Treni inquinanti, via Talami in rivolta: una cortina di cipressi per attutire il rumore
“Prima vittoria, ma il comitato continua la battaglia contro i fumi”

27/1/2016 – “La messa a dimora di 63 piante di Cipresso leilandi in via Delle Argonne, per attutire il rumore dei treni, è il primo e concreto  risultato ottenuto dal Comitato Santa Croce, dopo mesi e mesi di estenuanti trattative, per risolvere i problemi ambientali che da tempo assillano i cittadini che abitano in via Delle Argonne, via Cefalonia e via Talami”: lo afferma l’avvocato Raffaella Pellini a nome del Comitato Santa Croce di Reggio Emilia.
“Sono passati ben due anni, era il febbraio 2014, da quando Fer chiese l’abbattimento del doppio filare di cedri che secondo loro erano pericolosi e non compatibili  con il passaggio così frequente dei convogli ferroviari; ci opponemmo fermamente alla loro eliminazione e anche come compensazione verde di due alberi abbattuti chiedemmo questa barriera antirumore, che finalmente è arrivata”. 

alcune delle piantine di cipresso messe a dimora in via Talami

alcune delle piantine di cipresso messe a dimora in via Talami

Non si creda che a questo punto il Comitato abbia finito la sua attività, poichè da quando è stato modificato l’assetto territoriale ed è stata creata una “stazione” al posto di quello che era, invece, un “magazzino-officina” (per riparazione convogli) e fino a quando questa “stazione” si troverà al fianco di una zona residenziale della città, che era tranquilla,  il Comitato non smetterà di esistere e di farsi sentire”.
Il tavolo di trattative con Comune T-per  e Fer non è la sola via intrapresa: “Abbiamo attivato e coinvolto le autorità regionali e nazionali (Ministro dell’Ambiente  e Ministro delle Infrastrutture), anche al fine di trovare soluzioni alternative e – comunque – per trasferire tutti o parte dei treni in altra zona, che non abbia un impatto così difficile, rispetto a questa zona residenziale, dove è situata anche una scuola elementare).
Ciò detto continuano a permanere problemi di sicurezza, poiché ad oggi i residenti non sanno nulla dell’attività dello stabilimento e della sicurezza dello stesso, anche nell’interesse dei cittadini e non è mai stata data una spiegazione sulla nube di fumo nero del 19 agosto 2015. Le barriere verdi possono essere una parziale soluzione, ma è un dato di fatto che nella superficie costituita dallo stabilimento di Via Talami, non vi può essere una movimentazione di treni come se vi fosse una stazione.
All’ultimo tavolo FER e TPER hanno comunicato che la “movimentazione” dei treni, sarebbe di circa 31 convogli al giorno (sarebbe stata ridotta rispetto ai 40 di inizio del 2015). Gli spazi dello stabilimento di Via Talami sono certamente troppo piccoli per contenere un numero così ingente di convogli ferroviari, con motori diesel  immatricolati per la maggior parte negli anni ’80 e ’90 (che non potrebbero essere accesi tutti dentro lo stabilimento).
Era stata proprio l’ARPA, che di concerto con AUSL, aveva per prima rilevato la grave criticità di questo impatto ambientale e la capacità inquinante delle macchine diesel presenti nello stabilimento di Via Talami, con sopralluoghi di cui vi è traccia documentale”. 
 
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