Bper Banca rialza la testa: 219 mln di utile netto, dividendo di 10 cent/azione. In calo i crediti deteriorati

11/2/2016 – Utile netto complessivo del periodo pari a 219,2 milioni di euro rispetto ai 29,8 milioni del 2014, con un risultato in forte crescita anche al netto delle poste straordinarie. Un netto miglioramento del coverage ratio passato in un anno dal 40,7% dal 44,2%  grazie alle politiche di accantonamento prudenziale. Una proposta di  dividendo di 10 centesimi per azione rispetto ai  2 centesimi nel 2014 per la capogruppo BPER Banca.

Questi i risultati 2015 di Banca Popolare Emilia Romagna approvati oggi dal  consiglio di amministrazione riunito a Modena e comunicati a mercati chiusi, al termine di una giornata  borsistica da dimenticare, con l’indice Ftse Mib in perdita del 5, 63 e Bper Banca tra le peggiori del listino con -9,59%, a dispetto degli importanti risultati conseguiti.

I conti 2015 si chiudono con le commissioni nette in rilevante incremento nell’esercizio (+5,2%) che compensano in buona parte la diminuzione su base annua del margine di interesse (-5%), comunque in lieve recupero rispetto al trimestre precedente (+0,3%).
Confermato il calo degli oneri del personale e delle spese amministrative (su base omogenea rispetto al 2014 rispettivamente -1,4% e -0,9%), mentre le rettifiche nette sui crediti sono in calo del 13,2% su base annua, i crediti deteriorati diminuiscono del 3,6% sul trimestre e del 2,6% su base annua.

Impieghi lordi in aumento sia rispetto a settembre 2015 (+1,0%) che a fine 2014 (+0,7%) a conferma di una ripresa dell’attività di finanziamento alla clientela dopo circa due anni di cali consecutivi, con evidenza di un forte incremento delle nuove erogazioni superiori al 50% su base annua.

L’amministratore delegato Alessandro Vandelli si è dichiarato “estremamente soddisfatto” del risultato conseguito nel corso di quest’anno “che vede l’utile raggiungere i 220 milioni di Euro, ancorchè influenzato da rilevanti proventi ed oneri straordinari; tale utile registra un forte incremento rispetto allo scorso anno anche se considerato al netto delle voci non ricorrenti”.

“A rafforzare ulteriormente i fondamentali del Gruppo – ha continuato Vandelli – contribuisce anche il continuo miglioramento della qualità del credito, con almeno tre aspetti da evidenziare: il primo è costituito dalla sensibile diminuzione dei flussi in ingresso a crediti dubbi registrato nel 2015 rispetto all’anno precedente; il secondo è il significativo incremento del livello delle coperture sui crediti deteriorati passato dal 40,7% di fine 2014 a oltre il 44%, una delle percentuali più elevate tra i diretti competitors; infine, particolare rilevanza assume il calo dei crediti deteriorati netti, primo importante segnale d’inversione di tendenza dall’inizio della crisi”.

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