Vecchi vive in una casa comprata da un imputato per ndrangheta
Il rogito e la ricostruzione della vicenda

di Pierluigi Ghiggini

23/1/2016 – Nel maggio 2012 Maria Sergio, moglie del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, ha comprato in regime di separazione dei beni una casa di ampia metratura, nell’ambito di un casolare ristrutturato a Masone, per la somma di 242 mila euro “al grezzo” (cioè da allestire con pavimenti, infissi etc). In questa casa, come emerge da documenti pubblici, vivono stabilmente il sindaco e sua moglie. Maria Sergio, ex dirigente dell’urbanistica del Comune di Reggio, incarico ricoperto per dieci anni dal 2004, quando si insediò la prima giunta Delrio, al 2014, attualmente è dirigente del settore pianificazione e trasformazioni edilizie del comune di Modena.

 

Ilsindaco Luca Vecchicon l'ex prefetto antimafia Antonella De Miro, oggi prefetto di Palermo

Ilsindaco Luca Vecchicon l’ex prefetto antimafia Antonella De Miro, oggi prefetto di Palermo

Questa casa di via Grassi a Masone , accatastata in categoria A/7 con la consistenza di 9,5 vani, è stata acquistata dalla M & F General Service srl, con sede a Reggio Emilia in via Saragat n, 15/E, di cui è amministratore unico Francesco Macrì, 44 anni, nato a Crotone il 28 agosto 1971 e che risulta come venditore e firmatario del rogito con la Sergio Vecchi in data 17 maggio 2012 davanti al notaio Cecilia Casasole.

Il costruttore Francesco Macrì è la stessa persona arrestata nel blitz Aemilia contro la ndrangheta di Reggio Emilia del 28 gennaio 2015 e posta agli arresti domiciliari come misura coercitiva disposta dal Gip di Bologna per l’accusa di concorso in reimpiego di beni illeciti in attività lecite, con l’aggravante di aver favorito l’associazione mafiosa. Ora è in attesa del processo.

Macrì, secondo l’accusa formulata dalla Dda, avrebbe fatto da prestanome ai fratelli Vertinelli di Montecchio (coinvolti in pieno nell’inchiesta sul clan Grande Aracri, finiti in carcere e colpiti da sequestri preventivi per milioni di euro): “In qualità di amministratore unico nonché socio di maggioranza della società Il Cenacolo Srl metteva a disposizione delle organizzazioni mafiose la predetta società, acquisendo la formale gestione del ristorante Il cenacolo del pescatore di Calerno, al fine di favorire gli scopi delittuosi dell’associazione». Fatto commesso in “data successiva e prossima al mese di aprile del 2012”. L’acquisto dalla casa da parte di Maria Sergio, che era dirigente numero 1 del settore urbanistico di Reggio Emilia, avviene un mese più tardi. In quel periodo il sindaco di Reggio emilia era Graziano Delrio, mentre Luca Vecchi era capogruppo consiliare del Pd.

Maria Sergio

Maria Sergio

Secondo i magistrati dunque Macrì, che attualmente è in attesa di giudizio,  sarebbe stato un prestanome dei Vertinelli, i quali avrebbero utilizzato il ristorante “quale forma di impiego di denaro proveniente dal delitto di cui all’articolo 416 bis del codice penale relativo all’associazione a delinquere di stampo mafioso Grande Aracri di Cutro e della ‘ndrina emiliana”. Il Cenacolo è stato sequestrato più volte, ed è il ristorante dove alcuni mesi fa l’associazione Libera è andata a festeggiare con una cena i risultati dell’operazione Aemilia.

Dopo l’acquisto e il completamento della casa, i coniugi Vecchi sono andati ad abitare nella casa di Masone acquistata “al rustico” da Macrì. Ma non risulta che il sindaco di Reggio, dopo l’arresto del venditore, abbia reso nota la situazione al consiglio comunale e all’opinione pubblica, come invece avrebbe dovuto fare.

L’acquisto della casa di Masone da parte di Maria Sergio fu formalizzato con un puntiglioso atto notarile di una ventina di pagine del 7 maggio 2012, nel quale viene descritto minuziosamente lo stato del bene al “grezzo” su un’area edificabile di 2 mila 883 metri quadrati acquistata a suo tempo dalla M &F  General Service di Francesco Macrì e quindi ristrutturata grazie alle varianti rilasciate dal comune di Reggio.

Parte dell’immobile, si legge nel rogito,  è stato poi rivenduto alla Sergio al prezzo di 242 mila euro al grezzo, che ha acquisito “la piena ed esclusiva proprietà su una abitazione civile del tipo bifamiliare ed accessori, edificata allo stato grezzo”. Col rogito il venditore Macrì si è impegnato anche a garantire “gli allacci degli impianti alla rete gas, acqua, energia elettrica, telecom o simili“.

Da notare che la compravendita sembra la  fotocopia dell’acquisto di una villa, sempre al rustico ma per la cifra mezzo milione di euro, realizzato a metà 2011 dall’ex provinciale segretario del Pd Roberto Ferrari, che ora è nel gabinetto dell’assessore regionale Palma Costi: il venditore in quel caso fu il costruttore Nucera, al quale il Comune di Fabbrico approvò importanti piani particolareggiati e che poi è rimasto coinvolto come presunto camorrista  del clan dei Casalesi nell’inchiesta sul “cerchio magico” di Michele Zagaria.

La storia della casa acquistata da Macrì, venuta a galla nella serata di ieri, è una “bomba” senza precedenti che deflagra in comune e in Sala del Tricolore. Anche se alcune informazioni a carico di Maria Sergio erano emerse nella famosa “lettera del corvo” circolata alla vigilia delle elezioni del 2014, non era mai accaduto che l’ombra della ndrangheta lambisse così da vicini i massimi vertici dell’amministrazione reggiana.

Certamente Maria Sergio comprò l’abitazione due anni e mezzo prima del coinvolgimento di Macrì nell’inchiesta Aemilia, ma Luca Vecchi ha tenuto nascosta la circostanza al consiglio comunale.

Si sa che il Movimento Cinque Stelle, a livello nazionale, ha deciso di chiedere le dimissioni immediate diLuca Vecchi

 

 

 

 

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10 risposte a Vecchi vive in una casa comprata da un imputato per ndrangheta
Il rogito e la ricostruzione della vicenda

  1. alberto Rispondi

    23/01/2016 alle 10:44

    Ci hanno fatto una testa così sulla trasparenza, sul tenere alta la guardia, e sulla questione della schiena dritta e poi fingono di essersi distratti su questioni così lampanti?
    Certo che se Vecchi non fosse un burocrate, per di più sindaco, revisore dei conti di non so quante altre società, ma solo un povero lustrascarpe che si legge i quotidiani un paio di volte all’anno, che non sa di mafia, di politica, di appalti e di arresti, certo che sarebbe da compatire. Ma Vecchi non è un lustrascarpe, non ricama violette a punto pieno, non è il passacarte addetto alle fotocopie e alla consegna del caffè, non è l’usciere dei palazzi della politica.
    Vecchi è l’ombra di Delrio, è il fedelissimo del Pd e del sistema coop, è l’uomo del Tricolore che per anni si è affiancato agli eroi dell’antimafia per passerelle, convegni e manifestazioni che oggi suonano di ridicolo.
    Il comune di Reggio nel 2011 paga profumatamente Ciconte, per la relazione sulle infiltrazioni mafiose a Reggio Emilia e poi sia Delrio, che Vecchi, non sanno con chi si mettono a braccetto? Uno non sa di essere in processione nel paese del boss, l’altro non ricorda di aver fatto affari con un prestanome di un altro pezzo grosso della cosca. E infine pure l’altro gentleman di Brescello, così gentile da definire il capomafia come persona educata e perbene.

    • Il torbido Rispondi

      23/01/2016 alle 12:06

      Trasparenza scrive Lei, Gentilissimo Alberto ?
      Bella parola, purtroppo anche in questo caso abusata, ridotta a’spot’. Trucchetto da prestidigitatore di quarta categoria…
      Un trucco per ‘sembrare più buoni’.
      L’apparenza inganna e depista. Si sa.
      Si tratta di acqua marce. Non bonificabili.
      Beati (o beoti) i coglioni che, torbidamente, continuano a crederci.
      Siete una massa di buffoni neppure riciclabili.

  2. waterboy Rispondi

    23/01/2016 alle 10:59

    in effetti è strano che il Sindaco abbia comprato casa da un costruttore edile, doveva certamente rivolgersi ad un fruttivendolo….

    • Pierluigi Rispondi

      23/01/2016 alle 11:10

      E poi perchè tanto scandalo se non ha detto niente quando è esplosa l’operazione Aemilia? C’è la privacy o no? Ma via…

  3. Mario Guidetti Rispondi

    23/01/2016 alle 14:41

    Sono francamente perplesso e mi chiedo: “in una città praticamente costruita da imprese calabresi, chi non ha comprato da loro ?”. Mi sono affrettato ad una auto-verifica. La mia abitazione è stata costruita in cooperativa nel 1985 da una impresa reggiana, ergo sono assolutamente tranquillo. Quando venni eletto in Circoscrizione (era il 1985) vendetti un terreno agricolo (a prezzo agricolo) a San Bartolomeo per “evitare chiacchiere o ” Sono quindi doppiamente tranquillo. Detto questo, non mi sento di dare la croce addosso al sindaco Vecchi che, fino a prova contraria, ha acquistato da una impresa che a quel momento, come tante altre, non mi sembra fosse chiacchierata. Se lo si vuole colpire per motivi politici, ebbene, gli strumenti della democrazia sono altri. In ogni caso, mai come in questi momenti occorre tenere alta la guardia per contrastare l’infiltrazione della ‘ndrangheta sul territorio e tutti bisogna impegnarci perchè il processo Aemilia si tenga a Reggio. Tutti dobbiamo essere vicini agli Inquirenti ed alla Forze dell’Ordine che hanno dimostrato che la barbarie della criminalità economica può e deve essere sconfitta. Per cambiare argomento ma per restare sempre sul tema della criminalità e della crisi economica: “siamo certi che Reggio sia immune dall’odioso fenomeno dell’usura, vero strozzinaggio dei malcapitati che ne restano vittime?” Ma questa è un’altra storia della quale, speriamo di non doverne scrivere…

  4. Giuseppe Fico Rispondi

    23/01/2016 alle 15:27

    Non capisco tutto questo casino per aver comprato casa da un’impresa che “dopo 3 anni” salta fuori che il titolare e indagato per mafia. A suo tempo Vecchi era capogruppo mica il capo della DDA.

  5. Ghiggio Carissimo.. Rispondi

    24/01/2016 alle 09:25

    Non capisco non capisco non capisco…
    perché tu come me, e pochi altri non decelebrati e persone oneste fino al midollo, ci facciamo ‘tutte queste domande’..
    Chissà…
    Forse perché abbiamo un cervello funzionante e non facilmente VENDIBILE?
    Ah…la crassa e grassa materia…quanti danni neuronali che fa..
    :))

    abbracci

  6. Gabriella Messori Rispondi

    24/01/2016 alle 12:04

    Non c’e niente di strano ,tutto le imprese erano Calabresi di Cutro, sono rimasta in provincia di Modena per più di 20 anni quando sono ritornata mi sono stupita e mi sono chiesta il perchè ,in tutti i restauri pubblici vedevo solo muratori Cutresi. Mi sono chiesta ma le imprese storiche Reggiane , non vincono mai!!!!!!

    • Gentile Signora.. Rispondi

      25/01/2016 alle 09:00

      “Non c’è nulla di strano”.
      Le imprese reggiane perdono sempre.
      Anche in Tribunale..pensi un po’…
      Saluti.

  7. il teorema di Pitagora Rispondi

    24/01/2016 alle 15:26

    In effetti non si capisce un fico.

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