“Primo Tricolore, ancora un’autocelebrazione: non bastano quattro parà a cambiare la festa”

di Francesco Fantuzzi*

8/1/2016 – Bilancio agrodolce quello del 7 gennaio: qualche transenna in meno, quattro parà in più. Ma la sostanza non cambia: è una Festa da ripensare dalle fondamenta: troppi protocolli autocelebrativi, troppi politici (immeritatamente) tronfi, troppi militari, dentro e fuori le transenne. E pochi cittadini, nonostante la preventiva e massiccia iniezione di studenti.

Dopo le promesse dei giorni scorsi, frutto indubbiamente anche della pressione di Reggio città aperta, ho riscontrato con rammarico la sostanziale assenza di cambiamenti rispetto al passato.
Infatti, al di là della spettacolarizzazione portata dall’atterraggio dei paracadutisti, peraltro piuttosto avulsi dal significato della Festa, le transenne, pur attenuate, c’erano ancora, così come la consueta parata di politici e militari con relativo pass di accesso alla zona interdetta alla gente comune.
Davvero inopportuna poi la presenza del Ministro Delrio, per la pessima e spregiudicata gestione della città come ex Sindaco.
Ecco i nodi problematici irrisolti che rilevo: finche non sarà festa di popolo ma mera autocelebrazione di un potere sempre più logoro e meno credibile, non sarà lo spettacolo dei paracadutisti a modificarne il senso.
Ma sono lieto di aver contribuito all’apertura di un dibattito necessario per l’intera comunità, che merita di parteciparvi più attivamente.

*Reggio città aperta

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