Lite al bar, cliente pugnalato al petto: manette al gestore

13/1/2016 – Tentato omicidio ieri sera in un bar di Baiso: il barista Andrea Tamagnini di 51 anni di Casina, molto noto nella montagna reggiana come gestore di esercizi pubblici,  è stato arrestato dai Carabinieri per aver pugnalato al torace un cliente col quale aveva avuto una discussione molto accesa. L’arma usa è una baionetta,  con una lama di circa 15 centimetri.

il ferito è un uomo di 47 anni di Carpineti, Tiziano Gatti, ricoverato d’urgenza al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia: non sarebbe in pericolo di vita. L’aggressore ora è in carcere, a disposizione della Procura, con la pesante accusa di tentato omicidio aggravato.

Il fatto di sangue è avvenuto all’ex Bar Tuchin  (ora “Da Andrea”) di frazione Cerreto di Baiso, lungo la  fondovalle Tresinaro che da Viano porta a Carpineti.

Secondo la prima ricostruzione dei Carabinieri del nucleo operativo di Castelnovo Monti, che indagano insieme ai colleghi delle stazioni di Carpineti e di Casina, la discussione tra barista è cliente è degenerata intorno alle 19. Un avventore è intervenuto per separare i due litiganti, ma non è riuscito a placare gli animi: il barista si è precipitato dietro il bancone prelevando una grossa baionetta con la quale ha inferto un fendente al torace del cliente riuscendolo a colpire, sebbene il ferito con le mani avesse cercato di bloccare l’aggressore. Quindi l’allarme ai Carabinieri  e al 118.

 

La baionetta usata per il ferimento e recuperata dai carabinieri a Baiso

La baionetta usata per il ferimento e recuperata dai carabinieri a Baiso

Il ferito veniva subito trasportato  al S. Maria Nuova, il barista preso in consegna dai Carabinieri veniva condotto in caserma è dichiarato in stato d’arresto. I carabinieri hanno recuperato la baionetta che il barista aveva gettato dalla finestra: sequestrata anche una piccola pistola scacciacani rinvenuta sempre dai militari dietro il bancone del bar.

Non sono ancora chiare le ragioni del diverbio degenerato nel tentato omicidio: le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, titolare dell’inchiesta.

 

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