Tragedia annunciata: chiude la ex-Cormo di San Martino in Rio

29/1/2016 – Una nuova tragedia industriale (perchè di tragedia si tratta) si abbatte sul reggiano e sul sistema cooperativo. La ex-cooperativa Cormo di San Martino in Rio chiude. Non c’è futuro per quasi 250 soci lavoratori e per lo stabilimento-gioiello capace di sfornare centomila porte l’anno. Il tavolo convocato in Regione per la crisi del settore serramentistico coop (Open.Co, che comprende la ex Coirmo e il polo ferrarese)  ieri è saltato, la riunione è stata interrotta e i lavoratori sono in rivolta.

Linea produttiva dello stabilimento ex Cormo di San Martino in Rio

Linea produttiva dello stabilimento ex Cormo di San Martino in Rio

La Cgil punta il dito contro Legacoop che avrebbe presentato un piano che non prevede la sopravvivenza del polo produttivo di San Martino in Rio. L’accordo raggiunto a fine ottobre in Regione, è carta straccia, a dimostrazione della difficoltà della Giunta Bonaccini a gestire le situazioni di crisi.

Il protocollo firmato dall’assessore Palma Costi e dalle parti era chiaro: assicurava  “la continuità produttiva dei tre stabilimenti e  creazione di una nuova società Serramenti Core Srl quale riferimento unico per le politiche commerciali e di approvvigionamento delle aziende interessate”. Ma quel protocollo, come del resto qualcuno temeva, era solo carta straccia.

Ieri si doveva parlare proprio della nascita della Core Serramenti, ma nella  bozza firmata Legacoop il sito di San Martino in Rio semplicemente non c’è. Inevitabile l’incazzatura dei lavoratori e del sindacato che si sentono presi in giro: anche perchè la ex Cormo è di gran lunga il sito più importante e anche più efficiente, nel quale sono stati investiti 54 milioni in tecnologie.

I commissari liquidatori hanno assunto un profilo prudente e restano in attesa, mentre il sindaco Oreste Zurlini è insorto parlando di “incontro deludente e sconcertante”.

Ma fosse nell’aria una brutta sorpresa lo si era capito già prima di Natale quando il vicepresidente di Open.Co Erio Cavazzoni ha lasciato l’incarico in disaccordo con gli orientamenti che venivano avanti.

L’operazione che si intravede sotto traccia è fare a pezzi lo stabilimento e trasferire le produzioni altrove. Nelle peste oltre ai lavoratori e ai fornitori, restano gli agenti di vendita per i quali non c’è alcuna prospettiva.

Intanto non resta che prendere atto del crollo della produzione e lavoro di Legacoop, sino a poichi anni fa pilastro portante dell’economia reggiana e vanto a livello nazionale: dopo Cmr, Orion, Coopsette, ora la chiusura di Open.co. A ciò si aggiunge, nel settore agroindustriale, la situazione drammatica di Unipeg-Assofood che si spera di poter risolvere con la cessione a Cremonini.

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15 risposte a Tragedia annunciata: chiude la ex-Cormo di San Martino in Rio

  1. bartolomeo ciocca Rispondi

    29/01/2016 alle 20:55

    Ci vuole un imprenditore capace che rileva i 3siti produttivi…la politica puo fare poco…e presto! Entro 7 gg va trovato! il sistema coop e’ finito.. Ci vogliono doveri e diritti..non il contrario…

  2. davide Rispondi

    30/01/2016 alle 12:07

    a volte mi chiedo se i titoli li inventate a tavolino o se ve li sognate la notte….verificare la veridicità di quello che si scrive dovrebbe essere un obbligo per i giornalisti?

    • Pierluigi Rispondi

      30/01/2016 alle 14:18

      E lei cosa ne sa? E’ vero o no che nel piano non c’è futuro per la ex-Cormo? Se ha delle informazioni le riveli, senza fare inutilmente il gradasso.

  3. davide Rispondi

    30/01/2016 alle 15:34

    Per prima cosa moderi i termini; gradasso lo dice al primo malcapitato che incontra per strada o, se preferisce, a un suo conoscente non di certo al sottoscritto.
    Se fosse attento nel leggere i messaggi tanto quanto lo è nel rispondere, avrebbe notato che ho scritto “nello scrivere i titoli”. tragga le sue conclusioni. questo tipo di vicende non ha bisogno di “paladini della tastiera” che si stizziscono e che non fanno altro che gridare allo scandalo, o di giornali, o presunti tali, che danno notizie parziali al solo scopo di rendere i titoli e le notizie più attraenti per i lettori. Questa vicenda è molto più complessa di come questo articolo la descrive, ci sono decisioni da prendere e valutazioni da fare che non possono essere comprese da chi non conosce per filo e per segno tutta la storia e la situazione. Il titolo dice “chiude la ex-cormo”. Ma chi lo dice? ma da dove salta fuori questa cosa? E’ stato presentato un piano: PRESENTATO non SOTTOSCRITTO o ACCETTATO, sono termini che in lingua italiana hanno significato profondamente diversi. E’ stato presentato un piano che NON è stato accettato e che dovrà essere modificato e rifatto per rispettare quanto in precedenza sottoscritto.

    • Pierluigi Rispondi

      30/01/2016 alle 16:19

      Non le avrei dato del gradasso se non si fosse riparato dietro un nickname per insultare l’estensore dell’articolo e deltitolo: il suo comportamento, del resto l’ha qualificata. Perchè non si mostra con il suo vero volto? Ciò detto, il problema rimane quello di prima. Lei dice di sapere ma in realtà non dice. Se il piano viene rifatto e se il sindacato sostiene che dalla bozza Legacoop il polo di San Martino in Rio è scomparso, qualche ragione ci sarà. La invito ancora a stare ai fatti. E’ proprio sicuro che gli altri non conoscano “per filo e per segno la situazione”? E comunque se così fosse, spieghi a noi poveri ignoranti come stanno le cose: per ora lei fa solo fumo. Si fa presto a cavarsela con “la situazione è molto più complessa di quanto questo articolo la descrive”, lo dicevano anche alla Muratori Reggiolo e abbiamo visto com’è finita. Sempre disponibile per approfondire, e anche per un buon caffè.

      • Pierluigi Rispondi

        30/01/2016 alle 16:23

        Le faccio notare, infine, che abbiamo parlato proprio di piano “presentato”, non “approvato”.

  4. davide Rispondi

    30/01/2016 alle 16:57

    “Tragedia annunciata: chiude la ex-Cormo di San Martino in Rio” – questo il titolo dell’articolo.
    Ora io sono un chimico, non un professore di lettere, ma “chiude” significa una cosa ben precisa e questa cosa è falsa. Perchè da nessuna parte è stato sottoscritto nulla che faccia chiudere San Martino; questi sono i fatti e sono insindacabili.
    Quindi ricapitolo:
    – c’è un incontro in cui viene presentato un piano
    – questo piano NON viene sottoscritto e viene deliberato che ne debba essere presentato un altro
    – da nessuna parte quindi viene sottoscritto nulla che dica che il polo produttivo di san martino deve chiudere
    – esce un articolo che dice che “san martino chiude”

    Ora sono io a raccontare balle o è chi ha deciso di usare il titolo “Tragedia annunciata: CHIUDE la ex-Cormo di San Martino in Rio”

    • Pierluigi Rispondi

      30/01/2016 alle 17:08

      Non è mio costume polemizzare, preferirei approfondire. Ma le notizie sono queste: anche oggi sui giornali Legacoop viene bersagliata perchè, così dicono i lavoratori, il destino di ex-Cormo sarebbe segnato. Possibile che siamo tutti dei visionari irresponsabili? Le ripeto: se lei ha notizie più dettagliate, sono pienamente disponibile a pubblicarle. Se ha il piano Legacoop Reggio Report si impegna a pubblicarlo, in modo che non sorgano equivoci o interpretazioni distorte.

  5. davide Rispondi

    30/01/2016 alle 17:58

    Forse è questa parte che Vi sfugge (uso il plurale perchè immagino a questo punto, visto che parla per il giornale, che ne faccia parte).
    Il piano non c’è, perchè non è stato sottoscritto. E’ stato presentato e non è stato accettato.

    In sostanza la situazione attuale è che si è tornati a prima della riunione di giovedì, con l’unica differenza che un piano è stato bocciato.

    Quindi ripeto, il titolo dell’articolo è falso.
    Poi se il suo unico scopo è capire se so o meno più cose di voi allora amen; fin dal primo post ho messo in discussione il titolo dell’articolo, se lo volete capire bene, altrimenti non posso farci nulla.
    buona serata

    • Pierluigi Rispondi

      31/01/2016 alle 10:05

      No, guardi, cerchi di ricredersi: il titolo sino a questo punto è vero, e lo sarà sino a quando non sarà presentato un altro piano.
      E il fatto che la bozza sia stata bocciata lo conferma. Oggi, senza un piano, Open.Co ha l’unica prospettiva degli ammortizzatori sociali. Questa è la situazione, le piaccia o no. Poi vedremo quando Legacoop ripresenterà un’ipotesi, se lo farà. Il problema vero con queste pianificazioni da Gosplan è che le scelte non vengono compiute sulla base del mercato o del livello di decozione o innovazione delle aziende, ma su opzioni geopolitiche. E per favore non dica che è non è così: ho visto un’infinità di situazioni simili, probabilmente più di lei. La invito ancora a farci avere il piano bocciato, se lei ne è in possesso: Reggio Report si impegna a pubblicarlo.

    • Vincenzo Rispondi

      31/01/2016 alle 12:17

      Buongiorno sig.Davide
      Visto che Lei è tanto informato sui fatti , allora mi spieghi come mai al tavolo Regionale, non era presente la Lega di Reggio Emilia , mentre le altre , due quella di Modena e Bologna lo erano ?
      E questo glielo dice una persona che sta vivendo tragicamente la vicenda
      Quindi si limiti a fare semplice affermazioni personali se non sa quello che scrive
      Mi spiegh

  6. mery Rispondi

    30/01/2016 alle 19:37

    Mi pare otremodo triste, il fatto che si discuta, per mezzo di una analisi letteraria di un articolo giornalistico, di come il destino di un’azienda possa essere piú o meno tragico, in base al punto di vista di uno o dell’altro. Il fatto é che, da tempo si respira aria infausta. Il sentore dei lavoratori direttamente interessati e di chi, come me, per anni ha condiviso umori, malumori, speranze, dibattititi e riunioni, é che Legacoop abbia avuto i suoi buoni motivi…che mi pare si dicano tornaconto. Premetto…io non lavoro in Open-co!!! Ora, che si dica che tizio ha mentito, che caio non ha rispettato e che in ultimo, sempronio abbia urlato alla tragedia, non cambia nulla. Se, vista l’importanza dello stabilimento di San Martino, si fosse voluto salvarlo da subito, innanzi tutto non si sarebbe dovuta creare la farsa Open-co. Ma mi rendo conto che questa é pura demagogia.

  7. giovanni Rispondi

    30/01/2016 alle 23:51

    Al momento tutte e due le realtà sn in liquidazione. Nei piani di legacoop nn sarebbe previsto il sito di san martino. Sta di fatto ke se non si trova una soluzione al piu presto, i posti di lavoro persi saranno molti di piú

  8. Francesco Rispondi

    31/01/2016 alle 08:44

    Sono un ex lavoratore della coopetativa. La chiamo così purché è stata la mia prima occupazione. …. quando allora si chiamava: I.C.F., Industria Cooperativa falegnami. Allora erano altri tempi, lì ho conosciuto gente stupenda che ancora oggi quando la vedo è rimasto sempre il saluto amichevole. Tutto questo solo per dire: FORZA AMICI, sono con Voi. Mi spiace molto. Ciao – Francesco Scanzano.

  9. robby Rispondi

    31/01/2016 alle 13:41

    Se alcuni dirigenti e capetti invece di fare chiacchere e riderci su lavorassero un po di più nn saremmo arrivati a questa situazione per tutti!erano le più belle ditte dell’Emilia romagna e questi dirigenti vari che comandano da 25 30 anni hanno portato a questo!speriamo in un cambiamento radicale!io sono un operaio che fa il mio lavoro per portare a casa qualcosa da mangiare!basta giochetti tra amici leccaculo e’ ora di darci un taglio ci vuole rispetto per le persone!

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