Maledetta globalizzazione, qualunque cosa fai rischi di sbagliare
Le azioni scenderanno, il petrolio anche e non abbiamo occhiali per vedere il mondo che cambia

Dario Caselli

Dario Caselli

DI DARIO CASELLI  

9/1/2015 – Certo l’inizio dell’anno è stato nero per tutti gli investitori, se il buongiorno si vede dal mattino, la crisi del  ’29 sarebbe superata. Ora alcune cose si possono già dire: le azioni, che scenderanno ancora, se realizzassero la performance prevista in un più 16%, arriverebbero a pareggiare le perdite di inizio anno.

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Le obbligazioni continueranno a non rendere nulla, visti i tassi bassissimi e la bassissima inflazione, le materie prime sono in una caduta senza fine e le valute sono diventate un  casinò di bari, dove ognuno cerca di fregare l’altro, stampando moneta. Eppure i vostri consulenti continueranno a dirvi che bisogna investire in azioni, perché altrove non c’è più valore, che non bisogna farsi prendere dal panico, perché nel panico ci sono già loro, che la ripresa è in corso, almeno in Europa, ecc.

Il problema è che il mondo è così cambiato che a guardarlo con i vecchi occhiali non si vede nulla, purtroppo i nuovi occhiali non sono ancora in vendita. Prendiamo il Pil: misura il prodotto, ma se un prodotto ha un valore marginale zero, come Facebook, compone il pil?

Di aziende così ce ne sono tantissime, Airbnb, wathsapp, le varie app. Questo per dire che il vecchio Pil non è tutto e forse l’Europa va meno bene di come dicono gli analisti, gli Usa e la Cina meno peggio. La Cina cresce meno, lasciate perdere la borsa, è un casinò, tuttora sopravvalutato, ma sta cambiando pelle, dallo sfruttamento intensivo dell’uomo ad una economia più avanzata, risentiremo parlare di lei come unico competitor degli Usa, basta pensare ad Alibaba.

A proposito di Alibaba e consorelle, E-Bay, Amazon, Uber, Tripadvisor, ecc, non consumano materie prime e queste scendono, anche perché non si stanno esaurendo, vedi il petrolio. Scoppiano guerre a ripetizione in Medio Oriente e anziché le domeniche a piedi degli anni Settanta, vediamo il petrolio scendere. Una volta si credeva fosse un bene, invece no, i paesi esportatori, Russia, Brasile, Venezuela, Nigeria ecc.. ,sono con il petrolio ed i debiti alla gola e noi facciamo fatica a vendergli i nostri prodotti, cioè la nostra ripresa.

Gli USA sono tornati autosufficienti e non hanno neppure una gran voglia di fare le guerre per l’oro nero, cambia non solo l’economia, ma anche la geopolitica. L’Arabia Saudita deve emettere un bond, s’ indebita come l’Italietta renziana, incredibile! Però se emettono debito, smetteranno di comprare il nostro, che finanzia il Welfare, un bel casino. I grandi hanno deciso che bisogna ridurre l’inquinamento se non vogliamo morire. Ottima idea, ma se aumentiamo le energie alternative, il petrolio scende ancora e se scende troppo, non conviene investire nelle energie alternative.

Maledetta correlazione, maledetta globalizzazione, qualsiasi cosa fai, rischi di sbagliare e peggio, sbagli perché non riesci a vedere le troppe correlazioni e così ognuno si muove come in un autoscontro. Parafrasando De Andrè “daltonici, presbiti, mendicanti di vista, serve il mercante di luce, non il vostro oculista”.

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