Questa destra non fa paura, ma la sinistra estrema sì
Prova di forza in piazza di Aq16 e Fiom

16/1/2016 – Un centinaio di persone con le bandiere tricolori alla manifestazione della destra in piazza Martiri ; duecento al presidio di piazza Prampolini sotto le bandiere di Anpi, Pd e Cgil; cinquecento giovani nel corteo di Aq16 e Fiom (che però in piazza Del Monte si è staccata col suo striscione per confluire in pazza Prampolini) fra slogan bellicosi e sventolio di bandiere di Rifondazione e dell’arcipelago cosiddetto anarchico.
Questa in sintesi la mattinata “di paura” di Reggio dove, anche grazie a uno schieramento di polizia massiccio ma non incombente, e alla moral suasion della Questura, alla fine tutto è filato liscio senza incidenti.

Il corteo di A16 in via Emilia San Pietro

Il corteo di A16 in via Emilia San Pietro

Militanti ed esponenti della destra hanno resistito eroicamente al freddo pungente, senza un raggio di sole, davanti alla Banca d’Italia dove tutti gli oratori – da Eboli e Tadolini, da Manuel Negri a Bizzocchi di Fratelli d’Italia  sino al vicepresidente di Sala del Tricolore Claudio Bassi, passando per Negroni, Aragona e la rappresentante del nucleo Mag – hanno detto e ripetuto che quella NON era un manifestazione fascista.

La manifestazione della destra in piazza Martiri

La manifestazione della destra in piazza Martiri

Al contrario in piazza Prampolini, la sinistra che aveva il sole dalla sua si è sbracciata per dire che che la sacralità resistenziale di piazza Martiri era stata violata dai fascisti.
E per essere all’altezza della situazione ha aperto le danze con Bandiera Rossa, poi col sindaco Vecchi e col segretario della Cgil Guido Mora secondo il quale in piazza Martiri si pronunciavano “parole d’odio e proclami razzisti”. Invece si parlava di risparmiatori truffati, crisi e cooperative fallite, di cento destra che torna unito, di giornata della bandiera, al massimo di clientelismo e dello “schifo” dell’utero in affitto. E naturalmente parole severe verso  il sindaco che con la sua dichiarazione di sabato sera aveva messo in moto la piazza antifascista.
Ma nel complesso toni di un moderatismo persino noioso: non certo una piazza che potesse far paura se non a chi agita fantasmi per coprire le proprie magagne.

Il presidio di Cgil, Pd e Anpi in piazza Prampolini

Il presidio di Cgil, Pd e Anpi in piazza Prampolini

Prevedibilmente più duri (cacciamo i fascisti dalla piazza e da Reggio) gli slogan del corteo dei centri sociali, che ha catalizzato parecchi studenti, famiglie di immigrati e anche gruppi arrivati da Parma. Momenti di apprensione quando a mezzogiorno il orteo i é fermato in piazza del Monte anzichè  proseguire verso piazza Del Monte. Ma se quacuno aveva voglia di assaltare piazza Martiri, a dissuaderlo ci ha pensato il cordone di Poliia piazzato in via Crispi.

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Alle 13 la destra, dopo aver suonato allo sfinimento l’inno di Mameli e la leggenda del Piave ha ironicamente salutato il sindaco annunciando “Noi ora andiamo a mangiare”. Tutto è finito all’una, mancava solo che l’impianto voce si trasformasse in tortelli di zucca.
Sgomberata la piazza, un drappello antifascista è andato a rendere omaggio al monumento ai caduti della Resistenza,  già adornato al mattino di corone di garofani rossi.

Marco Eboli parla in piazza Martiri

Marco Eboli parla in piazza Martiri

A conti fatti, la battaglia della piazza è stata vinta di gran lunga dall’estrema sinistra con il suo corteo massiccio e a parole bellicoso contro “i fascisti” (con la replica della orrenda lista di proscrizione pubblicata da un quotidiano locale) ma anche all’indirizzo della politica socale del  governo, contro il Pd e i sindacati.

Il segretario dellaCgil Guido Mora in piazza Prampolini

Il segretario dellaCgil Guido Mora in piazza Prampolini

Il match politico, invece, lo ha vinto ai punti la destra, che ha

Ilsindaco Vecchi parla al presidio Pd-Cgil-Anpi

Ilsindaco Vecchi parla al presidio Pd-Cgil-Anpi

affermato il proprio diritto a manifestare anche nel centro di Reggio Emilia e da ciò riparte per ricucire un fronte unitario di opposizione.
Si conferma la crisi del Pd reggiano che non riesce a far presa neppure con le parole d’ordine dell’antifascismo, le stesse che un tempo infiammavano gli animi e portavano nelle piazze decine di migliaia di persone.

Manuel Negri in piazza Martiri

Manuel Negri in piazza Martiri

Rimane in fondo la sgradevole sensazione che a Reggio Emilia le libertà democratiche siano sotto condizione, e che i valori dell’antifascimo vengano strumentlizzati per tenere insieme una rete di consenso che fa acqua da tutte le parti.

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Una risposta a 1

  1. giuliano braglia Rispondi

    16/01/2016 alle 23:14

    Gli antagonisti erano 321 sulla Via Emilia poco prima di Via del Monte.Quindi la minuscola destra reggiana mette in piazza 100 persone, nonostante le minacce, gli antagonisti 300 e PD, CGIL e associati 200. Secondo voi chi può cantare vittoria?

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