Reti Iren, tira aria di sciopero nella nuova società occupata dal Pd
Reggio ha ceduto la sede legale in cambio di un posto in cda

6/1/2016 – Tira aria di sciopero nel Gruppo Iren dopo la nascita di Ireti, la nuova società letteralmente occupata dal Pd nella quale sono confluite le attività di Iren Acqua Gas e altre società di primo e secondo livello: Aem Torino Distribuzione, Genova reti Gas, Acquedotto di Savona, Eniatel e Aga.

Dal primo gennaio Ireti gestisce l’intero core business della multiutility, dai servizi idrici alla distribuzione gas, dall’energia elettrica sino alle gestioni dell’illuminazione pubblica. Ha assorbito 1.800 dipendenti in tutta Italia, compresi i 400 di Iren Emilia provvisoriamente confermati nelle loro mansioni, ma che evidentemente temono i contraccolpi di ristrutturazioni finalizzate a  ridurre i costi (il gruppo Iren ha un indebitamento complessivo che supera i 2 miliardi 700 milioni di euro).

A ciò si aggiunge il fatto che Reggio Emilia ha perso la sede legale di  Iren Acqua Gas,  340 milioni di fatturato e 17 di utili nel 2014, di gran lunga la società più importante tra quelle assorbite da Ireti: la sede legale della newco è stata spostata a Tortona, a metà strada tra Torino e Reggio, con una decisione salomonica che sa di beffa. Ma, come si dice, chi è causa del suo mal pianga se stesso: è stato proprio il socio reggiano a barattare la sede legale per far entrare in consiglio di amministrazione Moris Ferretti, amministratore delegato di Assofood-Unipeg. Per fargli posto il cda è passato in poche ore da tre a quattro componenti, caso unico tra le società di primo livello del gruppo Iren, e ovviamente certe concessioni costano care.

I lavoratori, dunque, discuteranno il nuovo assetto in una serie di assemblee convocate dalle organizzazioni sindacali tra venerdì e martedì per decidere se e come proclamare lo stato d’agitazione, dopo la rottura delle trattative avvenuta a metà dicembre proprio pe3rchè – secondo i sindacati – Iren non era voluta entrare nel merito degli aspetti organizzativi.

Ma la vicenda avrà contraccolpi sul piano politico, prevedibilmente in consiglio comunale. L’occupazione di Ireti da parte del Pd (tutto il cda, compreso presidente e amministratore delegato) in pieno stile da oligarchia putiniana  ha rari precedenti per la sua entità e provocherà contraccolpi inevitabili nei rapporti tra i Comuni soci principalmente per la brutale defenestrazione di Lorenzo Bagnacani, consulente ambientale reggiano voluto dal sindaco di Parma, il grillino dissidente Federico Pizzarotti, alla presidenza di Iren Acqua Gas.

Tutti gli amministratori delle altre società assorbite (Ghibellini, Giuseppini e Anna Ferrero) hanno trovato posto nel cda Ireti. Ma non Bagnacani (che pure guidava la controllata più importante) messo fuori dalla porta  per far posto a Moris Ferretti, già entrato nel consiglio della holding con la sponsorizzazione del vicepresidente Ettore Rocchi e del sindaco di Reggio Luca Vecchi.

 

 

 

Venerdì 8 gennaio, per assemblea sindacale, gli sportelli IREN osserveranno i seguenti orari di apertura al pubblico:   Reggio Emilia, Piazza della Vittoria, normale orario di apertura dalle ore 8 alle 14 e 30; Centro zona di Felina,  normale orario di apertura dalle ore 8 alle 13 e 30; Centro zona di Scandiano, aperto al pubblico dalle ore 8 alle 10 e 45; Centro zona di Bibbiano, aperto al pubblico dalle ore 8 alle 10 e 45.

Si comunica inoltre che martedì 12 gennaio, per la stessa ragione, il Centro zona di Gualtieri resterà aperto al pubblico dalle ore 9 e 15 alle 13 e 30.

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