Nuova Barberia Carloni: al teatro Bismantova com’eravamo negli anni ’50

20/1/2016 – Prosegue la stagione del Teatro Bismantova di Castelnovo Monti il 22 gennaio con lo spettacolo “Nuova Barberia Carloni“, di Mario Gumina e Teatro Necessario, con Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Alessandro Mori, regia di Mario Gumina, produzione Teatro Necessario in collaborazione con Danzarte progetto Next – Oltre il Palcoscenico, Regione Lombardia, Solares Fondazione delle Arti/Teatro delle Briciole.

Il rito del barbiere è antico, e forse qualcuno non lo ricorda nemmeno più com’era un tempo: una stanza senza fronzoli, poltrone grandi di pelle screpolata, muri spesso verdini. Si cominciava ad andare con i padri o con i nonni, e si stava lì delle ore; i capelli si tagliavano e magari il nonno si faceva fare la barba, ma poi si rimaneva tra sigarette, caffè e parole.

Spesso quelle antiche botteghe sono andate incontro a chiusura, almeno da noi, ma in molte parti del mondo, o nei piccoli paesi, i barbieri ci sono ancora e le sigarette e i caffè e le parole ancora oggi scorrono abbondanti.

Al Teatro Bismantova, venerdì 22 gennaio alle ore 21 (venerdì, ottimo giorno per andare dal barbiere), si riproporrà l’ambiente signorile, intimo, chiacchierone delle barberie anni ’50. Con la “Nuova Barberia Carloni” il palco si trasforma in quel luogo che non era una piazza, non era il bar, non era il sagrato della chiesa: era un “off limit” per le donne, un suolo sacro per i bambini che venivano toccati dalle chiacchiere importanti dei grandi, una zona libera da orologi dove si aveva il tempo di sviscerare questioni fondamentali e riplasmare il mondo attraverso la lente di quei vetri familiari, fumosi, profumati di caffè, un campo di battaglia politico e sociale, un centro di pettegolezzi e giudizi perentori. Il barbiere era molto più che un barbiere: era agile giocoliere delle forbici, dotato artista del capello, venditore scaltro di lozioni, imparziale mediatore di diverbi signorili, raffinato intenditore di caffè, educatore severo e preciso giardiniere di barbe: una figura mitologica, quasi, punto di riferimento per la cura di anima e corpo.

Ecco allora qualcosa che si è perso nel tempo, da far conoscere ai bambini, che oggi hanno altri eroi, altre guide estetico-spirituali; solo per far loro vedere, ancora una volta, che il teatro è come una macchina del tempo e che lì si può viaggiare. Ecco anche la possibilità di ricordare a chi dal barbiere ci andava davvero che la memoria non si è persa e che rivive ogni volta che c’è qualcuno che, in un teatro (o in una cucina, o in macchina o chissà) si mette a raccontare. Nuova Barberia Carloni: Barba e Capelli, 15 lire.

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