Quattro barbieri reggiani volontari in Vaticano per rifare il look ai clochard
Così festeggiano i 50 anni di “Cheveux”

5/1/2016 – Qualche giorno fa Papa Francesco ha invitato i media a diffondere anche notizie “buone” e positive. Non è facile  in un mondo che è quello che è (e Francesco lo sa bene), per questo una vera “buona notizia” è subito vista, presa e pubblicata.

Riguarda i tre barbieri  titolari del salone “Cheveux” di Via Matteotti a Reggio Emilia, Avio Zecchetti, Oddone Rustichelli e Ivan Andreoli, e del loro collega in pensione Onorio Incerti, che per celebrare i 50 anni di attività hanno deciso di mettere il loro mestiere provetto e la loro umanità al servizio dei senzatetto, tagliando per tre giorni barba e capelli nel salone allestito in Vaticano da Papa Francesco.

I barbieri reggiani in Vaticano

I barbieri reggiani in Vaticano

 

Tante le storie e le vite che dal giorno di inaugurazione della “Barberia San Pietro” si sono incrociate sotto il colonnato del Bernini: barbieri e parrucchieri da tutta Italia per una giornata di volontariato Unitalsi, clochard di Roma provenienti da tutto il mondo per curare il loro look e riprendersi la loro dignità.

Una missione che i tre barbieri reggiani hanno accolto di buon grado, decidendo con grande naturalezza di arricchire la loro vita con un’esperienza dall’alto valore umano. “Merito anche – commenta la Cna di Reggio Emilia che ha diffuso la notizia – del rinnovato spirito di altruismo e generosità messo in campo da Francesco che con le sue azioni sta riavvicinando molte persone ai valori più puri del cattolicesimo”.

“Raggiungere i 50 anni di attività – commenta Nunzio Dallari, presidente CNA Reggio Emilia – è un traguardo davvero ammirevole. Scegliere di festeggiarli facendo volontariato è degno di grande rispetto e stima per le persone oltre che per i professionisti. Avere Avio, Oddone, Ivan e Onorio come soci nella nostra Associazione e nel sindacato CNA dei pensionati non può che essere motivo di orgoglio. La loro storia è un esempio importante anche per i ragazzi che si affacciano oggi nel mondo dell’imprenditoria: vedere con quanta passione dopo tanti anni di duro lavoro continuano a dedicarsi alla cura del prossimo, è una spinta a non mollare e mettere anima e cuore in quello che si fa”.

 

 

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