Sindaci e mafie a Quarto e a Brescello. Bini e le deputate 5 Stelle attaccano il “doppiopesismo del Pd”
“Fate dimettere Coffrini”
Costa furibondo: “Grillo si vergogni”

11/1/2016“Due pesi due misure? Qui nessuna manifestazione per chiedere le dimissioni di Marcello Coffrini?” . Queste le parole, imbarazzanti e spinose per il Pd reggiano, postate su Facebook dal sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, ex presidente antimafia della Camera di commercio, dopo la richiesta del Movimento Cinquestelle di dimissioni del sindaco di Quarto Rosa Capuozzo, che pure è parte lesa nella vicenda di camorra che avrebbe coinvolto la sua amministrazione.

E dopo Bini sono le parlamentari M5S Maria Edera Spadoni e Giulia Sarti (membro della commissione antimafia) ad accusare il Pd di “doppiopesismo” e a chiedere nuovamente le dimissioni del sindaco di Brescello.

“Marcello Coffrini- scrivono le deputate – ha descritto come “persona educata e composta” Francesco Grande
Aracri
, boss della ‘ndrangheta condannato in via definitiva per mafia nel 2008, soggetto a regime di sorveglianza speciale e considerato il punto di riferimento dell’ndrangheta in Emilia. Il Pd ha difeso Coffrini fino ad oggi. Nel frattempo è stata avviata una commissione d’accesso sul Comune al centro dell’inchiesta Aemilia. Il M5S ha chiesto che sia consegnata in antimafia la relazione della Commissione prefettizia su Brescello e su Finale Emilia, altro comune a guida Pd a rischio scioglimento”.
“Il Pd sia coerente – aggiungono – Se non vuole ascoltare il M5S, ascolti un suo sindaco che lotta contro la mafia. Il M5S ha richiesto le dimissioni di Rosa Capuozzo, che pure non è indagata ed è parte lesa. Il M5S su Quarto ha pure espulso prima dell’avviso di garanzia il suo consigliere comunale indagato.

Beppe Grillo ed il M5S hanno detto chiaramente nero su bianco che “i voti delle mafie ci fanno schifo” e per questo chiesto il ritorno alle urne . Il M5S per coerenza e per far sì che
non ci siano ombre chiede un passo indietro al suo sindaco nonostante sia parte lesa e non indagata. E il Partito Democratico? Vista la campagna Pd in questi giorni, nessuna manifestazione a Brescello in vista per chiedere le dimissioni
di Coffrini?”.

La richiesta di dimissioni di Coffrini (che, ricordiamo, è stato sottoposto all’ispezione governativa per la valutazione delle infiltraIoni mafiose) rimbalza anche dal blog di Beppe Grillo: “A Brescello, il paesino di Don Camillo e Peppone, il sindaco Pd Marcello Coffrini ha una profonda stima del boss della ‘ndrangheta Francesco Grande Aracri, fratello di Nicolino”.

FURIBONDA REPLICA PD: “GRILLO VENGA DA NOI A PRENDERE LEZIONI DI ANTIMAFIA”

L’attacco di Grillo ha fatto perdere la testa al Pd reggiano, che ha replicato in serata con una dichiarazione dai toni rabbiosi del segretario provinciale Andrea Costa.

“Grillo prima di parlare di Reggio Emilia deve sciacquarsi la bocca – scrive Costa -. Venga piuttosto a prendere lezioni di
legalità e buongoverno da queste parti”.

Siamo stati noi ad auspicare, già a marzo dell’anno scorso, la commissione prefettizia per fare chiarezza sullo stato delle cose a Brescello, e oggi aspettiamo l’esito dei lavori – ricorda il segretario – E sempre noi siamo stati i primi a
dire che a Grande Aracri il Pd non dà nemmeno il saluto per strada: mica Beppe Grillo, che oggi passa un brutto “Quarto” d’ora e spara a casaccio su cose che non conosce. In provincia di Napoli, invece, cosa dicono le intercettazioni su camorra e 5 stelle? “.

Costa consiglia a Grillo di non fidarsi dei suoi esponenti locali che sono come – si legge testualmente – “i nanetti da giardino”.
“A Reggio ci siamo inventati i protocolli antimafia per autoimporci controlli più severi di quelli obbligatori per
legge. Venga a prendere appunti e non si fidi di quelli che gli passano i suoi esponenti locali, in un dibattito utile quanto i nanetti da giardino”.

E ancora: “Si vergogni, Grillo dovrebbe sapere bene che non sono i partiti a mandare a casa i sindaci, dal momento che tre Comuni a 5 Stelle sono nell’occhio del ciclone per episodi di ambiguità politica, rese dei conti interne, scambi di accuse ed espulsioni. A partire da Gela, dove il sindaco 5 stelle Domenico Messinese resta in carica malgrado l’espulsione dal Movimento qualche giorno fa, dopo una lunga guerra interna che
ha visto dimettersi tre assessori della giunta. O a Bagheria, dove il sindaco Patrizio Cinque è ancora in carica dopo aver aumentato il proprio stipendio e quello degli assessori ed essere stato accusato dai revisori dei conti di dare troppi incarichi esterni nonostante lo stato di dissesto”.

   

Be Sociable, Share!

2 risposte a Sindaci e mafie a Quarto e a Brescello. Bini e le deputate 5 Stelle attaccano il “doppiopesismo del Pd”
“Fate dimettere Coffrini”
Costa furibondo: “Grillo si vergogni”

  1. livia Rispondi

    11/01/2016 alle 17:56

    Purtroppo le battaglie politiche hanno di tutto, meno che la coerenza. Tutto ciò è il frutto di un paese dove i politici mettono morale , coerenza e dignità sotto i piedi, perchè tutto è strumentale al fine del potere. Macchiavelli docet.
    Bravo Bini per il caso specifico.

  2. tre carte Rispondi

    12/01/2016 alle 15:03

    Tre carte contro tre carte tre carte contro tre carte tre carte contro tre carte…

    ..passo…

Rispondi a tre carte Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *