Tricolore, Lega Nord vs Boldrini: “Non è la benvenuta. Un affronto a chi 200 anni fa lottò in nome dell’identità emiliana”

di Gianluca Vinci*

6/1/2016 – “E’ previsto per domattina l’arrivo a Reggio Emilia del Presidente della Camera Laura Boldrini ai festeggiamenti per l’anniversario della nascita del Tricolore Cispadano avvenuta  il 7 gennaio 1797 ad opera dei delegati delle città di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara.

La presenza della Boldrini alla luce della sua linea politica e delle dichiarazioni pubbliche è a dir poco inopportuna: il Tricolore Cispadano nacque come simbolo di unione e di libertà dei popoli emiliani e di contrasto agli invasori, e al fine di chiarire bene questo spirito nella bandiera  furono rappresentati un mortaio, una faretra, un’ascia, delle lance ed un tamburo da usare sul campo di battaglia.

Ritrovarsi domani a Reggio un così alto esponente istituzionale che da sempre porta avanti l’apertura dei confini nei confronti di chiunque, con rinuncia alla nostra identità, religione e cultura è un grave affronto a chi duecento anni fa si è riunito ed ha combattuto per salvare la propria identità emiliana.

Da troppo tempo i festeggiamenti per la nascita del Tricolore Cispadano hanno perso l’idea di quei nostri antenati e sono stati trasformati e storpiati dal PD emiliano in una improbabile festa del pacifismo, dei partigiani e dell’integrazione degli extracomunitari, concetti addirittura contrastanti tra loro e tutti assolutamente sconosciuti nel 1797 nonché completamente contrari allo spirito che animava quei delegati.

Speriamo quindi che durante i festeggiamenti di domani la Boldrini mantenga un profilo istituzionale e ci risparmi  proclami ricollegabili a concetti di estrema sinistra ricollegandoli al Tricolore Cispadano.

*Segretario Lega Nord Emilia

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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    07/01/2016 alle 11:01

    Condivido l’intervento di Gianluca Vinci: la Boldrini vada a Colonia in Germania a fare i suoi proclami sinistrosi e buonisti!

    Quando la Boldrini lodava Colonia: “Qui vincono accoglienza e lungimiranza”

    La Boldrini non grida contro le barbarie degli immigrati. Anzi, a ottobre, twittava: “A Colonia vincono accoglienza e lungimiranza”. E brindava al sindaco Reker che oggi ha scaricato le colpe della molestie sessuali sulle donne

    Andrea Indini – Mer, 06/01/2016 – 23:05

    commenta

    La Germania è piombata nello choc più nero. E, dopo una violenta e barbara notte di Capodanno, il terrore si è tirato dietro la rabbia sorda e una ridda di polemiche che travolgono il governo buonista di Angela Merkel il sindaco di Colonia Henriette Reker.

    Le aggressioni denunciate da 90 donne mostrano una Germania e, più in generale, un’Europa indifesa davanti alle violenze di un manipolo di immigrati. Eppure, non più di un mese fa, il presidente della Camera Laura Boldrini brindava a Colonia, città dove “vincono accoglienza e lungimiranza”. Quel tweet, datato 18 ottobre 2015, suona oggi come un triste presagio

    In Germania il ministro dell’interno Thomas de Maizière ha promesso che i responsabili delle violenze – fino a mille persone, molte delle quali sarebbero immigrati o figli di immigrati tra i 15 e i 35 anni – saranno “puniti indipendentemente dal loro paese d’origine”. Si è detto, però, pronto ad affrontare senza indulgenza e “a viso aperto” le implicazioni politiche dell’eventuale scoperta di rifugiati tra gli autori delle aggressioni. Al tempo stesso se l’è duramente presa con la polizia di Colonia per come ha gestito la mandria dei violenti. Perché la colpa va sempre cercata altrove. Guai a incolpare Angela Merkel per aver spalancato le porte del Paese agli immigrati. Guai a puntare il dito contro i burocrati di Bruxelles che da anni coccolano clandestini che non avrebbero diritto a stare dentro i confini dell’area Schengen. Ma, soprattutto, nessuno ha avuto il coraggio di mettere un freno al sindaco Reker che, dopo i tragici fatti di Colonia, si è addirittura spinta a dettare un “codice” di comportamento alle donne invitandole – tra l’altro – a tenere “a un braccio di distanza” gli sconosciuti.

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