Attila a Montecavolo Tagliato un bosco storico di grandi pioppi: denuncia degli ambientalisti
“Chi ha dato i permessi ?”

5/2/2016 – Intervento devastante in un’area golenale del  torrente Modolena, a Montecavolo: tagliato un intero bosco con almeno un  trentina di grandi pioppi che avevano alcune decine di anni: uno aveva un diametro di almeno un metro e mezzo. La denuncia arriva dalla presidente di Legambiente Val d’Enza Clizia Ferrarini, da Cristina Tirelli capo nucleo delle Guardie Zoofile Enpa e dall’avvocato Rossella Ognibene responsabile degli Amici della Terra.

 

Il bosco di pioppi tagliato a Montecavolo

Il bosco di pioppi tagliato a Montecavolo: gli alberi erano dei giganti

I pioppi “da decenni erano lì, cresciuti a qualche metro o decine di metri da un corso d’acqua, uno a fianco dell’altro – scrivono – Se il tempo o le intemperie li avessero fatti crollare , erano a distanza del corso d’acqua. E il corso d’acqua in questione è il torrente Modolena a Montecavolo, non il Po.

L'area devastata dopo il taglio

L’area devastata dopo il taglio

Erano lì in un’area golenale, non erano sulle sponde, non erano sul ciglio della sponda, le case a grande distanze e costruite in cima all’alta golena naturale. Erano lì a fornire vita per tutti gli organismi, per tutti gli animali e per tutti gli uomini, anche per coloro che una triste mattina hanno deciso di abbatterli, tirarli giù. Erano lì a fornire ossigeno per coloro che hanno autorizzato l’abbattimento. Quasi trenta pioppi che insieme ad altre piante creavano un bel bosco vicino alla città, un corridoio verde per gli animali ed un polmone verde per tutti”.

“Non ci vengano poi a dire che erano pericolosi per la salute pubblica, non ci vengano poi a dire che se fossero crollati chissà cosa sarebbe successo – aggiungono Ferrarini, Tirelli –  Se fossero stati così pericolosi perchè non li hanno abbattuti un anno fa quando avevano iniziato i lavori? Perchè?Perchè è stato permesso l’abbattimento di un bosco di pioppi con arbusti autoctoni? Perchè al suo posto ora c’è una sorta di pista di atterraggio? Per il deflusso dell’acqua?!? Ribadiamo erano a decine di metri dal corso d’acqua, non piante isolate, ma un intero bosco! Le case sono in alto, sul ciglio della golena naturale!

“Un ambiente devastato come questo non tornerà mai più quello di prima, gli infestanti prenderanno il sopravvento. Il pioppo di un metro e mezzo di diametro non era di proprietà né del Comune né dei tecnici di bacino, era di tutti i cittadini, un monumento verde che doveva essere tutelato! Lui ed il suo contesto, non lo diciamo noi, ma il Codice dei Beni Culturali, legge nazionale, art. 142 scrive:”Sono comunque di interesse paesaggistico: […] i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua […] e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna”

E aggiungono: “Quindi i permessi ci sono? Mah, siamo ancora in attesa di risposta! E poi ci lamentiamo dell’inquinamento che soffoca Reggio e non solo, ci lamentiamo e c’è chi continua a tagliare distruggendo gli unici produttori di ossigeno: gli alberi!”

 

 

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Una risposta a 1

  1. Temiamo.. Rispondi

    06/02/2016 alle 11:24

    che non sappiano cosa siano i pioppi..e tanto altro.
    La malattia si chiama IGNORANZA CRASSA.
    Il fine ? LA MATERIA (sui ricchi conti correnti).

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