“Cara Pignedoli, l’ambientalismo era l’unico a contrastare il sacco edilizio quando la politica ci sguazzava dentro”

Con questa lettera l’ambientalista Duilio Cangiari risponde all’intervista della senatrice Leana Pignedoli sulle mafie a Reggio a Emilia

15/2/2016 – Cara Leana Pignedoli,
Devo darti atto di avere avuto l’onestà intellettuale di allargare lo sguardo rispetto a come si sta affrontando il tema dell’espansione edilizia e radicamento mafioso a Reggio.

Va certamente fatta chiarezza senza ambiguità , cercando di uscire dalla genericità che ha caratterizzato il dibattito di questi giorni.
Come detto più volte anche in altre sedi vi è certamente una responsabilità diffusa che coinvolge l’ intreccio tra il sistema politico ed economico a Reggio Emilia.
Vi è certamente una responsabilità diffusa , che non vuol dire generale o collettiva. Vuol dire che qualcuno ha fatto finta di non vedere, qualcuno non ha visto ed è stato ingenuamente corresponsabile, d’altra parte ”pecunia non olet”, ma vi è anche chi non ha niente a che vedere con tutto questo ed anzi con i pochi strumenti a sua disposizione ha provato ad opporsi, certamente commettendo degli errori anche di prospettiva politica, ma si sa alcune battaglie si vincono, altre si perdono.

Ora , però, dire che la critica ambientalista da sola e ribadisco da sola, è stata inefficace a e non in grado negli anni scorsi di cogliere  l’esatta dimensione del problema  che stava sotto all’espansione edilizia mi pare ingeneroso e se mi permetti anche un poco ipocrita.
Ricordo a te e ai tanti smemorati come venivano trattati gli ambientalisti che provavano, in modo se vogliamo molto ingenuo (si era agli albori dell’esperienza dell’ambientalismo politico) ad opporsi e a denunciare le storture e gli effetti nefasti di quanto si stava facendo.
Gli ambientalisti hanno sempre chiesto a chi e a cosa fosse funzionale tutto ciò.
Le risposte erano sempre quelle: noi creiamo lavoro, voi siete quelli del no, volete farci tornare al medioevo.
La cultura profonda e radicata della sinistra tradizionale (non parliamo delle altre)  egemone a Reggio era inadeguata al caso, altro che l’ambientalismo!
La critica ambientalista era l’unica possibile in quel contesto e periodo perché non c’erano informazioni precise  ma solo sospetti su ciò che stava succedendo.
Quindi se chiarezza deve essere fatta , va fatta con onestà intellettuale e a 360° avendo il coraggio di guardare in profondità su ciò che è avvenuto.. In questo modo forse si potranno ricreare le condizioni di serenità per fare il necessario scatto in avanti di cui la città e la provincia hanno bisogno.

(Duilio Cangiari, Ambientalista)

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