Sinistra contro destra, Reggio blindata

16/1/2016 – Oggi Reggio Emilia torna indietro di molti anni: la destra manifesta in piazza Martiri del 7 luglio rivendicando il proprio diritto a scendere in piazza e opporsi a “70 anni di potere della sinistra”, la sinistra ha tentato di togliere la parola alla destra e, visto il tentativo non riuscito, ha scelto la strada di contrapporsi in modo attivo mettendo in moto gli “anticorpi antifascisti”.

Questa mattina, sabato,  a partire dalle 10 e sino alle 13, in un centro di Reggio Emilia blindatissimo, si confronteranno a distanza tre manifestazioni: quella in piazza Martiri del 7 luglio per “l’orgoglio e la libertà della destra reggiana”;  il presidio di un coordinamento antifascista formato da Anpi, Cgil, Pd e molte altre sigle politiche in piazza Prampolini, il corteo della sinistra estrema promosso dal centro sociale Aq 16 (che ha tentato più più volte in passato di sfondare cordoni di polizia e di arrivare al contatto fisico con gli avversari) con l’adesione anche in questo caso di molte sigle, e principalmente della Fiom con una chiara contrapposizione alla scelta della Cgil di prendere le distanze da Aq16, dell’Arci in sue varie articolazioni, immigrati. Sel-Sinistra Italiana aderisce a entrambe le manifestazioni, così come rifondazione comunista. Il raduno è previsto alle 10 sotto la Gabella (porta Santa Croce), poi tre ore di corteo con varie soste in città, ma non in piazza del Monte considerata troppo vicina a piazza Martiri, sino a piazza Gioberti.

A ciò si aggiunge una quarta manifestazione, strettamente di partito: un sit-in sull’immigrazione organizzato dalla Lega Nord.

Numerosi esponenti del Pd hanno deciso di accompagnare il corteo di Aq16 sino a un certo punto e poi andare in piazza Prampolini, cosa che senz’altro farà la Fiom, come ha annunciato il segretario Guaitolini smentendo la frattura con la Cgil.

Molti temono che si scateni la caccia al fascista come negli anni 70, per questo è previsto uno schieramento eccezionale di forze dell’ordine per impedire ogni contatto tra le forze in campo.

Il clima si è surriscaldato anche perchè il sindaco Luca Vecchi e il segretario del Pd Andrea Costa, arrivato a parlare di “fascisti assassini”, hanno per primi accreditato l’equazione destra in piazza eguale fascismo. E ieri la tensione è arrivata al culmine con la pubblicazione di una lista di proscrizione dei fascisti che hanno aderito all’iniziativa della destra: un fatto che non accadeva da molto tempo.

Si sa che il “menu” della manifestazione della destra, davanti alla banca d’Italia, cogli interventi saranno soprattutto centrati, come da programma, comprende anche segnali distensivi, che culmineranno alle 11 con un minuto di silenzio per tutti i caduti “da una parte e dall’altra”. Ma gli interventi saranno soprattutto centrati, come da programma sui “fallimenti” e lo strapotere della sinistra a Reggio, sia sulla rivendicazione di una piena agibilità politica.

Tutti naturalmente sia augurano che la giornata si concluda in modo pacifico, senza caccia ai fascisti, nè scontri, nè tentativi di assaltare piazza Martiri. C’è da sperare che sia l’ultima volta nella storia democratica di Reggio che si tenta di impedire di parlare a uno schieramento politico di opposizione. Sino a prova contraria, Reggio è ancora in Italia e non in Corea.

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