“SvegliaItalia!” e il vescovo: confronto ravvicinato
Camisasca: “Rispetto tutte le relazioni affettive, ma equipararle alla famiglia non è un bene per la società”

24/1/2016 – “L’indebolimento della famiglia rappresenta la presemessa dell’indebolimento della persona nella sua capacità di donarsi agli altri, di sacrificarsi, di superare creativamente le difficoltà, uscendo da una visione individualistia della vita”. Con queste parole il vescovo Massimo Camisasca si è rivolto ieri pomeriggio ai giornalisti reggiani, in occasione del tradizionale incontro per la ricorrenza di San Francesco di Sales, ospitato quest’anno nel palazzo dell’Università in viale Allegri.

E mentre il vescovo pronunciava la difesa della famiglia “come incontro tra uomo e donna che si assumono la responsabilità reciproca di portare insieme i pesi e le scoperte dell’esistenza”,  a  pochi metri di distanza, in piazza Martiri si svolgeva la manifestazione promossa da Arcigay con una totale adesione del Pd reggiano, per la giornata #SvegliaItalia! in difesa della legge Cirinnà per le unioni civili, per la parità di diritti per gay , lesbiche, transessuali e  per l’introduzione del diritto all’adozione in casi specifici per le coppie omosessuali.

 

Il presidio #SvegliaItalia in piazza Martiri

Il presidio #SvegliaItalia in piazza Martiri

Le parole di Camisasca, pacate ma pesanti, sul tema del bisogno di Dio per l’uomo contemporaneo hanno così assunto il significato di una risposta allo #SvegliaItalia! Day, e di un richiamo all’anima cattolica dei dem. Il vescovo ha parlato, citando il sociologo Mauro Magatti, ha paventato “la vittoria di un progetto tecnocapitalistico” che vuole “la manipolazione dell’individuo”.

“Io rispetto le altre forme di relazioni affettive – ha detto il vescovo – ma equipararle alla famiglia non èun bene: non lo è per la società e per il futuro dei nostri popoli”.

” Sono profondamente convinto – ha detto – che parlare della famiglia non sia un discorso che guarda al passato, ma piuttosto al futuro. La famiglia intesa come incontro tra l’uomo e la donna che si assumono la responsabilità reciproca di portare assieme i pesi e le scoperte dell’esistenza, aperti alla possibilità della generazione e dell’educazione dei figli. La nostra Europa ha bisogno della famiglia. Le nostre società hanno bisogno della famiglia. Hanno bisogno di luoghi in cui i bambini possano nascere, trovare un padre e una madre, essere da loro introdotti alla vita e alla maturità. Equiparare la famiglia ad altre forme di relazioni affettive che, dico ad alta voce, tutte rispetto, non è un bene. Non sto parlando semplicemente di una prospettiva ecclesiale. Sto parlando di un bene per l’intera società e per il futuro dei nostri popoli”

Il vescovo Camisasca col  ministro Graziano Delrio

Il vescovo Camisasca col ministro Graziano Delrio

Perchè “l’indebolimento della famiglia rappresenta la premessa dell’indebolimento della persona nella sua capacità di donarsi agli altri, di sacrificarsi, di superare creativamente le difficoltà, uscendo da una visione individualistica della vita. Non stiamo forse assistendo alla vittoria di un progetto tecnocapitalistico che vuole esaltare l’individuo astratto e manipolabile?”

 

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Una risposta a 1

  1. Non sono daccordo per nulla Rispondi

    26/01/2016 alle 12:11

    Mi spiace.
    Etero da sempre.
    Non comprendo l’avversione.

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