Lega Nord, domenica corteo antimafia nella Brescello di Grande Aracri: in testa Catia Silva
Contro di lei persino un falso filmato hard

28/1/2016 – La Lega Nord dell’Emilia scende in piazza a Brescello, nel cratere del clan Grande Aracri, domenica mattina con un corteo contro la mafia. E’ in assoluto la prima manifestazione del genere organizzata fuori dalle mura delle sale convegni, ed è anche la prima iniziativa assunta da Catia Silva, la militante e consigliera leghista diventata un’icona della lotta alla mafia nel reggiano, nominata di recente responsabile regionale legalità e lotta alle mafie del partito, dal nuovo segretario emiliano del Carroccio Gianluca Vinci.

Gianluca Vinci, Catia Silva e Matteo Melato

Gianluca Vinci, Catia Silva e Matteo Melato

“La lotta alla mafia si fa non seduti dietro una scrivania, ma mettendoci la faccia” ha dichiarato perentoria nel corso di una conferenza stampa insieme a Vinci e al commissario provinciale della Lega Nord, Matteo Melato, per presentare l’iniziativa. “Ho voluto fortemente questa manifestazione anche perchè il segretario del Pd Andrea Costa senza alcuna vergogna  è arrivato al punto di accusarci di sostenere il sindaco Marcello Coffrini : proprio lui che ha aspettato quindici mesi a chiederne le dimissioni, proprio lui che dovrebbe chiarire l’affare del magazzino della Protezione Civile a Luzzara”.

La manifestazione, comunque, era stata decisa prima che il sindaco annunciasse le dimissioni dopo aver resistito qualche giorno alla tardiva richiesta del Partito Democratico.

Al corteo prenderanno parte il deputato lodigiano Guido Guidesi, i sindaci leghisti dell’Emilia, il consigliere regionale Alan Fabbri, il segretario Vinci, consiglieri comunali,  il commissario provinciale Melato oltre naturalmente a Catia Silva. Il concentramento è previsto tra le 10,30 e le 11 in viale Nord Soliani (direzione Enza), quindi la marcia sino a piazza Matteotti, cuore del paese dove si trovano le statue di don Camillo e Peppone, e infine  il comizio ma solo dopo la conclusione della Messa, per non disturbare con gli altoparlanti: d’altra parte il parroco non è un don Camillo, e non vede di buon occhio chi parla di mafia a Brescello.

“Prevedimo alcune centinaia di partecipanti” non di più – dice Vinci – “perchè a Brescello molti hanno ancora timore a mostrarsi in piazza. tutti comunque sono i benvenuti”. Però  non Andrea Costa: Catia Silva l’ha detto chiaro e tondo. Porta socchiusa per i Cinque Stelle: “Se vogliono vengano pure, vedremo cosa sapranno fare. Per ora hanno fatto solo chiacchiere, forse perchè esistono da poco”.

D’altra la Silva ha alle spalle dieci anni di battaglie contro la ndrangheta in solitudine, circondata da un vergognoso isolamento politico da parte del Pd anche nei momenti peggiori, anche quando Salvatore Grande Aracri, nipote del boss, le gridò in piazza “Ti metto la canna della pistola in bocca, e non ci sarà tuo figlio a salvarti”. Non si contano le intimidazioni, le telefonate minatorie, i danneggiamenti e i piccoli attentati che hanno costretto la consigliera a blindare la sua abitazione e rivolgersi alle guardie giurate per autoproteggersi. “Il Pd e il sindaco sono arrivati a dire che volevo farmi pubblicità”, dichiara. Contro di lei sono stati usati mezzi di raro squallore: hanno persino costruito a tavoli un falso filmato hard girato su un barca in Calabria, in cui la Silva in un videomontaggio compare con altre persone (compreso un carabiniere). “Sì, nel 1988 andai in Calabria come fotografa a un battesimo, ma non misi piede su nessuna barca. Quel filmato è un falso realizzato per screditarmi. Abbiamo saputo dalla Dia che da tempo qualcuno cercava di lanciarlo su inernet, e loro lo avevano bloccato. Poi, quando all’ordine del giorno del consiglio comunale il sindaco ha iscritto il punto “filmato sul consigliere Catia Silva”, abbiamo capito da chi arrivava. E quella sporcizia era uscita proprio dalla casa dello zio di Coffrini”.

Il corteo domenicale vuole in un certo senso rimettere le cose a posto, riscattare la manifestazione spintanea dell’anno scorso  quando a sostenere Coffrini in piazza arrivò anche la famiglia Grande Aracri, e ribadire che la Lega a Brescello non vuol farsi scippare la primogenitura della lotta alla mafia “da uno come Costa che arriva all’ultimo momento a dire “Coffrini dimettiti”. Nell’attesa del commissariamento o dello scioglimento del consiglio per inquinamento mafioso.

A proposito della casa del sindaco di Reggio Emilia, Gianluca Vinci ha confermato il giudizio negativo su Vecchi che “ha commesso una grossa leggerezza” e che oltretutto non intende mostrare le fatture del completamento dell’abitazione di Masone, pagata 242 mila euro al grezzo all’immobiliare di Francesco Macrì, ” mentre l’appartamento confinante è costato 400-450 mila euro finito”. Tuttavia il segretario ha mostrato un certo imbarazzo quando gli hanmo chiesto se la Lega Nord è d’accordo o no sulla richiesta di dimissioni di Vecchi: “Siamo d’accordo, ma per incapacità- ha risposto – però non lo ritengo un criminale”.

 

 

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Una risposta a 1

  1. Siviglia Rispondi

    29/01/2016 alle 09:42

    I colletti bianchi non sono criminali, ma silenti complici dei criminali. Personalmente reputo il criminale un deviato psichico, mentre il saggio, colto e apparentemente bonario colletto bianco mi fa ancora più orrore.

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