“I fatti non sussistono, Pagliani va assolto”
L’arringa di Romano Corsi al processo Aemilia

25/2/2016 – Assoluzione piena per insussistenza del fatto: è la richiesta avanzata dalla difesa di Giuseppe Pagliani nel rito abbreviato in corso davanti al Gup di Bologna nell’ambito del processo Aemilia. Dopo l’arriga di lunedì dell’avvocato Sivelli, nell’udienza di ieri ha parlato per un’ora l’avvocato Romano Corsi, trattando principalmente la testimonianza resa dall’ex senatore Filippo Berselli alla Dda, che nel maggio 2012 aveva incontrato Pagliani e l’ex consigliere comunale di Reggio Rocco Gualtieri. Secondo le accuse nell’incontro Pagliani avrebbe espresso dissenso per le interdittive del prefetto De Miro, chiedendo a Berselli di intervenire a livello nazionale.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

Corsi ha negato che Pagliani avesse parlato di questo con Berselli (avrebbe potuto farlo quando lo aveva incontrato subito la famosa cena degli Antichi Sapori che ha provocato una montagna di guai all’esponente azzurro), e soprattutto ha contestato  il contenuto delle dichiarazioni di Berselli “che attraverso una ricostruzione progressiva – ha detto Corsi – era arrivato a indicare come probabile il ruolo di Pagliani contro le interdittive”. Ma alla fine “quando hanno riassunto i verbali è diventata certezza il contatto fra Pagliani e Berselli, che invece inizialmente era definito probabile  “. L’ex senatore in ogni caso aveva dichiarato di non aver mai contattato il prefetto di Reggio e di non ricordare se ne avesse o meno parlato con l’allora ministro Cancellieri. Inoltre il ritiro del porto d’armi a Iaquinta, Paolini e Muto arrivarono due mesi dopo l’incontro tra Berselli e Pagliani.

Vale la pena di ricordare che Gualtieri, insieme agli altri consiglieri comunali cutresi Olivo e Scarpino, furono accompagnati dall’allora sindaco Graziano Delrio dal prefetto De Miro, per parlare proprio delle interdittive e deitimori di una persecuzione nei confronti dei calabresi di Reggio.

Il difensore ha anche respinto l’affermazione del pm secondo cui il prefetto Antonella De Miro era turbata dal fatto che Pagliani avesse organizzato la cena degli Antichi Sapori: “Ma quella dichiarazione – ha detto- è frutto di un errore commesso dall’avvocato Sarzi nell’affermare che la cena era stata organizzata da Pagliani. Ma non fu così”.

Nella stessa udienza i difensori del poliziotto Domenico Mesiono (accusato di essere la sponda in Questura di costruttori cutresi coinvolti nel processo Aemilia, di accessi indebiti alle banca dati Sdi e di aver minacciato la giornalista Sabrina Pignedoli) hanno presentato una memoria di 80 pagine e hanno sostenuto davanti al Gup che non vi son oprove sufficienti per le aggravanti mafiose per i due reati minori.

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