “Vigilanza alta, situazione pienamente sotto controllo”

11/2/2016 – Caso di virus Zika a Rimini, è il primo in Emilia-Romagna.  Un uomo di 30 anni di Rimini, rientrato a fine gennaio da una vacanza a Santo Domingo, dopo qualche giorno a cominciato ad accusare sintomi  come febbre alta, congiuntivite e dolori articolari. Si è rivolto al suo medico di base che gli ha prescritto accertamenti al dipartimento di microbiologia del Sant’Orsola di Bologna.

Le analisi del sangue hanno confermato che ha contratto il virus Zika, trasmesso attraverso la puntura di una zanzara. Il virus scompare da solo nel giro di qualche giorno ma è pericolosissimo per le gestanti.

“La vigilanza resta alta, i servizi sono attivati. La situazione, in Emilia-Romagna, è assolutamente sotto controllo”. Queste le parole dell’assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturika.
Zika è trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes (principalmente Aedes aegypti, ma anche Aedes albopictus), le stesse in grado di trasmettere la Dengue e la Chikungunya. Aedes aegypti non è presente in Italia, mentre l’albopictus, nota anche come zanzara tigre, è molto diffusa  e al centro in Emilia-Romagna, fin dal 2007, di un intenso Piano di sorveglianza e controllo. “Grazie all’esperienza maturata in questi anni e al suo assetto organizzativo – ricorda Venturi – il Piano di sorveglianza regionale delle malattie trasmesse da insetti è in grado di gestire e limitare eventuali focolai di trasmissione autoctona di questo virus”.
La prevenzione e il controllo si basano essenzialmente sulla riduzione del contatto tra le zanzare e le persone.

I CONSIGLI PER LA PREVENZIONE

Chi ha in programma un viaggio all’estero nei Paesi in cui sono in corso queste epidemie deve osservare precauzioni di base per proteggersi dalle punture di zanzara: uso di repellenti cutanei, abiti di colore chiaro più coprenti possibile, evitare l’applicazione di profumi. E’ necessario, inoltre, che nei luoghi dove si soggiorna le porte e le finestre siano dotate di zanzariere. Alle donne in gravidanza che hanno in programma un viaggio in questi Paesi si consiglia, se possibile, di rimandare la partenza o comunque di porre un’attenzione ancora maggiore alle misure di protezione. Per ulteriori informazioni si può contattare il personale sanitario che opera negli ambulatori di profilassi per viaggiatori internazionali delle Aziende Usl.

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