Piccole imprese reggiane: l’export è cresciuto del 4,2%. Trend migliore della media emiliana
Un’indagine Confartigianato Lapam

18/1/2016 – A Reggio Emilia l’export delle micro e piccole imprese (fino a 20 addetti) continua a far registrare numeri di crescita importanti. Una ricerca di Confartigianato Lapam attesta che la nostra provincia nei primi 9 mesi del 2015 è cresciuta in questo particolare segmento del 4,2%, al diciottesimo posto in Italia.

Si tratta di un dato su base annua (dal IV trimestre 2014 al III trimestre 2015) e il dato è superiore rispetto a quello della regione Emilia Romagna, in cui l’export delle micro e piccole imprese (Mpi) cresce del 3,5% (+ 358 milioni di euro). In totale, sul territorio nazionale, l’export delle MPI vale 114,7 miliardi di euro, pari al 7,1% del Pil e nei primi 9 mesi del 2015 la crescita è stata pari al 3,8% (3 miliardi e 132 milioni di euro).

La crescita è dovuta principalmente alle economie avanzate, che assorbono il 74,2% del totale dell’aumento, mentre le economie emergenti hanno una quota del 25,8% dell’export Mpi italiane, con una frenata rispetto al passato. Questo calo è dovuto all’embargo alla Russia che ha provocato un crollo del -33,5% e con un contraccolpo molto negativo anche per l’economia reggiana e modenesed (tessile e agroalimentare in testa).

E’ sicuramente una buona notizia questa della crescita dell’export delle Mpi – sottolinea il presidente Lapam Confartigianato, Erio Luigi Munari – anche se i dati vanno sempre guardati in forma aggregata tra esportazioni e importazioni soprattutto in alcuni comparti (penso a tessile e meccanica). Le micro e piccole imprese, fino a 20 addetti, rappresentano un valore aggiunto tipicamente italiano e particolarmente importante nel nostro territorio. Non di rado, come dicono anche questi studi, sono le Mpi a mantenere occupazione e a crescere, con gradualità ma in modo costante. Peccato che, alla fin fine, di queste cose siano in pochi ad accorgersi, e che il sostegno del mondo politico e istituzionale nei confronti della realtà delle piccole imprese sia ancora troppo basso…”.

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