Un comune unico per la zona ceramiche: decisione non più rinviabile.
Apriamo un confronto serio

di Giuseppe Pagliani*

L'avvocato Giuseppe Pagliani

L’avvocato Giuseppe Pagliani

20/1/2016 – Apriamo urgentemente un confronto sulla fusione dei comuni del comprensorio ceramiche. Sulla falsa riga di ciò che sta accadendo in val d’Enza dove i comuni di S. Ilario, Campegine e Gattatico stanno avviandosi alla fusione. A primavera andrà a votare il comune montano di Ventasso, frutto della fusione tra i comuni di Ligonchio, Busana, Collagna e Ramiseto.

Le Unioni dei comuni hanno fallito pesantemente, per creare un reale beneficio e un rilevante  risparmio di denaro pubblico è indispensabile fondere i comuni del comprensorio ceramiche reggiano: Scandiano, Casalgrande, Castellarano e Rubier.

Dopo oltre sette anni dalla nascita il bilancio che possiamo trarre dall’unione dei comuni Tresinaro – Secchia è senza dubbio negativo, abbiamo votato positivamente ai tempi per giungere dopo alcuni anni alla fusione dei comuni, questa Unione doveva rappresentare una opportunità creata a costi ridotti per migliorare sensibilmente i servizi, cosa non avvenuta se non per la nuova centrale unica della Polizia Municipale e per la digitalizzazione informatica dei dati amministrativi dei Municipi, troppo poco per le premesse e lo sforzo intrapreso nell’organizzazione di un ente ulteriore con relativi dirigenti, consiglio e funzioni specifiche.

L’empasse  si risolve solo avviando ora il percorso amministrativo di fusione dei comuni del comprensorio delle ceramiche, è questo l’obiettivo che noi ci siamo dati oltre cinque anni fa votando per la nascita dell’Unione dei comuni Tresinaro – Secchia, a nostro avviso tutto ciò che è stato non avrà senso se non si avvierà in tempi relativamente veloci l’iter burocratico per unire i comuni riducendo sensibilmente tutti i costi burocratici ed amministrativi di governo del nostro territorio.

I comuni di Scandiano, Casalgrande, Castellarano e Rubiera sono omogenei dal punto di vista territoriale, economico e sociale e come tale possono dare vita ad un unico ente amministrativo di circa 75mila abitanti, in grado di rappresentare un unico rilevante interlocutore e centro di servizi insieme ai vicini comuni di Reggio Emilia e Sassuolo.

E’ indispensabile un passo avanti anche da parte degli amministratori locali da sempre troppo interessati a tutelare il proprio comune per mantenere rendite di posizione politiche ed amministrative  che questa nuova fase economica non può più permettere. Dai risparmi ottenuti dalla riduzione dei costi possiamo garantire più risorse ai servizi alla persona posti fortemente a rischio dalla crisi economica che imperversa anche nei nostri territori.

*capogruppo Forza Italia-Terre Reggiane in Provincia

 

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