Scuola, centinaia di precari ancora in arretrato con gli stipendi
Drammatica lettera di una professoressa

23/1/2016 – Continua lo scandalo dei supplenti della scuola che lavorano da mesi senza stipendio. E ciò nonostante – sottolinea la segretaria della Flc Cgil di Reggio Emilia, Elvira Meglioli, “il susseguirsi delle denunce pubbliche e le comunicazione inoltrate al Prefetto di Reggio Emilia”.

Emblematica la lettera scritta da Laura Zanichelli, che lavora da otto anni nella scuola ed è in servizio alla media don Pasquino Borghi di Rivalta: la professoressa Zanichelli ha una famiglia, una bimba di due anni e mezzo, e il marito ha avviato da poco un’attività autonoma. La lettera è stata inviata prima che il ministero, come in effetti è avvenuto, le accreditasse sul conto corrente gli stipendi di ottobre e novembre. Ma ciò non inficia la sua testimonianza.

Ecco la lettera.

Sono un’insegnante delle scuole secondarie, mi chiamo Laura Zanichelli e lavoro presso una scuola media della mia città, Reggio Emilia, con un contratto a tempo determinato. Il fatto grave che vorrei denunciare pubblicamente è che nonostante io stia lavorando nello stesso istituto da ormai sei mesi come un’onesta lavoratrice, ad oggi ho ricevuto solo e sottolineo solo…lo stipendio di settembre.

La segreteria ha inviato regolarmente il mio contratto a chi di dovere, ma da quanto ho appreso informandomi al sindacato e leggendo altri articoli pubblicati su internet, il Miur non ha i fondi per pagare i precari e continua a rimandare i pagamenti. Però ha i soldi per il bonus di 500 euro da dare e che ha gia dato ai colleghi insegnanti e ripeto: colleghi, infatti, precari o no, stiamo proprio tutti sulla stessa barca, dal momento che la sottoscritta con contratto a tempo determinato espleta le stesse, identiche, funzioni di un insegnante con contratto a tempo indeterminato.

Lavoro nella scuola da almeno otto anni, ho cominciato a fare le mie prime supplenze nelle scuole elementari quando ancora studiavo all’universiàa; non merito, come altri che sono in questa condizione, un simile trattamento. Ho una figlia di due anni e mezzo e una casa da mantenere e non ho piu voglia di aspettare i tempi e i sentimenti degli altri. Mi rivolgero anche alle televisioni perchè, a questo punto, date le gravi circostanze, lo ritengo necessario.
Questa è la buona scuola, in bocca al lupo a tutti“.

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *