La destra in piazza fa imbufalire e dividere la sinistra

15/1/2016 – La sinistra reggiana cerca di ricompattare la propria  base di consenso politico chiamandola a raccolta nel nome dell’antifascismo: il pretesto, che cade a pennello, è la manifestazione della destra reggiana in programma sabato mattina  in piazza Martiri del 7 luglio. Manifestazione, come spiegano inutilmente da giorni i promotori e anche non pochi esponenti antifascisti, che non ha niente a che fare con il fascismo e lo squadrismo, ma è centrata da un lato sulla critica al potere di 70 anni di sinistra, e dall’altro sulla situazione di “libertà vigilata” in cui di fatto si trovano gli oppositori politici nel reggiano (il caso dell’inchiesta della procura nei confronti di Manuel Negri è, in proposito, eclatante).

Nell’appello dei promotori non compare il minimo riferimento al fascismo, vecchio e nuovo, ma poco importa. L’occasione politica è troppo ghiotta per far risalire l’asticella del gradimento in un momento in cui il disincanto dei cittadini ha raggiunto e superato i livelli di guardia.

Prova ne sia la decisione del Pd, dopo la sparata del segretario Costa sui “fascisti assassini” di mobilitare i propri uomini delle istituzioni. Il presidente della Provincia Giammaria Manghi annuncia che sarà  al presidio del “coordinamento antifascista” in piazza Prampolini, affermando  fra l’altro che “non possiamo accettare silenziosamente che si scandiscano slogan del primo squasdrismo”.

 Andrea Capelli ha comunicato che il gruppo consiliare del  Pd aderisce e partecipa al presidio di Anpi, Partito Democratico e Cgil in piazza Prampolini  invitando “gli altri gruppi consigliari, che spesso si sono dichiarati a parole antifascisti, aderiscano e partecipano attivamente alla manifestazione”.

Tuttavia le divisioni del fronte sono palpabili: l’Anpi con Antonio Zambonelli ha preso le distanze dal corteo promosso dal centro sociale Aq16 (partenza alle 10 di domattina da porta Santa Croce, e arrivo in piazza Gioberti con ben tre ore di sfilata in città), al quale però partecipano Sel e la Fiom di Landini, mentre la Cgil è in piazza Prampolini. Sel ha dato l’adesione  a entrambe le manifestazioni anti-destra.

Non ha caso il segretario generale della Fiom reggiana Sergio Guaitolini intervenuto per smentire le notizie di divisioni tra Fiom e Cgil (ma allora perchè aderiscono a due manifestazioni diverse?) avvertendo che il sindacato dei metalmeccanici lavora per “una piazza unica” e che comunque al termine del corteo di Aq16,  raggiungerà il presidio di piazza Prampolini.

Sul fronte della destra, mentre fervono i preparativi organizzativi e si spera vivamente che il corteo di Aq16 sti ben lontano da piazza Martiri, continuano a registrarsi interventi a sostegno della mobilitazione e per stigmatizzare il tentativo di ghettizzare la destra.

Pietro Negroni

Pietro Negroni

Pietro Negroni, il primo ad aver proposto la manifestazione dopo il caso Negri, accusa il sindaco Luca Vecchi di avere “alzato il livello della tensione a soglie che non si vedevano da trent’anni almeno”, mentre Alessandro Aragona di Fratelli d’Italia parla di “polemica pretestuosa, creata ad arte, utile, al momento, a spostare l’attenzione da problemi che imbarazzano l’amministrazione comunale di fronte all’opinione pubblica” e, a proposito diAq16, afferma che “Fratelli d’Italia non accetta lezioni di libertà dagli amici dei brigatisti”.

In definitiva, sabato mattina saranno 4 le manifestazioni nel centro di Reggio: quella promossa da un nutrito gruppo di esponenti della destra, davanti alla Banca d’Italia; il corteo di Aq 16, Fiom, Arcigay Gioconda, Sel e numerose altre sigle; il presidio del coordinamento antifascista con Anpi, Pd e Cgil in piazza Prampolini; il presidio della Lega Nord in piazza Fontanesi.

GIAMMARIA MANGHI

“Sarò in piazza Prampolini per testimoniare il mio impegno e quello di tutta la Provincia a mantenere alta l’asticella dell’attenzione nei confronti dei nuovi estremismi di destra” ha dichiarato il presidente Manghi – Non si tratta di negare ad alcuno la libertà di parlare o di manifestare, quanto di ribadire che questo territorio ha già scelto da tempo la via della democrazia, della libertà per tutti e della solidarietà e non intende in alcun modo tornare indietro né abbassare la guardia. Non possiamo accettare silenziosamente che a Reggio Emilia nel 2016 si scandiscano slogan del primo squadrismo, alimentando l’odio di parte. Reggio Emilia dice no, dagli Appennini al Po, al fascismo, all’esclusione sociale e all’odio del diverso”. Gianmmaria Manghi , presidente della Provincia.

ANDREA CAPELLI

“Desidero ringraziare il comitato per aver organizzato la manifestazione di Sabato mattina e desidero anche manifestare l’adesione e la partecipazione di tutto il Gruppo Consiliare del Partito Democratico che siede in Sala del Tricolore, dove ogni lunedì ci riuniamo sotto la Medaglia d’Oro della Resistenza, che è appesa al gonfalone del nostro Comune proprio in Sala del Tricolore. Auspichiamo infatti che tutti gli altri gruppi consigliari, che spesso si sono dichiarati a parole antifascisti, aderiscano e partecipano attivamente alla manifestazione”. Andrea Capelli, capogruppo Pd consiglio comunale Reggio Emilia .

PIETRO NEGRONI

Luca Vecchi è primo cittadino da un anno e otto mesi e da allora ha brillato, con tutta la sua “splendida” Giunta, per inanità, per il vuoto spinto della sua “azione” amministrativa. Oramai persino il Consiglio comunale – per la prima volta nella storia di Reggio – si riunisce solo ogni tanto… a tal punto è inerte l’attuale amministrazione. In questo quadro, dev’esser stata per lui una doccia gelata, un tremendo risveglio dal sonnellino che da quasi due anni sta schiacciando nella stanza dei bottoni di questa città, il vedere che esiste un’opposizione, di nuovo talmente forte e coesa da scender in piazza a contestarlo. Lo immagino domandarsi, schiacciato dal peso della sua inattività, cosa potrebbe rispondere ad una qualsiasi delle molte critiche che da quella piazza potrebbero venirgli rivolte, quale opera potrebbe indicare come esempio caratterizzante del suo “lavoro”, giunto ad un terzo del suo mandato. L’ansia crescente, il sudore, il panico… poi la facile soluzione: per zittire chiunque sia meno che di sinistra in queste terre è sempre bastato urlare “FASSSISTA” .
Tanto però non è bastato – siamo nel 2016! – a cancellare una manifestazione legittima, né a spostarla come pretendevano, né basterà a zittirci: quelli che lei, assieme al segretario del suo partito ed alle vostre usuali “cammellate”, avete provato a derubricare al rango di squadristi, rappresentano tutte le generazioni della destra reggiana, persone che non solo non hanno mai fatto violenza per motivi politici, ma che per anni  in queste terre ne hanno subite, sempre restando fedeli a sé stessi e rispondendo ai soprusi, alle minacce, alle auto bruciate, alle gomme tagliate… con splendidi esempi di democraticità ed apertura al dialogo. Non certo basteranno le vostre irresponsabili,
aberranti, false, pretestuose, offensive e pericolose accuse, i vostri alti lai, il clima di assurda tensione che avete creato ad arte e che mette a rischio l’intera città che lei dovrebbe in teoria amministrare, a cancellare e riscrivere la nostra identità, a farci passare per quel che nei fatti e negli anni abbiamo dimostrato di non essere.
All’inverso, il fatto che lei – pur di armare quel “fuoco di controbatteria” nella speranza di zittirci e disperderci prima di trovarsi costretto a risponderci – sia stato disposto, con accuse folli, ad alzare il livello di tensione a soglie che non si vedevano da trent’anni almeno, che non abbia esitato a metter così a rischio non solo la nostra incolumità, ma a metter a rischio l’intera città, la qualifica esattamente per quel che vale come pubblico amministratore”.
Pietro Negroni, Ideatore della manifestazione “Libertà ed Orgoglio della Destra a Reggio Emilia”

SERGIO GUAITOLINI (FIOM)

“Dopo  quanto appreso dai giornali di  questa  mattina  15  gennaio  che strumentalizzano arbitrariamente la
partecipazione   della   Fiom   alla  manifestazione  cittadina  di  domani
fomentando  divisioni  all’interno del sindacato anche laddove non ci sono,
ritengo necessario precisare che non vi è alcuna “divisione” o “spaccatura”
tra Cgil e Fiom della Camera del Lavoro di Reggio.
L’adesione  della Fiom al corteo dei centri sociali nasce dall’idea che sia
importante  che  tutte  le  aree  della  sinistra  si battano contro questo
revisionismo  fascista  che  sta  riemergendo  nel  nostro Paese. E che sia
necessario  unire  le  voci  e  non  dividerle, soprattutto su un tema così
importante.  Noi  lavoriamo  per  un  trait d’union che porti ad una piazza
unica  e  ribadiamo  che i partecipanti della Fiom che sfileranno in corteo
confluiranno in ogni caso in Piazza Prampolini per partecipare insieme alla
Cgil al presidio che si terrà di fronte al Municipio”. Sergio Guatolini, segretario generale della Fiom di Reggio Emilia

ALESSANDRO ARAGONA (FRATELLI D’ITALIA)

“Senza nulla voler aggiungere a quello che è già stato ampiamente esposto negli ultimi giorni da illustri esponenti della destra reggiana, mi limito a rilevare come sia deprimente e desolante l’enfasi che il PD locale ha voluto dare alla manifestazione della “Destra” reggiana del 16 gennaio. Di fronte alla disgregazione del tessuto sociale derivante anche dal crollo del sistema cooperativo da anni vanto delle amministrazioni di sinistra, di fronte al progressivo radicarsi della criminalità organizzata nel tessuto economico-finanziario dei nostri territori, di fronte all’ennesimo scandalo riguardante un istituto di credito risultato ancora una volta “banca di partito” finalizzata al perseguimento di interessi di amici e “faccendieri” vicino alla sinistra, è scandaloso rilevare che la priorità del sindaco Vecchi e dei dirigenti locali del PD è limitare la libertà di espressione e di manifestazione di liberi cittadini. 

Alla luce di ciò, non stupisce il fatto che le statistiche mostrano Reggio Emilia crollare in tutti gli indicatori di benessere e sicurezza e che lo stesso sindaco Vecchi vede calare progressivamente il proprio consenso. Questo perché tutti gli sforzi e tutte le energie del sindaco e del Pd reggiano non sono finalizzati al perseguimento dell’interesse generale, ma a “ricompattare” le proprie truppe contro nemici immaginari meramente per fini di bassa politica locale.

È evidente, a questo punto, che si tratta esclusivamente di una polemica pretenziosa, creata ad arte, utile, al momento, a spostare l’attenzione da problemi che imbarazzano l’amministrazione comunale di fronte all’opinione pubblica. La deflagrazione di suddette problematiche, però, appare solamente rimandata. 

Infine, ribadisco agli esponenti di SEL e ai “parassiti” dell’AQ16 che Fratelli d’Italia non è disposta ad accettare lezioni di libertà dagli “amici” dei brigatisti che, ancora oggi, vengono ospitati, spesso a spese dei contribuenti, in vergognosi convegni che offendono in maniera indelebile la memoria delle vittime degli “anni di piombo” (non da ultima la mostra del brigatista Loris Tonino Paroli ad Albinea lo scorso mese). 

In quell’ambito, se cercheranno bene, gli esponenti della sinistra reggiana potranno trovare i veri “assassini”, non sabato in Piazza Martiri del 7 luglio. Alessandro Aragona, rappresentante del Comune di Reggio Emilia di Fratelli d’Italia-A.N.

 

“Dopo  quanto appreso dai giornali (Gazzetta di Reggio e Resto del Carlino)
 L’APPELLO DEL COORDINAMENTO ANTIFASCISTA

“E’ organizzata per sabato mattina dalle ore 10:00 alle ore 13:00 una manifestazione del Coordinamento Antifascista di Reggio Emilia in risposta al rigurgito delle destre reggiane che manifesteranno contemporaneamente in piazza Martiri del 7 Luglio. Una delle piazze simbolo dell’antifascismo reggiano, che continuano a chiamare “Piazza Cavour” negando così simbolicamente l’eccidio del 1960 .

Quella di Piazza Prampolini vuole allora essere una contromanifestazione che nasce dalla considerazione che i contenuti espressi da questa vecchia e nuova destra, che non teme l’appellativo di “fascista” anzi se ne fa fregio,  siano gravi e smaccatamente denigratori, specie nei confronti della Resistenza e dei partigiani. Sono contenuti dal carattere provocatorio di una destra  che non ha nulla a che vedere con una destra democratica ed istituzionale.

Saremo in piazza con la volontà di affermare l’inopportunità di concedere Piazza Martiri del 7 Luglio per una simile messa in scena, perché i luoghi assumono un significato collettivo e quella è la piazza dei lavoratori e dei partigiani uccisi nel 1960 in tempo di pace. Quella piazza, in una città Medaglia d’Oro per la Resistenza come la nostra, ha una memoria che parla ancora oggi al presente”.

Il Coordinamento Antifascista composto da Anpi, Anppia, Arci, Associazione reggiana per la Costituzione, Cgil, Filef, Inziativa Laica, Istituto cervi, Istoreco, Partito Comunista d’Italia, Partito Democratico, Rifondazione Comunista e Sel, 

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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    15/01/2016 alle 13:57

    Dal PD e dai suoi supporters che hanno organizzato la contromanifestazione, rilevo la persistente inqualificabile tracotanza degli esponenti della sinistra “democratica” di ostacolare, nel modo più spregevole, coloro che, non allineati alla sinistra, organizzano manifestazioni pubbliche nel rispetto delle norme vigenti. Le dichiarazioni del Sindaco e del segretario del PD, relative alla manifestazione in questione, che richiamano il clima del primi anni del dopoguerra, sono provocatorie, vergognose e offensive per chi liberamente vorrà partecipare. Relativamente al Gruppo Consiliare del PD, del Comune capoluogo, che auspica la partecipazione dei Gruppi Consiliari di opposizione alla contromanifestazione, mi permetto di rammentare il tipo di “libertà e democrazia” della sinistra: in occasione della recente Mozione per l’intitolazione di una strada al Beato Rolando Rivi, il Gruppo Consiliare del PD, per poterla votare, ha voluto che nel testo fosse tolto il riferimento all’identità, accertata da tre sentenze di condanna, dei barbari assassini “ucciso dai partigiani comunisti nel triangolo della morte”.

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