“Coffrini vattene” Allarme ndrangheta a Brescello: il Pd rompe gli indugi e chiede le dimissioni del sindaco

16/1/2016 – “Coffrini vattene”. Dopo lungo tentennare, la segreteria del Pd di Reggio Emilia chiede le dimissioni immediate, “urgenti e inevitabili” del sindaco di Brescello Marcello Coffrini.

La”bomba” è deflagrata oggi pomeriggio con un comunicato ufficiale dell’esecutivo provinciale del Partito Democratico. Una reazione a catena innescata dall’intervista al Carlino Reggio in cui Coffrini ha detto di aspettarsi una richiesta discioglimento pere mafia del consiglio comunale, ma di non avere la minima intenzione di dimettersi.

Marcello Coffrini a Firenze sfoggia il pass per il palco vip della Leopolda

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Il  Pd sottolinea che la minaccia di ricorsi al Consiglio di Stato “è decisamente grave a lavori della Commissione ancora in corso”. E rileva: “Non si rende conto  che il problema non è “legale”, ma di “legalità”: E’ evidente che questi mesi non sono serviti al sindaco Coffrini a comprendere davvero la gravità delle sue affermazioni di un anno fa”.

Ora si tratta di convincere i consiglieri comunali che gli avevano confermato la fiducia. Ma la sorte di coffrini, questa volta sembra segnata: in serata una breve nota del Direttivo Pd di Brescello, annuncia di allinearsi alla segreteria provinciale, anche se vi sono dei recalcitranti: “Il direttivo del Pd di Brescello, premesso che le valutazioni espresse inerenti la figura del sindaco Marcello Coffrini si riferiscono al piano politico e amministrativo e non personale, sottoscrive a larga maggioranza il contenuto del documento della segreteria provinciale del Pd”.

E’ chiaro che il Pd avverte un giudizio negativo della Commissione di accesso che per sei mesi ha spulciato carte, appalti , assunzioni, determine del comune di Brescello. E ha deciso di togliere ogni copertura politica a Coffrini che – sottolinea il partito – “non è iscritto al Pd”. E già si prepara alle elezioni anticipate, il male minore rispetto al profilarsi di uno scandalo politico nazionale.

COFFRINI, DIMISSIONI URGENTI E INEVITABILI: IL COMUNICATO DELL’ESECUTIVO PROVINCIALE DEL PD

“Abbiamo letto l’intervista “Io non mi dimetto, difendo il paese” di Coffrini, pubblicata il 14 gennaio dagli organi di informazione locale, riteniamo che sia giunto il momento, da parte del sindaco di Brescello, di rendersi conto che se vuole difendere davvero il paese, le sue dimissioni sono urgenti ed inevitabili.Le sue ultime affermazioni sono inaccettabili: minacciare sin da subito i ricorsi fino al Consiglio di Stato, a lavori della Commissione ancora in corso è decisamente grave. Alla Commissione o al Prefetto il sindaco deve rispetto e collaborazione, non la minaccia di una battaglia legale a prescindere. E’ evidente che questi mesi non sono serviti, al sindaco Coffrini, a comprendere davvero la gravita delle sue affermazioni di un anno fa.
Coffrini probabilmente non si rende conto che il problema non è “legale”, ma “di legalità”. Leggiamo in quella dichiarazione un’intervista da avvocato e non da sindaco.

Com’è noto, Marcello Coffrini non è iscritto al PD. Chiediamo comunque le sue immediate dimissioni da Sindaco di Brescello e coerentemente, diciamo agli esponenti dell’amministrazione di togliere ogni forma di sostegno.

Rinnoviamo il nostro pieno supporto al lavoro della Commissione, che noi stessi avevamo invocato già nel marzo scorso.

Sappiamo che per Brescello sia un momento difficile, storico. E siamo convinti che separare il suo destino da chi non è più in grado di rappresentare il paese con l’autorevolezza necessaria sia fondamentale per il suo bene. Vogliamo dire ai brescellesi che qualunque sia l’esito dei lavori della Commissione – che, lo sottolineiamo, proseguirebbero secondo la legge anche dopo le dimissioni del sindaco – l’impegno del Partito Democratico è quello di riconsegnare a loro una fase nuova, scevra da dubbi e da incertezze, lontana dalle polemiche e dalle strumentalizzazioni che rendono non sereno il clima per i cittadini, le istituzioni locali e le persone che vi lavorano. Serve coraggio. Da una ritrovata condizione di serenità e chiarezza potrà partire una ancor più incisiva lotta alla ‘ndrangheta. Insieme ce la faremo”. Esecutivo provinciale Pd

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3 risposte a “Coffrini vattene” Allarme ndrangheta a Brescello: il Pd rompe gli indugi e chiede le dimissioni del sindaco

  1. Il dubbio Rispondi

    17/01/2016 alle 17:04

    Il Pd messo alle strette si scrolla di dosso il male minore. Con il senno di poi è piuttosto interessante rileggere in rete le dichiarazioni di tutti quei politici e personaggi dell’antimafia che si erano schierati a difesa dell’indifendibile Brescello.
    Per primi quelli che per anni hanno sostenuto che la mafia non c’era, o se c’era dava segnali così sfumati ed inconsistenti da rendere impossibile una sua precisa collocazione geografica sul territorio della nostra provincia. Ciconte per primo, ma anche il procuratore Grandinetti e i vari politici del Pd, per decenni, dunque, non si sono mai accorti di nulla? Possibile che affari per milioni e milioni di euro, non abbiano mai dato prima nell’occhio? Possibile che appalti e subappalti, compravendita di terreni e altre concessioni di competenza dei comuni o della Provincia, non abbiano mai sollevato la minima perplessità? Possibile che dai direttori di certi istituti bancari, da certi commercialisti e avvocati nessuno si sia mai accorto di nulla?

  2. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    18/01/2016 alle 10:58

    L’insediamento delle ‘ndrine in Emilia e in particolare nella mia provincia, Reggio, è evidente da almeno trent’anni.
    La Procura della Repubblica che ha fatto? I vari procuratori succedutisi? Non credo che convenga loro fare gli offesi e invocare il rispetto formale dell’istituzione Procura. Quale fiducia e rispetto dovrebbero sentire i cittadini emiliani? E l’Arma dei carabinieri, e la Polizia di Stato, e la Guardia di Finanza, hanno mai omesso nulla?
    Qualche illuminato funzionario statale ha obiezioni intelligenti da fare?
    Saluti sconfortati da un ex cittadino italiano (mi sono dimesso da tempo da questo Stato criminogeno, corrotto e massone…)
    Alessandro Raniero Davoli

  3. Umberto G. Rispondi

    20/01/2016 alle 06:37

    La Masini diceva : NON C’È MAFIA , SENZA IDONEO SUBSTRATO……e questa prima parte della frase era corretta! Quindi certi uffici,non hanno mai avuto neppure il sentore del substrato ! Ronf. …..ronf. , ..ronf. ..

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