“Fuori le mafie dall’Emilia”: corteo a Brescello
e bandiera Lega sul carrarmato di don Camillo

La bandiera della lega Nord issata sul carrarmato del film "Don Camillo e l'onorevole Peppone"

La bandiera della lega Nord issata sul carrarmato del film “Don Camillo e l’onorevole Peppone”

Lo striscioni "Fuori le mafie dall'Emilia" davanti al portone (sprangato) del Municipio

Lo striscioni “Fuori le mafie dall’Emilia” davanti al portone (sprangato) del Municipio

31/1/2016 – “Fuori le mafie dall’Emilia“: con questo slogan stampato a caratteri cubitali sulle casacche verdi, circa duecento leghisti hanno sfilato a Brescello – in una nebbia umida, la mitica fumàna della Bassa, degna di Zavattini – dal viale che porta al fiume Enza sino a piazza Matteotti, cuore delle storie senza tempo di don Camillo e Peppone.

Non è un risultato da poco per la prima manifestazione antimafia organizzata in provincia fuori dalle sale riunioni, proprio come sfida a viso aperto alla ‘ndrangheta nella cittadina dominata dal clan Grande Aracri  dove le persone hanno ancora timore a esporsi pubblicamente, a maggior ragione 24 ore dopo le dimissioni del sindaco Marcello Coffrini che continua ad avere un largo seguito alla base del partito.

Il corteo lungo il viale

Il corteo lungo il viale

C’erano sette sindaci del Carroccio, l’onorevole Guidesi di Cremona, il consigliere regionale Alan Fabbri, i vertici reggiani e regionali (in testa il segretario Gianluca Vinci) e naturalmente Catia Silva, la pasionaria antimafia di Brescello che ah voluto fortemente questa manifestazione: la sua prima iniziativa da quando è stata nominata responsabile legalità e antimafia della Lega Nord nazione Emilia.

Il raduno dei leghisti

Il raduno dei leghisti

Non è mancata una replica al segretario provinciale del Pd Andrea Costa secondo il quale i leghisti hanno organizzato “la solita parata a benificio dei fotografi”.

Parla Catia Silva

Parla Catia Silva

“Noi a Brescello contro la mafia c’eravamo già nel 1999, insieme all’onorevole Borghezio – ha detto Vinci – Il Pd invece è arrivato con 17 anni di ritardo e solo 20 giorni fa si è deciso a chiedere le dimissioni di Coffrini. Costa deve smetterla con le sparate alle quali non crede più nessuno: farebbe meglio a chiedere scusa all’Italia”.ml 1

Alla fine non è mancata la foto di gruppo con tanto di bandiera del Carroccio sul famoso carrarmato  del “Don Camillo e l’onorevole Peppone“.

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