Iren vuol chiudere l’acqua alla gente di via Turri
Però fa credito per 187 milioni al comune di Torino

23/2/2016 – Si profilano nuovi distacchi di massa in via Turri a Reggio Emilia, e questa volta non del riscaldamento, ma di un bene “non negoziabile” come l’acqua. Non l’acqua sanitaria, bensì la normale acqua fredda senza la quale qualsiasi persona sopravvive a stento 48 ore. Iren ha iniziato a inviare le lettere di messa in mora agli inquilini di diversi palazzi di alcuni condomìni che negli anni avrebbero accumulato grossi debiti, di cento e persino di duecentomila euro.

Posto che le forniture vanno sempre pagate, viene da chiedersi come abbia potuto Iren lasciar accumulare debiti di tali dimensioni quando oggi, dopo novanta giorni, le utenze vengono staccate anche per poche decine di euro non pagati, magari perchè una bolletta non è stata recapitata.

E’ impensabile che venga tolta l’acqua a chiunque, e soprattutto a inquilini che con i debiti vecchi non c’entrano nulla e non possono essere chiamati a far fronte ai pasticci degli altri: sarebbe una violazione dei diritti umani fondamentali. Non a caso il vicesindaco di Reggio Emilia Matteo Sassi, che si era espresso favorevolmente ai distacchi del gas e del riscaldamento, oggi dichiara la propria contrarietà al distacco dell’acqua “perchè non c’è a portata di mano la possibilità di rendere individuale la bolletta”. Anche se, aggiunge subito dopo,  “da un lato abbiamo arretrati di anni mai pagati, dall’altra l’assoluta necessità di onorare quel debito”.

Ma il Comune, che è socio di primo piano di Iren, col sindaco Luca Vecchi nel patto di sindacato insieme ai colleghi di Torino e di Genova, dovrebbe chiedere conto a Iren della mala gestio dei propri crediti, del perchè la situazione è stata lasciata marcire e perchè non si rivale del debito sulle proprietà, continuando però a garantire il diritto umano all’acqua.

Soprattutto il socio Comune di Reggio dovrebbe chiedere conto a Iren della vistosa disparità di trattamento riservata ad altri soci evidentemente, per dirla con Orwell, più eguali degli altri.

Succede infatti che Iren faccia sponda con larghezza al Comune di Torino non per il conto del bar,  ma per somme sbalorditive: anche 120 milioni di euro. Si tratta dei crediti maturati da Amiat, l’azienda rifiuti della Mole controllata all’80% dal gruppo Iren, nei confronti del comune guidato da Piero Fassino, comune che non è precisamente un buon pagatore. Quando passa un vistoso periodo di respiro dopo la scadenza (in ambienti politici che stanno scavando nella questione si parla anche di tre mesi,) il debito non onorato finisce in un conto corrente condiviso nel quale i debiti del comune di Torino crescono, crescono crescono ben oltre i plafond previsti sino a superare i 120 milioni (cifra di alcuni mesi fa). Al 30 dicembre 2015, dati della semestrale, ammontavano a 80,6 milioni. Considerato che sinora nessuno ha messo tali debiti in cessione agli esattori con normalissime operazioni di factoring, il conto corrente risulta costantemente in rosso per cifre astronomiche, al punto da configurarsi  come un finanziamento occulto al Comune di Torino. Ed è solo una parte del credito accumulato da Iren verso il Comune di Torino: la semestrale rileva una cifra totale di 187 milioni 980 mila euro tra crediti commerciali, crediti finanziari e fondo svalutazione crediti (vedere schema sotto)

Ecco, sarebbe bene sapere da un lato se qualcosa del genere accade anche a Reggio Emilia, e dall’altro perchè in via Turri si prospetta la chiusura dell’acqua mentre a Torino si sciala con crediti per decine e centinaia di milioni. Cosa ci stanno a fare gli uomini di Reggio in Iren: il sindaco Vecchi, il vicepresidente Ettore Rocchi e il consigliere Moris Ferretti?

(p.l.g.)

CREDITI DI IREN VERSO IL COMUNE DI TORINO – DAL BILANCIO SEMESTRALE 2015

in migliaia di euro

                                                                                                        30/06/2015         31/12/2014

Crediti commerciali per servizi per fatture emesse                               54.363                          135.186

Crediti commerciali per servizi per fatture da emettere                         4.933                              8.095

Crediti commerciali per forniture di energia elettrica e altro               10.803                            14.755

Fondo svalutazione crediti                                                                           (5.388)                           (5.388)

Totale crediti commerciali                                                       64.711                    152.648

Crediti finanziari in conto corrente quota non corrente                          30.258                            31.644

Totale crediti finanziari non correnti                                  30.258                      31.644

Crediti finanziari in conto corrente quota corrente                                 88.600                             16.100

Crediti finanziari per interessi                                                                        4.411                                3.208

Totale crediti finanziari correnti                                            93.011                        19.308

Totale                                                                                               187.980                    203.600

 

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