Vecchi a Tosi: “Pensa ai problemi di Verona”. Tosi a Vecchi: “Vuoi zittire chi non la pensa come te”.
Pagliani: “Nella tragedia del 7 luglio enormi responsabilità del Pci”

12/1/2016 – Polemiche al vetriolo perle affermazioni del sindaco Luca Vecchi contro la manifestazione della destra in piazza Martiri del 7 Luglio, rilanciate dal primo cittadino reggiano con la replica di ieri al sindaco di Verona Tosi.

Ha scritto Vecchi :”Nessuno ha negato alla destra reggiana di fare una propria manifestazione, nondimeno non restiamo e non resteremo zitti quando si fanno a vario titolo elogi al fascismo o si imbastiscono difese d’ufficio di un personaggio indagato per i blitz notturni contro le sedi della Caritas, del Pd e di Prc assieme al Veneto Fronte Skinheads”. Poi l’invito a Tosi di “studiare cosa fu la strage del 7 luglio 60” e soprattutto di pensare “ai problemi di Verona” città di cui Tosi è sindaco.

Il primo cittadino scaligero, fondatore del movimento politico Fare! di cui Manuel Negri è referente per il reggiano, gli ha risposto per le rime: “Nella manifestazione della Destra reggiana io non vedo né profanazioni della memoria dei morti del 7 luglio 1960, né pericoli per la democrazia: vedo solo la preoccupazione del Sindaco Vecchi di togliere visibilità a chi non la pensa come lui”.

E’ intervenuto anche il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Giuseppe Pagliani:  “Il Sindaco Luca Vecchi, che oltre ad avere un concetto inesistente di democrazia, in quanto è stato lui per primo a contrastare la libera manifestazione di un gruppo di simpatizzanti anticomunisti, svolge l’attività politica amministrativa solo da pochi anni. A questo forse è dovuta la sua poca informazione e la scadente preparazione storiografica.

Il 7 luglio del 1960 è per Reggio Emilia una data tragica storicamente – afferma l’esponente azzurro-  esclusivamente perché a seguito dei continui attacchi a Polizia e Carabinieri da parte di cittadini manifestanti, sollevati dal Partito comunista reggiano, che ha responsabilità enormi per il lancio di sanpietrini all’indirizzo delle forze dell’ordine schierate, si arrivò allo scontro armato con la polizia che iniziò a sparare per contrastare i manifestanti sollevatisi contro di loro. Da li purtroppo ne scaturì un bilancio tragico con la perdita di cinque vite umane.

Pertanto non concediamo nessuna speculazione politica a chi cerca di mettere il bavaglio alla libertà di opporsi al malgoverno di 70 anni di sinistra a Reggio e nella sua provincia.

La democrazia non può applicarsi a singhiozzo -conclude Pagliani – ed è vergognoso tentare di impedire una libera manifestazione di piazza soltanto perché in contrasto con il governo di sinistra di questa città, governo peraltro votato da meno del 40% dei cittadini reggiani aventi diritto al voto”.

Intanto continuano ad arrivare nuove adesioni alla manifestazione “Orgoglio e libertà della destra reggiana”: ha assicurato il suo intervento anche il presidente vicario del consiglio comunale di Reggio, avvocato Claudio Bassi”.

IL SINDACO VECCHI: NESSUNO HA BISOGNO DELLE BANALITA’ DI TOSI. RISPARMI IL FIATO E SI OCCUPI DEI PROBLEMI DI VERONA

“La poca abitudine di alcune persone al confronto democratico si manifesta, come si evince chiaramente dalle reazioni di questi giorni, appena qualcuno che non la pensa come loro ha “l’ardire” di esprimere la propria opinione. Nessuno ha negato alla destra reggiana di fare una propria manifestazione, nondimeno non restiamo e non resteremo zitti quando si fanno a vario titolo elogi al fascismo o si imbastiscono difese d’ufficio di un personaggio indagato per i blitz notturni contro le sedi della Caritas, del Pd e di Prc assieme al Veneto Fronte Skinheads. 

Un consiglio a Flavio Tosi, dunque: risparmi il fiato, nessuno a Reggio Emilia ha bisogno delle sue banalità. Questa città ha pagato un tributo altissimo proprio alla riconquista della democrazia, per permettere che chiunque – anche lui – avesse diritto di espressione. Già che c’è potrebbe utilizzarlo meglio.

Ad esempio, visto che mi pare gli manchino i fondamentali della storia contemporanea, potrebbe studiare cosa fu la strage del 7 luglio ’60, in cui morirono cinque giovani innocenti: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Marino Serri, Afro Tondelli ed Emilio Reverberi.

Altrimenti potrebbe dedicarsi a quella che dovrebbe essere l’occupazione principale di qualsiasi sindaco: pensare alla sua città.

Flavio Tosi pensi ai problemi di Verona, dunque. Basta e avanza”. Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia

FLAVIO TOSI: “NESSUNA PROFANAZIONE DELLA MEMORIA DEL 7 LUGLIO, MA SOLO LA PREOCCUPAZIONE DI VECCHI DI TOGLIERE VISIBILITA’ A CHI NON LA PENSA COME LUI”

“Ricambio volentieri al collega Luca Vecchi il consiglio di studiare cosa fu la strage di Reggio Emilia perché, come nella sua città probabilmente sanno anche i bambini, non furono partiti o movimenti riconducibili al centrodestra a sparare sul corteo sindacale e a uccidere 5 manifestanti, ma fu la forza pubblica per ordine dell’autorità costituita. Anche allora qualcuno negò la piazza ai manifestanti (come vorrebbe oggi far lui) e pretese di imporre una sede alternativa, la non accettazione di questa costrizione causò  poi la strage.

Nella manifestazione della Destra reggiana io non vedo né profanazioni della memoria dei morti del 7 luglio 1960, né pericoli per la democrazia: vedo solo la preoccupazione del Sindaco Vecchi di togliere visibilità a chi non la pensa come lui”. Flavio Tosi, movimento Fare, sindaco di Verona.

BIZZOCCHI: FRATELLI D’ITALIA PARTECIPA PER DARE UN SEGNALE DI LIBERTA’

“In merito alle dichiarazioni rilasciate ai media dal Sindaco di Reggio Emilia Vecchi e dal segretario provinciale del PD Costa in merito alla mia partecipazione personale e del Coordinamento Provinciale di Fratelli d’Italia-A.N. alla manifestazione che si terrà sabato 16 gennaio nella nostra città, preciso quanto segue per dovere di chiarezza verso i cittadini della provincia di Reggio Emilia: 

Sottolineo che il sottoscritto è nato nel 1961, ben 16 anni dopo il 25 aprile 1945. E’evidente, quindi, che non ho potuto partecipare alla guerra civile che da 70 anni è utilizzata strumentalmente dalla sinistra reggiana. Nel 2016, come noto, sono in programma elezioni amministrative, in primavera, in alcuni Comuni della Provincia. Voteranno anche ragazzi nati nel 1998, ben 53 anni dopo la fine della guerra. Dobbiamo ancora utilizzare nel dibattito politico richiami ai “partigiani” e ai “fascisti” a  71 anni dal termine del secondo conflitto mondiale? La realtà è che quando  il PD non sa rispondere ai problemi attuali della città e della sua provincia e non sa replicare alle serie proposte dalla destra  urla: “Fascisti”! Una tattica per  nascondere i molteplici problemi creati in 70 anni di governo locale dalla “sinistra” reggiana che ha costituito un potere politico-finanziario che ha reso sterile ogni tipo di confronto e di crescita su ogni fronte. Per mantenere le “poltrone” la sinistra locale ha cresciuto generazioni nell’opportunismo rendendole suddite di un sistema mirato a fornire “favori” solo a persone “amiche” saldando un legame tra il “suo”potere e i cittadini.

La decisione del Coordinamento Provinciale di Fratelli d’Italia di partecipare alla manifestazione è stata presa con lo scopo di dare un segnale di libertà. Invitiamo tutte le persone che si sentono “libere” a venire in piazza sabato senza il timore di essere etichettati “fascisti”. Sentirsi vicino alle idee e ai valori propri dei partiti e dei movimenti che compongono l’area di “destra” non significa essere nostalgici delle “camicie nere” perché la destra attuale unisce componenti cattoliche, liberali e conservatrici che hanno l’obiettivo di difendere la democrazia e il pluralismo nel nostro Paese. Esortiamo a partecipare alla manifestazione di sabato prossimo anche  le persone provenienti dalla società civile che rifiutano i processi antidemocratici attuati dagli esponenti reggiani del PD. La manifestazione di sabato deve aggregare persone che desiderano “fare politica” diversamente dalla sinistra e deve essere il punto di partenza per creare unità e continuità nella destra reggiana. Sottolineo ai sigg.ri Vecchi e Costa che chiunque ha il diritto di esprimere le proprie idee compresi coloro che non concordano con le politiche riguardo l’immigrazione, il lavoro, la famiglia, la sicurezza e l’Europa poste in atto dalla sinistra a livello locale e nazionale. Chi non si conforma a tali politiche è tacciato dagli esponenti del Pd e della sinistra reggiana di “fascismo”, “razzismo” e “omofobia”. Ciò non solo non è democratico e civile, ma è degradante”. Alberto Bizzocchi, coordinatore provinciale Fratelli d’Italia

 

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Una risposta a 1

  1. Gilberto Gasparini Rispondi

    12/01/2016 alle 22:40

    Da cittadino di sinistra e orgogliosamente antifascista sono molto preoccupato della piega che ha preso la discussione sulla annunciata manifestazione della destra Reggiana, il 16 gennaio in Piazza Martiri del 7 luglio. Si ripropone, in questa discussione, un muro contro muro, una incapacità di dialogare che riporta tutti ai tempi bui che hanno caratterizzato gli scontri politici negli anni 70-80 dove non esisteva l’avversario politico ma il nemico da distruggere. Io sono molto critico nei confronti della destra che ha messo in un angolo i suoi tratti e le sue personalità liberali ed è diventata subalterna a Salvini, vero leader di questa area politica. Ma la storia mi insegna che è con il confronto duro, di merito, coraggioso supportato da idee robuste che si combatte la destra non con la demonizzazione, con il vietare le manifestazioni, con la drammatizzazione di un evento politico che nella sua presentazione non mi pare abbia ne richiami al fascismo, ne alla violenza. La destra rappresentata nelle istituzioni, con la quale si discute (e spesso si fanno accordi sottobanco) ha diritto di manifestare in tutte le piazze, a Reggio come altrove. Spesso, ahimè, dietro un antifascismo urlato e usato come clava si nasconde una povertà di idee che, temo, sia il vero male politico di questa città, più della manifestazione del 16 gennaio.

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