Il sindaco di Reggio chiama alle barricate contro la destra in piazza: “Giusto reagire alla provocazione”

10/1/2016 – Tira aria di scontro fisico per impedire alla destra reggiana di scendere in piazza sabato 16 gennaio  “contro i 70 anni di strapotere della sinistra” e per difendere il consigliere reggiolese Manuel Negri dalla Procura di “concorso morale” (praticamente un reato di opinione) per il blitz anti-immigrati davanti alle sedi del Pd.

Sinistra Italia (ex Sel) e il centro sociale Aq16, spalleggiati da Carc, movimenti antagonisti e gruppi mobilitati da fuori città,  annunciano una contro-manifestazione con corteo per “cacciare i fascisti da Reggio”. Intenzioni bellicose che hanno ricevuto un via libera indiretto ma politicamente chiaro dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.

In una dichiarazione di fuoco dettata alla Gazzetta di Reggio, il primo cittadino afferma che “di fronte alla stupida provocazione è sano reagire con indifferenza, ma quando la provocazione tocca certe corde è opportuno reagire con il richiamo dovuto. Ce lo ricordava fra gli altri Sandro Pertini. Quella manifestazione evoca anni e valori per noi inconcepibili”.

Più prudente il presidente della provincia Giammaria Manghi che, pur condannando la manifestazione “fascista”, invita a non cadere nella “becera provocazione”. Praticamente un invito a non buttare benzina sul fuoco conro-manifestazioni,  segno che qualcuno con la testa sul collo c’è ancora, persino a sinistra.

Probabilmente la “chiamata alle armi” antifascista mira a costringere i responsabili dell’ordine pubblico a non autorizzare la manifestazione  in programma nella mattinata di sabato in piazza Martiri del 7 Luglio, davanti alla Banca d’Italia. Circola notizia che il problema verrebbe affrontato in un vertice tra Prefetto, Questore e sindaco di Reggio.

Certo che sarebbe paradossale l’annullamento o lo spostamento del flash mob per motivi di ordine pubblico: impedire alla destra di manifestare in piazza sarebbe la conferma che a Reggio Emilia le libertà costituzionali sono di fatto sospese. E questo non sarebbe fascismo?

In realtà “le barricate” che evocano il 7 luglio ’60, tanto restare in tema, vengono proclamate contro una iniziativa politica indetta per difendere l’agibilità politica della destra, contro il sistema di potere della sinistra e per la verità sui delitti di matrice comunista nel dopoguerra: non una parola viene pronunciata sul fascismo. Non è credibile che a spaventare il sistema siano le firme di attempati ex esponenti del Msi. Piuttosto è la  conferma che l’antifascismo viene usato a sinistra come “richiamo della foresta” per tenere insieme un sistema politico e di consenso messo piuttosto male.

Non mancano repliche sdegnate da chi ha aderito alla manifestazione di sabato. Marco Montipo’, già coordinatore  del Pdl nella zona ceramiche, afferma:”Liquidare questo evento come fascista è vergognoso, partecipano infatti dai partiti tradizionali come fratelli d’Italia a Forza Italia, dalle associazioni storico culturali a liberi cittadini”. Una mobilitazione “per un diritto sacrosanto, la libertà di opinione e di espressione, l’orgoglio di avere una storia (quella di destra) e volerla tramandare in una realtà (quella reggiana) in cui essere di destra è “rischioso”, vuol dire avere tutto da perdere”.

IL SINDACO LUCA VECCHI: “GIUSTO REAGIRE, PROCLAMI ABERRANTI CHE RICHIAMANO ANNI INCONCEPIBILI”

“Leggo al termine di una bella iniziativa a Casa Cervi i proclami aberranti di un gruppo di destra estrema che si accinge a manifestare a Reggio, Reggio città medaglia d’oro della Resistenza – ha dichiaratoil sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, alla Gazzetta di Reggio – i 70 anni che abbiamo alle spalle sono anni di libertà per tutti i cittadini grazie all’antifascismo. Non abbiamo la memoria corta, avesse prevalse il nazifascismo ci sarebbero stati solo morti, rastrellamenti e persecuzioni. Nessuna democrazia, nessuna libertà di espressione nè dignità umana.

La credibilità  delle istituzioni dipende da tanti fattori, in primo luogo dalla competenza da chi amnministra la cosa pubblica, ma dipende anche e soprattutto dalla consapevolezzaverso la storia e la memoria. Le nostre istituzioni sono tali perchè figlie del senso profondo di una lunga storia. Che le destre combattano politicamente la sinistra aggiunge Vecchi – è naturale, che ciò avvenga con manifestazione che richiamano ed evocano momenti drammatici dell’Italia e dell’europa è però inaccettabile.

Di fronte alla stupida provocazione è sano reagire con indifferenza, ma quando la provocazione tocca certe corde è opportuno reagire con il richiamo dovuto. Ce lo ricordava fra gli altri Sandro Pertini. Quella manifestazione evoca anni e valori per noi inconcepibili. Quella piazza è intitolata ai martiri del 7 Luglio perchè lì è successo qualcosa di ben preciso e molto grave” E conclude: “Sull’antifascismo Reggio ha la schiena dritta e non concede spazi di mistificazione a nessuno“.

GIAMMARIA MANGHI: “REGGIO NON CADRA’ NELLA BECERA PROVOCAZIONE”

“È veramente triste constatare come ancora oggi, nonostante quello che la storia del passato e la drammatica attualità dell’oggi ci insegnano,  ci sia ancora chi propugna slogan antiquati e, soprattutto, cerca in modo provocatorio di acuire tensioni- ha dichiarato ieri sera il presidente della Provincia Giammaria Manghi
Nessuno vuole ovviamente togliere il diritto alla destra di manifestare il proprio pensiero e di contestare politicamente la sinistra. Ma farlo con slogan tanto stantii quanto aberranti e con pubbliche manifestazioni in una piazza che è stata teatro della più grave tragedia che Reggio abbia vissuto dal Dopoguerra in poi, è davvero sconcertante.
Proprio oggi all’Istituto Cervi ho preso parte a una bella iniziativa sulla necessità di mantenere ben salda nelle istituzioni la barra dell’antifascismo. Le nostre istituzioni, la nostra comunità sono fortemente e convintamente antifasciste e democratiche. Lo dice la storia della nostra Resistenza, lo dice la storia della Reggio repubblicana. Per questo non ho dubbi che Reggio Emilia non cadrà nella trappola di questa becera provocazione”.

MARCO MONTIPO’: “VERGOGNOSO DEFINIRE FASCISTA LA MANIFESTAZIONE DI SABATO. CHIEDERE E PRETENDERE LIBERTA’ DI ESPRESSIONE E’ INTERESSE DI TUTTI”

“Nella terra reggiana da 70 anni un potere politico e finanziario  ha reso sterile ogni tipo di dibattito e di crescita su tutti i fronti, il partito rosso nei suoi tanti poltronifici ha cresciuto generazioni nell’opportunismo e nel sudditismo, un sistema che negli anni ha dato da mangiare alle persone “amiche” e saldando di conseguenza il legame tra potere rosso e cittadini – così scrive Marco Montipo’, che si firma come “umile patriota che aderisce alla manifestazione” – Mi ricordo bene quando ero il coordinatore del Pdl scandianese e andai a chiedere alle aziende locali di aiutarci per realizzare la prima festa di destra sul nostro territorio, era il 2009 e tutte nessuna esclusa (delle interpellate) esitava a metterci la faccia, molte dicevano “vi do i soldi ma non voglio apparire” per paura? certo! Per paura di perderci professionalmente e avere magari “ritorsioni” a livello lavorativo. 
Questa era la realtà e quello che ho constatato in prima persona, se queste erano le paure nel 2009 figuriamoci anni prima…

Ancora oggi nel 2016 vediamo che chi non è conforme viene etichettato “fascista” “razzista” “omofobo” ecc ecc chi non la pensa come loro viene messo in un angola con accuse infondate e denigratorie. Credo che chiunque abbia il diritto di dire la sua, chiunque può NON essere d’accordo con le politiche rosse sull’immigrazione, sulla famiglia, sul lavoro, sull’Europa…tutti hanno il diritto di esporre le proprie idee e arricchire il dibattito politico.

Nella manifestazione del 16 vediamo già la propaganda rossa con gli slogan “fascisti in piazza” “No ai fascisti a reggio emilia” e come sempre si cerca di creare tensione per scoraggiare la gente a partecipare, come sempre si cerca di denigrare e ghettizzare una comunità, quella della destra, con le sue tantissime facce, quella liberale, cattolica, radicale, sociale….
Liquidare questo evento come fascista è vergognoso, partecipano infatti dai partiti tradizionali come fratelli d’Italia a Forza Italia, dalle associazioni storico culturali a liberi cittadini, una mobilitazione per un diritto sacrosanto, la libertà di opinione e di espressione, l’orgoglio di avere una storia (quella di destra) e volerla tramandare in una realtà (quella reggiana) in cui essere di destra è “rischioso”, vuol dire avere tutto da perdere. Tutte queste realtà non possono essere etichettate fasciste, è molto di più e questo la sinistra reggiana lo sa bene e gli fa paura perché non riuscirebbe a tenere un confronto sulle idee, meglio evitarlo e urlare “fascisti fascisti”.

“Ho detto SI – aggiunge Montipo’ –  perché vorrei avere una discussione e un dibattito equilibrato e giusto, senza inquisitori e aizzatori professionisti, in un certo senso questa manifestazione non è solo di destra ma di tutti, quello che chiediamo dovrebbe fare riflettere le persone, dovrebbe farle insorgere contro questo modo di fare politica, la maggioranza dei reggiani non è di destra come non è rossa, la maggioranza è indifferente e senza schieramento, loro dovrebbero meditare e pensare che senza qualcuno che lotti per tutti e tutte le idee anche loro sarebbero un giorno “schiavi” del potere totalitarista rosso. 
Chiedere libertà di opinione e pretenderla è nell’interesse di tutti.”
 
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2 risposte a Il sindaco di Reggio chiama alle barricate contro la destra in piazza: “Giusto reagire alla provocazione”

  1. Voltaire Rispondi

    10/01/2016 alle 15:43

    I veri fascisti sono al governo e amministrano questa città.

  2. Ivaldo Casali Rispondi

    10/01/2016 alle 20:52

    Aberrante e scandalosa è la dichiarazione del Sindaco tesa a creare un clima di scontro, con il chiaro intento di ostacolare la legittima manifestazione! Solito inqualificabile comportamento “democratico” dei cattocomunisti!

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