“Se passa la legge Cirinnà i cattolici in politica si fanno l’harakiri”

di Luigi Bottazzi
  
14/1/2016 – Come è ormai noto alla fine di gennaio 2016 , secondo i voleri  super determinati del premier, il Parlamento italiano comincerà la discussione del disegno di legge Cirinnà che si concluderà nel giro stretto di un paio di mesi. Il mondo cattolico in politica, a parte qualche coraggiosa eccezione, ha già deciso per non dare battaglia e di giungere al compromesso sul testo di legge. Nel mondo cattolico più ampiamente inteso si sta discutendo su cosa fare. Il quadro è molto frammentato, purtroppo, e si rischia di non fare nulla. Sarebbe una tragedia.
Il Family Day del 2007 non è stato un fallimento, come è stato detto da varie parti, anche nel variegato mondo del PD renziano,dato che ha contribuito, insieme ad altre contingenze, a fermare il percorso legislativo della legge sui cosidetti “Dico”, preparati con cautela dalla On. Bindi, che pure, rispetto al disegno di legge Cirinnà, era ben poca cosa. In quella situazione i Vescovi hanno fatto sentire la loro voce, non sulla manifestazione in sé, che è stata opera laica, ma sui contenuti e sulle prospettive. In realtà in quell’occasione i Vescovi fecero la loro parte e i laici pure, come deveva essere. Ad esempio nella laica Francia ,non si è mai messo in discussione la protesta dei cattolici e l’azione pubblica della Chiesa contro quelle  iniziative legislative che andavano contro i diritti fondamentali della famiglia e la tutela della dignità della persone : il figlio non è un oggetto da rivendicare, ma un soggetto da rispettare !

Ora, la legge Cirinnà è molto più grave. Soprattutto in alcune parti. Essa riconoscerebbe le unioni civili o matrimoni tra persone dello stesso sesso, non solo garantendo diritti individuali, ma equiparando l’unione in parola al matrimonio tra un uomo e una donna. E’ ridicola la discussione sulla Stepchild adoption. Non è accettabile un compromesso che, a fronte di una cancellazione dal testo di legge della Stepchild adoption o di una sua attenuazione nella forma dell’”affido rinforzato”, prometta il sì alla legge. Un volta approvata questa legge, sarà l’Europa a chiedere in forma obbligante il riconoscimento del diritto all’adozione, visto il recente orientamento del Parlamento Europeo, che contrasta chiaramente la Cirinnà . In presenza poi della Sentenza della Corte costituzionale italiana che ha sancito il diritto costituzionale della coppia – di qualsiasi tipo essa sia – ad avere un figlio tramite la fecondazione eterologa, nessuno sarà in grado di fermare il processo che andrà ben oltre l’adozione di minori. Ai parlamentari italiani, in primis i cattolici, consiglio di vedere o rivedere un film ispano-americano, di buon livello artistico, molto efficace dal punto di vista etico ed umano sui disastri dell’utero in affitto e del figlio come “oggetto “ , del regista Rodrigo Garcia, figlio del noto scrittore colombiano Gabriel Garcia Marques, dal titolo significativo “ Mother and Child “.

Ci si chiede con un certo stupore come sia possibile che il mondo cattolico accetti tutto questo senza agire. Una simile omissione sarebbe una assoluta novità per i cattolici italiani , e per la stessa Chiesa italiana, e non v’ è dubbio che lascerebbe una ferita molto profonda e duratura.Se non si mantiene fermo cosa si intende per vera famiglia, tutti i discorsi sulle politiche familiari perderanno di senso. La società, la scuola, la sanità, il lavoro … tutti i settori dove si parlerà di famiglia diventeranno un continuo campo di battaglia, a meno che non si verifichi la resa di quanti dovrebbero combattere per difendere una dimensione naturale delle cose, non soggetta al violento capriccio degli egoismi.

Ci fa piacere che l’ on. Pierluigi Castagnetti sia stato(finalmente !)” folgorato sulla via di Damsco “ con una presa di posizione pubblica su Avvenire, dichiarandosi d’accordo , con il deputato milanese non renziano ( udite, udite !!) Franco Monaco , che ben prima di lui aveva sottolineato la non accettabilità  e la pericolosità di una norma legislativa, contenuta nella Cirinnà, come quella sull’ “utero in affitto “ e sulle l“adozioni gay “. Ma il direttore di Avvenire  Tarquinio nella   risposta all’ex-deputato reggiano, sempre molto “sottile “ ma non pericoloso per Renzi,  dice chiaramente:  “nella nostra società malata di individualismo e di solitudine, l’impegno per dare nuovi strumenti di solidarietà (anche patrimoniale) alle persone è un bene, ma proprio perché questo bene accada non si possono confondere piani che non devono essere confusi. E il piano dei figli, cioè quello matrimoniale, non è colonizzabile: la naturale pari dignità di ogni persona, eterosessuale od omosessuale, non si può innaturalmente affermare sulla pelle dei bambini. Questa nostra generazione – e penso a tutti noi, qualunque responsabilità abbiamo: politica, culturale, religiosa o di semplice cittadinanza – dovrà rendere conto di tale misfatto a quelle future. E chi non avrà saputo capire e fermare le derive del disumano mercato procreatico porterà il peso dell’ingiustizia dissimulata e consentita.”
Stiamo assistendo, alla messa da parte della verità nei rapporti con la fede da parte di molti fedeli laici, ad una presenza asfittica e , putroppo, continua dei cattolici sulla scena pubblica a vantaggio dei poteri dominanti , sia culturali che finanziari. E’ chiaro, signori parlamentari cattolici, lo sbocco della Cirinnà significherebbe la sottomissione al potere politico vincente e arrogante di oggi, un sì alla violenza condita con l’autoconsolazione della democrazia. Un vero harakiri ( suicidio in uso fra  Samurai giapponesi ) annunciato per i cattolici italiani, ma soprattutto per coloro che “pretendono “ di rappresentarli.

Luigi Bottazzi

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Una risposta a 1

  1. un amico Rispondi

    14/01/2016 alle 16:04

    L’onorevole Castagnetti e’ definito “nell’ambiente” la biondeina……….

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