Dilaga la truffa del maresciallo e dell’avvocato, ormai è emergenza
Tre colpi sventati in un giorno in città

27/1/2016 – Prima telefona a casa  il falso l’avvocato X e poco dopo il sedicente maresciallo dei carabinieri Y. Il tenore della telefonata è sempre lo stesso: “Signora, suo figlio ha causato un incidente stradale per cui servono i soldi per pagare i danni alla controparte”.

Le vittime designate sono sempre persone anziani, alle quali due malviventi approfittando della condizione di debolezza e dell’ansia da loro provocata ad arte chiedono soldi e preziosi. e spesso purtroppo riescono a ottenerli.

Dilaga a Reggio Emilia la truffa dell’avvocato, ora nella sua insidiosa versione della coppia col falso maresciallo. Gli episodi sono talmente numerosi da far pensare a una organizzazione che opera in modo seriale, ciascuno con i propri compiti, e su larga scala. Ben tre i colpi in città nella sola giornata di ieri, per fortuna tutti sventati: due grazie alla prontezza delle badanti che hanno lanciato l’allarme ai Carabinieri, la terza grazie a un direttore di banca che,  vedendo un’anziana cliente prelevare i soldi da dare al falso Maresciallo, ha chiamato il 112 sventando la truffa.

Dopo i falsi tecnici di gas, luce, acuq e agenzia ambientali, dopo i falsi appartenenti a forze di polizia che che con la scusadi fantomatici controlli raggirano e derubano gli anziani dei loro averi,  da settimana impazza la truffa della coppia avvocato-maresciallo.

Il copione è sempre lo stesso: telefonano alla vittima, evidentemente tenuta sotto controllo in precedenza,  e dopo averla convinta che deve dare i soldi per indennizzare un incidente causato dal figlio,  si presentano a casa a prendere soldi e gioielli.

Ieri mattina però tre colpi son stati sventati, e lo si deve anche alle campagne di prevenzione di Carabinieri che tengono conferenze nei comuni e intervengono persino alla domenica al termine delle messe nelle chiese parrocchiali.

Tuttavia la prevenzione non può essere affidata alle soleforze dell’ordine:  la situazione ha preso una piega preoccupante, una vera e propria emergenza, tanto da rendere necessaria una mobilitazione civile. sono soprattutto i famigliari più giovani, figli e nipoti, che devono mettere sull’avviso i parenti anziani perchè non diano retta a chi telefona parlando di disgrazie, o non aprano chi si presenta alla porta con le scuse più disparati e chiamino il 112.

I carabinieri di Reggio Emilia intanto rilanciano la campagna “Non aprite quella porta” rivolta proprio agli anziani . Ecco i consigli per non restare vittime dei farabutti.

–  Non aprire agli sconosciuti e non farli entrare in casa. Diffidare degli estranei soprattutto se siete soli in casa;

–  Non mandare i bambini ad aprire la porta;

–   Prima di aprire la porta, controllare dallo spioncino e, se si ha di fronte uno sconosciuto aprire con la catenella attaccata;

–   In caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, chiedere che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino;

–  Prima di far entrare estranei, accertarsi della sua identità ed eventualmente farsi mostrare il tesserino di riconoscimento. Prima di farlo entrare comunque telefonate all’ufficio di zona dell’Ente per verificare la veridicità dei controlli da effettuare. Attenzione a non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice;

–  Tenere a disposizione, accanto al telefono, un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Acea, etc.) così da averli a portata di mano in caso di necessità;

–   Non dare soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo. Utilizzando i bollettini postali avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato;

–  Mostrare cautela nell’acquisto di merce venduta porta a porta;

–   Se inavvertitamente si apre la porta a uno sconosciuto non perdere la calma. Invitarlo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta.

A ciò si deve aggiungere di non dare retta a chi telefona con i mezzi  più meschini per estorcere denaro.

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